“La vita non è un’equazione matematica. Non ha una risposta chiara, né una risposta giusta. Ti viene solo dato un problema e sta a te decidere come risolverlo”.

Titolo originale: Hometown Cha Cha Cha, 갯마을 차차차, Gaesmaeul Chachacha
Regia: Yoo Je-won
Sceneggiatura: Shin Ha-eun
Cast: Shin Min-a, Kim Seon-ho, Lee Sang-yi, Kim Young-ok, Gong Min-jeung, Lee Bong-ryun, In Gyo-jin, Cha Chung-hwa, Hong Ji-hee, Jo Han-chul, Kim Min-seo, Kim Ji-hyun, Oh Eui-shik
Genere: Healing Drama, Romance, Comfort Drama
Corea del Sud, 2021 – k-drama – 16 episodi
Il termine “ritorno” deriva dal latino ed è composto dal prefisso “ri” (“di nuovo”) e dal verbo “tornare” (“lavorare al tornio”), per cui il concetto figurato è quello di “tornare indietro a girare il tornio”, ovvero, in realtà significa compiere un’azione ripetuta, girare indietro per rivolgersi al punto di partenza, tornare dove tutto è cominciato. Un percorso circolare, ma decisamente importante.
Se dovessi descrivere in poche parole il drama di cui andiamo a parlare oggi, direi che si tratta di un ritorno alla propria esistenza, un percorso interiore, un viaggio per ritrovare quella parte di noi che resta a casa, nel porto sicuro.
“Hometown Cha Cha Cha” è un k-drama a cui sono molto affezionata perché l’ho guardato qualche anno fa in un momento in cui sentivo la necessità di rifugiarmi nel mio porto sicuro, di sentirmi a casa, di ricaricare le mie energie, perché si esce per scoprire il mondo, ma si torna per capire se stessi e le proprie capacità e, per questo, nessun luogo è meglio di casa.
Già il titolo del drama racchiude in sé un profondo significato, legato al villaggio, alla città natale che simboleggia le radici, la stabilità, la linfa vitale a cui tutta la comunità che anima la storia è unita. Inoltre, il protagonista è originario del paese, ma, tornando, ha ritrovato un rifugio accogliente dove recuperare se stesso e, infine, la protagonista ha ritrovato un luogo appartenente al suo passato dove aveva lasciato i suoi ricordi di bambina: per lei si parla di nostalgia, un ritorno ad un luogo che è un’ancora emotiva per il proprio benessere psicologico.
Anche io, mentre guardavo “Hometown Cha Cha Cha”, ho voluto contemplare i luoghi meravigliosi e le ambientazioni, così come l’umanità e il calore delle persone, per tornare, forse, in un luogo del mio passato e sentirmi un po’ a casa.
Ambientato nel villaggio immaginario di Gongjin, un villaggio di pescatori, il drama è girato nella città portuale di Pohang, nella provincia del Gyeongsang Settentrionale in Corea del Sud, lungo la costa orientale.
La storia, però, ha inizio a Seoul, dove la giovane e determinata dentista Yoon Hye-jin (interpretata dalla bravissima Shin Min-a, “Our Blues”, “My Girlfriend is a Gumiho”), dopo un diverbio con il direttore sanitario, dopo essersi accorta di alcune scorrettezze sul lavoro, decide di lasciare la clinica. Per allontanarsi dalla città e da quel clima che le opprime i pensieri e la serenità, Yoon Hye-jin intraprende un viaggio in auto che la porterà sulle coste di Gongjin, una piccola cittadina sul mare dove la ragazza ricorda di aver trascorso dei momenti felici durante la propria infanzia, prima della morte della sua mamma. Il suo ritorno ai luoghi dell’infanzia, dove ha lasciato l’ultimo sorriso della madre e quell’incanto tipico dell’età, la portano a sedersi sulla spiaggia a contemplare il paesaggio, a rilassarsi e a passeggiare a piedi sulla sabbia, ma presto, per una serie di imprevisti, quella giornata, fuori dal mondo e dai ritmi di vita quotidiani, diventa un soggiorno inaspettato per la nostra protagonista.
