“E’ impossibile essere sempre sinceri. La vita è piena di bugie per nascondere le proprie debolezze o la propria goffaggine. Abbiamo mentito per diventare qualcuno di migliore”.
“Wedding Impossible” è una serie la cui tematica è principalmente quella della finzione, nessun personaggio è se stesso e, anzi, spesso ognuno di loro finge proprio con se stesso.
Na Ah -jung (Jeon Jong- seo, “Money Heist Korea”, “Ballerina”) è una brava attrice, ma la sua carriera non è mai decollata e si è dovuta sempre accontentare di piccoli ruoli, spesso anche solo comparse. Ah-jung giustifica, nei confronti della famiglia, la sua passione per l’arte della recitazione fingendo di credere che prima o poi riuscirà a conquistare anche lei quel suo piccolo spazio sotto i riflettori che da tanto ha sempre desiderato. I suoi piccoli ruoli interpretati per anni l’hanno resa flessibile ad immedesimarsi in molti personaggi e ad entrare nella loro psicologia, così, quando il suo amico Lee Do-han le rivolge una richiesta inaspettata e imprevedibile, la ragazza riesce abilmente a costruire un ruolo che possa essere d’aiuto al suo amico.
Lee Do-han (Kim Do-wan, “Doona!”, “Start-up”) è amico di Ah-jung fin dai tempi della scuola, è il figlio maggiore di una famiglia altolocata e ricca che guida il “Gruppo LJ” e dovrebbe ereditare dal nonno la conduzione dell’azienda e tutte le responsabilità che ne derivano. Do-han che ama l’arte e l’architettura, è fuggito negli Stati Uniti per qualche tempo proprio per evitare qualsiasi responsabilità, perché non crede di essere tagliato ad assumere un ruolo di questo tipo, non si sente a proprio agio e, inoltre, la famiglia vorrebbe che si sposasse presto, ma Do-han ha un segreto personale che non può confidare loro, così, per compiacere la famiglia, si rivolge all’amica Ah-jung e le propone di interpretare il ruolo più importante della sua vita, fingere di essere sua moglie, ovviamente dopo essersi accordati come lasciarsi in un futuro prossimo senza dare troppo nell’occhio.
Ah-jung, alla proposta dell’amico, reagisce all’inizio con una certa ritrosia e un certo timore, ma si fa poi convincere da lui, desidera aiutarlo e forse non calibra bene le conseguenze di quella scelta, anzi, entrambi i ragazzi non immaginano quanto questa scelta, che dovrebbe solamente coprire Do-han, influirà, in realtà, nel loro futuro, soprattutto con la comparsa del fratello minore di Do-han, Lee Ji-han (Moon Sang-min) che ha da sempre vissuto nella contemplazione e nella stima costante del fratello, ma che ora la sua decisione affrettata di sposarsi con una ragazza che lui nemmeno conosce lo fa agitare.
Ji-han inizia da subito a sospettare di Ah-jung e cerca di capire quale sia la relazione tra lei e il fratello, da quanto tempo si conoscono e quale affinità possa esserci tra loro, iniziando a “tormentare” la ragazza, seguendola nei suoi provini, facendo conoscenza della sua famiglia, seguendola nei suoi spostamenti perché i suoi sospetti crescono ogni giorno di più. Ji-han, inoltre, per sabotare totalmente il matrimonio del fratello, cerca anche di coinvolgere l’ereditiera Yoon Chae-won (Bae Yoon-kyoung) che vorrebbe come moglie di Do-han.
Il destino, però, gioca uno scherzo inaspettato nel cuore di Ji-han che, avvicinandosi a Ah-jung per farla allontanare dal fratello, tentando ogni mezzo di persuasione, si sente attratto da lei, ma cerca di nascondere il suo sentimento per rispetto del fratello e perché non crede che possa essere vero.
