“L’autoconsapevolezza, in altre parole, la capacità di riconoscere un sentimento nel momento in cui esso si presenta (…)”.
(Daniel Goleman)

Titolo originale: 유미의 세포들 , Yumiui sepodeul (lett. “Le cellule di Yumi”)
Regia: Lee Sang-yeob
Sceneggiatura: Kim Kyung-ran, Kim Yoon-joo
Cast: Kim Go-eun, Park Jin-young, Ahn Bo-hyun, Lee Yoo-bi, Choi Min-ho, Mi-ran, Shin Ye-eun
Genere: Psychological drama, Romance, Slice of Life
Corea del Sud, 2022 – k-drama, 14 episodi
Se la prima stagione di Yumi iniziava con il coma profondo della cellula dell’Amore e con la sfiducia in se stessa da parte della protagonista, anche la seconda stagione inizia con una sofferenza sentimentale e con il cuore spezzato di Yumi, ma anche dello stesso Woong, perché avremo modo di capire meglio le sue azioni e la sua storia.
Yumi, però, è cambiata rispetto alla ragazza che soffriva per l’abbandono ricevuto dal primo amore, pian piano nella sua mente si fa strada anche una capacità che non immaginava di avere, l’autoconsapevolezza, ovvero il riconoscimento dei propri sentimenti per affrontare le difficoltà della vita.
La tematica principale di questo secondo capitolo è proprio il percorso interiore di Yumi che si sviluppa da autoconsapevolezza emotiva ad autoconsapevolezza esistenziale, quindi, il riconoscimento del proprio valore e del proprio posto nel mondo.
Da una fase in cui Yumi cercava di compiacere gli altri e di essere accettata ad una fase in cui la ragazza riconosce i propri talenti e in cui la vera difficoltà sarà, invece, continuare a restare sulla stessa strada ricacciando anche le paure di fallimento dopo aver intrapreso in itinere alcune scelte per ricercare una realizzazione personale.
Yumi tenta di dare una svolta alla propria vita e in questo secondo capitolo apprezzeremo il percorso emotivo e l’evoluzione psicologica della protagonista, sempre in compagnia del suo adorabile microcosmo di cellule delle emozioni!
Dopo la fine della storia con Woong, Yumi si concentra sul lavoro, ma anche su quel pensiero della scrittura, una passione che aveva nascosto in qualche angolo della sua creatività e fantasia, ma che in realtà sta prendendo sempre più piede nei suoi pensieri.
E’ proprio in questo frangente che entra in scena Yoo Ba-bi (Park Jin-young, “Our Unwritten Seoul”) che in realtà era già comparso nella prima stagione, nonché collega di lavoro, ma che qui diventa protagonista perché si avvicina pian piano a Yumi e al suo cuore. Babi è un ragazzo molto gentile, elegante, dal fascino innato che con il suo sorriso dolce e i suoi modi affabili riesce a conquistare spesso i cuori delle colleghe, ma il ragazzo è attratto da Yumi e in modo delicato e sobrio cerca di passare del tempo con lei anche puntando sul fatto che entrambi condividono alcune passioni in comune come la musica e soprattutto la lettura, visitare le librerie e ritagliare degli spazi per il silenzio e la propria serenità.
“Esiste un mondo che solo i libri possono mostrarti.”
Yumi si accorge che il suo animo è affascinato da quello di Babi, passare del tempo con lui diventa un modo di riconciliare il proprio desiderio di trovare una sicurezza sentimentale, ma anche di trovare un appoggio, un consenso a quello che è il suo sogno, licenziarsi per dedicarsi solamente alla scrittura. E così farà.
Babi è una persona perspicace, intuitiva e avverte immediatamente di cosa le persone accanto a lui hanno bisogno, così si comporta con la stessa Yumi e la loro relazione diventa molto romantica, ispirando in questo modo la vena creativa della ragazza che è sempre più convinta di riuscire a ritrovare quel soffio artistico e inventivo per immergersi completamente nella scrittura.
Babi, però, ha un difetto che non si avverte immediatamente, ma solo nell’andamento della storia, ovvero il suo fascino intuitivo e il suo innato magnetismo lo portano a influenzare i sentimenti degli altri, ad una sorta di manipolazione emotiva proprio dovuta alla sua capacità relazione, così differente da quella di Woong. La sua empatia è quasi estrema, per alcuni versi sembra finta e in questo modo causa nella stessa Yumi una confusione emotiva attraverso azioni poco lineari o ambigue così come avviene durante la loro relazione a distanza nel periodo in cui Babi viene trasferito per lavoro a Jeju o nel suo legame con la giovane stagista Yoo Da-eun (Shin Ye-eun, “Meow, ragazzo segreto”).
Il tradimento di Babi e un nuovo ciclo di emozioni complesse e difficili da affrontare determinano le scelte future di Yumi. Yumi emerge dalla marea, sofferente, ma con un orgoglio e una dignità da ammirare e apprezzare.
La ragazza riprende definitivamente in mano la propria vita, riconosce il proprio valore, ascolta se stessa e tiene stretto ciò che gli è rimasto di positivo dalla relazione con Babi: coltivare la fiducia nelle proprie capacità e la conseguente realizzazione professionale e personale.
Se nel primo capitolo Yumi diventava protagonista della sua storia, qui Yumi diventa autrice della sua storia, non ricerca più il romanticismo, ma una evoluzione emotiva e così la sua cellula dell’Amore non cade in coma, in depressione, ma si trasforma e diventa la cellula primaria della creatività, della maturità, della consapevolezza di sé.
La storia di Yumi non finisce qui perché da giovane e insicura impiegata diventa una giovane scrittrice di successo che aprirà il suo cuore, in equilibrio tra sentimento e razionalità, perché ora al primo posto c’è lei, coraggiosa e sensibile, ma anche tenace e costante. Tutto questo, però, lo vedremo nel terzo capitolo della storia.
“Le cose che inizi senza un piano potrebbero portarti più felicità a lungo termine.”
Grazia
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