Hye-jin, infatti, incontra più volte Du Sik (interpretato da Kim Seon-ho, “Start-Up”, “Can This Love Be Translated?”), un affascinante tuttofare e una presenza importante per la comunità che si fida pienamente del ragazzo, delle sue capacità e della sua voglia di aiutare tutti gli abitanti, tanto che è stato soprannominato “Capo Hong”.
Tra Hye-jin e Hong Du-Sik, però, inizia una serie di malintesi, di discussioni che porteranno i due ragazzi a respingersi, ma anche ad avvicinarsi in più momenti, quasi a capire di aver bisogno l’un l’altro per una strana chimica che entrambi non riescono ad ammettere.
I due hanno caratteri diversi, due modi differenti di rapportarsi alla vita. Hye-jin, che proviene da una grande città, sembra una giovane donna in carriera, presa da se stessa, un po’ snob e propensa a dare subito dei giudizi affrettati, senza quasi analizzare o a mostrare una certa empatia, in realtà dietro questa maschera si nasconde una donna legata al passato, ai ricordi, ha un animo sensibile, ma è schietta e non teme di mostrare i suoi sentimenti. Hong Du-sik, invece, ama trascorrere una vita in simbiosi con la natura, con il suo amato mare, silenzioso, solitario, ma propenso ad apportare il proprio aiuto agli abitanti di Gongjin. Il ragazzo, però ha anche un lato del carattere enigmatico e misterioso, forse legato a degli eventi del passato.
Nonostante gli inizi non del tutto idilliaci con la cittadina di Gongjin e i suoi abitanti, Hye-jin comprende che per fuggire dalla realtà in cui vive, diventata così soffocante e restia nei suoi confronti, deve rivolgersi proprio a quel piccolo villaggio e a quella comunità per ricominciare una nuova vita. La ragazza lascia la città e avvia proprio lì la sua prima clinica odontoiatrica e presto la seguirà anche l’amica Pyo Min-seon (Gong Min-jeung, “Daily Dose of Sunshine”), assistente e impiegata nella nuova attività di Hye-jin.
Da subito Hye-jin subirà l’invadenza dei vicini, così ficcanaso e curiosi di scoprire la vita della nuova arrivata, la ragazza, infatti, si sentirà per un po’ di tempo un’intrusa o solamente una semplice forestiera che fatica ad integrarsi nella comunità, pian piano, però, inizierà ad appropriarsi dell’aria di Gongjin, della vita più lenta e rilassante, dell’essenzialità e del fascino delle piccole cose.
Ogni giorno incontrerà Du-sik e cercherà di venire a capo di quegli elementi così misteriosi e oscuri che soffocano l’animo del giovane tuttofare di Gongjin. Hye-jin comprende che Hong Du-sik, dietro quel sorriso gentile, cela un doloroso passato, così cerca di avvicinarsi a lui, ma i lunghi silenzi e la difficoltà ad aprirsi tipiche di lui mettono spesso a dura prova il loro rapporto. Du-sik, d’altra parte, prova dei sentimenti sinceri per Hye-jin, ma teme di non essere corrisposto e non capito o di causare fraintendimenti nei confronti della ragazza.
In un bellissimo affresco di umanità e di esistenze, gli abitanti di Gongjin entrano e trovano posto direttamente nel cuore dello spettatore, ad iniziare da nonna Gam-ri (straordinaria Kim Young-ok, “The King Eternal Monarch”, “Miss Hammurabi”), una simpatica e dolce anziana che lo stesso Du-sik chiama “nonna”, pur non essendo direttamente suo parente. Gam-ri è premurosa e non fatica a dimostrare affetto vero, ha cresciuto Du-sik fin da piccolo e capisce i suoi sentimenti e le sue emozioni anche a distanza. Ha due amiche che trascorrono molto tempo con lei condividendo ricordi e curiosità. Nonna Gam-ri cattura il nostro cuore e ci lascia sorrisi e lacrime di commozione.
Il regista televisivo Seong Hyun (un adorabile Lee Sang-yi, “Bloodhounds 1 e 2” “Youth of May”), compagno di università di Hye Jin che, arrivato al villaggio per delle riprese, porta una ventata diversa e mostra l’importanza dell’amicizia. Seong Hyun è protagonista di molte scene esilaranti e conversazioni brillanti all’interno del drama e di certo non può non essere simpatico agli spettatori.
