“Vogliamo che la gente senta le stagioni come noi, attraverso il nostro pane”.

Titolo originale: Bread of Happiness, しあわせのパン , Shiawase no Pan
Scritto e diretto da: Yukiko Mishima
Cast: Tomoyo Harada, Yo Oizumi, Kanna Mori, Yuta Hiraoka, Yuki Yago, Ken Mitsuishi, Chikara Honda, Kimiko Yo, Katsuo Nakamura, Misako Watanabe, Morio Agata, Nozomi Ohashi
Genere: slice of life, healing, comfort
Giappone, 2012, film
Il pane è da sempre simbolo della Vita ed è l’alimento che ha più un significato profondo, simbolico e culturale. In questo film, diretto dalla regista Yukiko Mishima, il pane diventa il vero protagonista della trama perché costituisce il connubio speciale tra tutti i personaggi e le loro storie.
Pensate ad una caffetteria immersa nella natura, al silenzio o al fruscio del vento, sedetevi tranquilli e gustate la vostra tazza fumante mentre arriva anche il pane appena sfornato con il suo delizioso profumo che riempie di vita e di gioia anche il momento più malinconico. Dalla finestra le quattro stagioni che scorrono nella loro bellezza e unicità e poi quel conforto dell’anima, quella gentilezza di cui è intrisa questa storia così rassicurante e serena.
La storia inizia con la lettura di una fiaba, “Tsuki to Mani” (“La Luna e Mani”) che Rie (interpretata dalla splendida attrice e cantante, Tomoyo Harada, “Early Spring Story”) leggeva fin da bambina. Mani, creatura generosa e celeste che sosteneva e amava la malinconica Luna, era un eroe che Rie sognava di incontrare un giorno nella sua vita.
La vita, però, non sempre va come vorremmo e dopo diverse difficoltà lavorative e aver dovuto dire addio al suo adorato padre, Rie decide di lasciare la città e, insieme al marito Nao Mizushima (interpretato dal sempre bravo e versatile, Yo Oizumi, “La rivincita degli Astros”, “Just a Bit Espers”), decide di aprire una caffetteria chiamata “Mani”, in onore proprio della sua fiaba preferita.
Questa scelta li porterà ad aprire l’attività in un luogo lontano, nell’incantevole Tsukiura sul lago Toya, in Hokkaido, nel nord del Giappone.
Tsukiura è un posto molto bello, lontano dallo stress della città e dai ritmi frenetici, immerso nel paesaggio morbido e rilassante delle colline, con delle viste panoramiche meravigliose sul lago Toya, soprattutto albe e tramonti.
Pane appena sfornato
Proprio in questo luogo che sembra quasi dimenticato o forse sospeso, Rie e Nao iniziano la loro attività. Rie prepara il caffè e cucina manicaretti e piatti a seconda della stagione, mentre Nao sforna un pane buonissimo utilizzando tutti gli ingredienti offerti dalla terra. Pian piano la loro caffetteria, così tipica e caratteristica, inizia ad essere conosciuta da pellegrini, viandanti, turisti e persone che si fermano per ristorarsi e trascorrere un po’ di tempo in serenità. L’atmosfera del locale è così pacata e tranquilla che i clienti che entrano, trovano un angolo di gentilezza e di pace e, dopo aver riposto i propri problemi e i propri timori, spesso raccontati ai due proprietari della caffetteria, escono ricaricati, provando un senso di felicità.
Merito anche del pane appena sfornato che avvolge come un abbraccio gli animi feriti delle persone.
Così Kaori Saito (Kanna Mori, “Kamen Rider Decade”), una giovane donna che è stata appena lasciata e che vacilla nella sua tristezza e insicurezza, incontra inaspettatamente Tokio Yamashita (Yuta Hiraoka, “Tokyo Tarareba Girls”), un ragazzo migliore che non le spezzerà il cuore.
Il pane è un piccolo miracolo quotidiano che insegna l’arte della pazienza a chi lo sforna ogni giorno e la serenità delle piccole cose a chi lo mangia, ritagliandosi un proprio angolo di conforto.
Un pane da mangiare da soli, un pane da condividere in due come quello tra padre e figlia.
Un giorno, tra i clienti della caffetteria, si presenta la piccola Suehisa (Yuki Yago) con il padre (Ken Mitsuishi, “Sins of Kujo”), entrambi vivono in un limbo sospeso tra tristezza e amarezza. La bambina non ha accettato il divorzio dei genitori e il distacco seguente della madre. Suehisa vorrebbe fare qualcosa per tornare indietro e cambiare la situazione che solo una magia può modificare.
Il pane rappresenta la vera magia di questa storia, padre e figlia riescono pian piano a comprendersi, a confortarsi a vicenda e a trovare una soluzione per continuare a sopravvivere alle tristezze che la vita può presentare, compreso tornare a mangiare una zuppa di zucca.
Le stagioni si alternano nell’arco di un anno, ma dipingono di colori diversi il paesaggio tutt’intorno, come un quadro, nello stesso modo la caffetteria dei Mizushima si anima di personaggi bizzarri, ma divertenti, il postino imbranato (Chikara Honda), Yoko (Kimiko Yo), la simpatica vetraia che dona saggi consigli, un suonatore di fisarmonica e i contadini che risiedono nelle vicinanze.
La compagnia, il cibo che anima e conforta i cuori dei passanti o di chi è abituato a trovare un piatto caldo e il profumo del pane appena sfornato, sono la vera cura per riprendersi dal cammino e dalle fatiche.
Arriva un momento per tutti in cui ti rendi conto che non sei solo
Un giorno di rigido inverno si presentano alla caffetteria due anziani coniugi, il signor Sakamoto (Katsuo Nakamura, “Silence”) e la signora Sakamoto (Misako Watanabe, “Bushido”), due anime spente per aver perso la figlia durante l’ultimo tsunami. La signora Sakamoto è per di più malata ed entrambi hanno perso da tempo la voglia di vivere, oltre a sentirsi soli in un mondo sempre più difficile da affrontare quotidianamente alla loro età. La storia dei due coniugi anziani è una delle più commoventi all’interno del film e il ruolo dei Mizushima diventa importante nel rapporto con i due coniugi, esiste, infatti, quella capacità di percepire e comprendere gli stati d’animo altrui che diventa un faro, una luce per gli altri. Attraverso la cura, l’affetto e il supporto, il riuscire a comprendersi è la vera felicità, così come capire di non essere soli, perché alla caffetteria “Mani”, c’è sempre un caffè caldo e il pane appena sfornato e ci si può immergere in spettacoli meravigliosi che solo la natura può donare, dalla luna gigante luminosa, alle acque del lago che rispecchiano la luce dell’alba.
“Bread of Happiness” è un film curativo, una storia di cui tutti avremmo bisogno, perchè se la bellezza salverà il mondo, il pane, forse, donerà gentilezza agli animi.
Piccole curiosità. L’attore protagonista Yo Oizumi, per prepararsi al ruolo ha trascorso un po’ di tempo come apprendista fornaio.
Una delle canzoni portanti della colonna sonora del film è “Hitotsu Dake”, pubblicata per la prima volta nel 1980 e cantata da Akiko Yano, voce bellissima e molto particolare, spesso paragonata a quella di Kate Bush: provate a recuperare la sua canzone!
Grazia
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