D’altra parte, anche Ah-jung inizia a provare qualcosa per Ji-han, ma non vuole ammetterlo e finge con se stessa per nascondere i propri sentimenti. Come potrebbe mai giustificare un suo coinvolgimento emotivo e sentimentale, mandando all’aria il suo matrimonio con Do-han, matrimonio che, seppur finto, ormai l’ha messa sotto i riflettori della società perché futura sposa di un erede di una delle famiglie più ricche del Paese.
Nel momento in cui Ji-han accetta la futura cognata, la ragazza inizia a pensare a tutta quella condizione, alla sua scelta, si intristisce e si sente incompleta perché nel suo cuore ormai ha accettato di amare Ji-han e il non poterlo ammettere all’esterno la pone di fronte ad un senso di inquietudine e di incompletezza.
Ji-han capisce di amare Ah-jung, ma non può fare torto al fratello e finge con se stesso di stare bene e di non provare alcun sentimento, ma, spesso, l’onestà e la chiarezza con se stessi e con il proprio cuore può far sentire in difficoltà all’inizio, ma è qualcosa di liberatorio che i ragazzi proveranno a lungo termine.
Ah-jung può fingere davvero di essere la sposa di un ragazzo per il quale non prova alcun sentimento di amore se non solo di amicizia? Crede davvero di aiutare così il suo amico Do-han?
Do-han può continuare a fingere di essere fidanzato con la sua amica e progettare un matrimonio nascondendo alla famiglia il suo segreto, la sua omosessualità che non riesce a confidare al nonno e nemmeno al fratello? Crede davvero di riuscire a proteggere se stesso con un matrimonio segreto?
Ji-han può tacitare così a lungo il suo sentimento di affetto verso Ah-jung cercando di non ferire il fratello?
Uno cerca di proteggere l’altro, ma fingere può davvero essere la chiave del cuore? Anche per trascorre del tempo insieme e far finta di niente?
“Perché non facciamo finta di essere degli sconosciuti? Sarebbe tutto più facile.”
La commedia, si sa, è il genere che più riesce a convogliare in sé diverse tematiche e il meccanismo della finzione nella finzione è alla base del teatro; da secoli, infatti, nel teatro la finzione è sempre servita per andare a mascherare la paura e l’angoscia e difatti i tre protagonisti di questa storia sono i prototipi di tre persone che fingono per cercare di nascondere se stessi, per paura di confrontarsi con il giudizio della società. Ah-jung cerca di proteggere se stessa dall’essere giudicata un fallimento nel lavoro e nelle sue aspirazioni, in quella passione artistica che doveva essere anche la sua professione, Do-han crede che fingendo di essere un’altra persona, quella che gli altri vorrebbero vedere, possa così custodire nel suo cuore triste un segreto di cui non riesce a parlare per timore di ricevere giudizi che potrebbero ferirlo e facendolo così apparire come egoista, pensando solo a se stesso e non preoccupandosi per le persone che sono accanto a lui come la sua amica e suo fratello minore Do-han che ha sempre vissuto nella sua ombra. Ji-han è il personaggio che più finge con se stesso, con i suoi sentimenti, perché ha una scarsa considerazione della sua capacità di provare affetto e ha una forte difficoltà a perdonarsi a causa di un evento tragico che ha coinvolto la sua famiglia e di cui si crede responsabile.
“Wedding Impossible” è una serie gradevole non priva di scene comiche che strappano un sorriso, ma anche ricca di spunti di riflessione come quello di accettare se stessi, per come si è, senza ricorrere a bugie: perché nel momento in cui si riconosce una propria debolezza, si è già migliori.
“E’ impossibile essere sempre sinceri. La vita è piena di bugie per nascondere le proprie debolezze o la propria goffaggine. Abbiamo mentito per diventare qualcuno di migliore. Ma ora so che qualunque sia il mio aspetto, in qualunque situazione mi trovi, ti avrò al mio fianco. Ora so che con te posso essere come sono veramente”.
P.S. non faccio spoiler, ma negli episodi finali c’è il cameo di tre attori famosi e, con questo, vi lascio una curiosità 😉
Grazia
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