Il giovane poliziotto di quartiere, Choi Eun-chul (Kang Hyung-seok, “Pro Bono”), timido, riservato e impacciato a tal punto da non riuscire a iniziare da solo una conversazione con Min-seon che da subito mostra interesse per lui.
Yeo Hwa-jeong (Lee Bong-ryun, “Run On”, “Sweet Home”), responsabile del quartiere e proprietaria del ristorante di pesce, divorziata dal dirigente comunale Chang Yeong-guk (In Gyo-jin, “When the Camellia Blooms”). I due hanno un figlio, un bambino timido, ma geniale, amico della figlia dei proprietari del minimarket del quartiere.
La coppia Hwa-jeong e Yeong-guk è davvero ben rappresentata nella storia per la loro complessità e nella loro crisi matrimoniale con la reciproca comprensione nelle proprie fragilità e la responsabilità nei confronti del figlio in comune.
La signora Jo Nam-sook (Cha Chung-hwa, “My Demon” e “Song of the Bandits“), dall’atteggiamento spesso fastidioso per il suo continuo spettegolare, ma che in realtà custodisce nel cuore una tragedia e un affetto stroncato in piena vita.
Yoo Cho-hui (Hong Ji-hee, “Big Mouth”), la maestra della scuola elementare del paese, che torna al villaggio per ritrovare quei sentimenti che l’avevano aiutata da giovane in una fase delicata della propria vita e per essere accolta nel calore del paese.
I bambini del villaggio che con leggerezza e genuinità vivono le loro vite con gioia e spensieratezza, tra le strade del paese, la spiaggia e il minimarket gestito da una giovane coppia che attende l’arrivo di un figlio e già genitori di una bambina sveglia e sorridente, la prima amicizia di Hye-jin.
Oh Cheon-jae (Jo Han-chul, “Vincenzo”, “Jirisan”), proprietario del bar “Moonlight & Coffee”, non particolarmente bravo a preparare caffè, ma cantante, musicista e autore di una hit di successo degli anni Novanta che si crogiola nella malinconia e nella nostalgia dei vecchi tempi, dei successi che sono fuggiti come meteore, mentre con pazienza e costanza cresce da solo la figlia adolescente Oh Ju-ri (Kim Min-seo) nell’età più complessa e delicata.
“Hometown Cha Cha Cha” è una storia di guarigione emotiva dai traumi e dalle fatiche della vita e affronta tematiche quali la perdita, l’insicurezza e il senso di colpa, ma quel ritorno a casa, a quel cuore pulsante che è il villaggio di Gongjin e al calore dei suoi abitanti, è la cura per ritrovare se stessi, per perdonarsi, per guarire le ferite interiori.
“Hometown Cha Cha Cha” è anche una storia di guarigione collettiva, ogni personaggio ha un dolore privato, ma nessuno è lasciato solo ad affrontarlo e vi assicuro che questo k-drama ha davvero una funzione terapeutica, mentre lo guarderete non vi sentire soli, vi sentirete a casa.
Piccole curiosità: La ost del drama è un vero capolavoro e raccoglie le canzoni di Car, The Garden, la famosa “Romantic Sunday”, Choi Yu Ree con “Wish”, “Here Always” di Seungmin degli Stray Kids e molte altre. La storia è per lo più girata nell’ immaginario villaggio di Gongjin, ma le location dove è stato girato il k-drama, la spiaggia, il mercato, il faro sono oggi ricercate e fanno parte di un tour speciale se siete appassionati del drama.
“Hometown Cha-Cha-Cha” è ispirato al film sudcoreano del 2004 “Mr. Handy, Mr. Hong”, scritto e diretto da Kang Seok-beom e interpretato da Uhm Jung-hwa e dal compianto Kim Joo-hyuk. Il film è diventato iconico, soprattutto per l’interpretazione di Kim Joo-hyuk che ha caratterizzato a tal punto il personaggio di Hong Banjang da crearne un archetipo.
Grazia
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