Si tratta di un drama bellissimo del 2013 che ho recuperato pian piano perché mi sono trovata a riflettere per ogni puntata, le interpretazioni sono davvero ineccepibili e la colonna sonora fa emozionare ad ogni sequenza. Alcuni episodi ti svuotano completamente, lasciandoti pensare a cosa sia davvero giusto e cosa sia sbagliato e come la giustizia possa davvero rappresentare e proteggere l’individuo che ha subìto un sopruso, una violenza o alle persone che restano superstiti anche se devastate nell’anima. Ho trovato alcuni tratti della storia davvero lirici e catartici nello stesso tempo, come quando, ad esempio, uno dei protagonisti da vittima diventa ipotetico omicida o come le prove, che possono sembrare complete, non vengano giudicate tali e una sentenza possa ribaltare completamente la situazione. Ecco, ho trovato questa serie come la migliore serie che parla di giustizia e di ingiustizia e delle diverse vicissitudini che possono cambiare completamente l’essere umano e farlo impazzire o diventare eventuale assassino o probabile vittima.
Si parla anche di perdono, un perdono la cui sola parola strazia l’anima. Nel particolare il perdono è rappresentato dalla madre della protagonista, una donna umile, ma volitiva che ha lavorato una vita e ha sempre preso di petto ogni situazione, ma che giganteggia in quei pochi minuti tutti suoi con una caratura spirituale e morale da far venire i brividi.
Si parla anche di vendetta come scelta. I protagonisti si trovano spesso di fronte a questo pericoloso bivio, una tentazione che li opprime continuamente durante lo scorrere della storia.
Infine, esiste la verità, tanto difficile da trovare, tanto salda in alcune persone, così come la lealtà e la fiducia, e tanto labile in altre accecate solo dal successo e dall’arroganza.
Penso che questa serie possa rappresentare davvero tutte queste tematiche e d’altra parte la sceneggiatura non sbaglia un colpo, è perfetta, ti lascia riflettere e ti pone degli interrogativi che ancora, a distanza di qualche tempo, mi fanno pensare.
La protagonista della storia è Jang Hye-sung (interpretata da Lee Bo-young), una ragazza vicina ai trent’anni che, dopo aver superato un’infanzia difficile e povera diventa avvocato, anzi, per essere precisi, un difensore pubblico. Forse, anche a causa del suo passato e della fatica ad ottenere ogni cosa, Hye-sung è diventata cinica e realistica ed intraprende questa carriera con una certa apatia, cerca di non farsi coinvolgere più di tanto e va avanti con il suo lavoro solo per lo stipendio. Hye-sung è intelligente, ma sa anche cosa significa faticare e tentare di sopravvivere, lei e sua madre hanno vissuto in piena povertà, ma la mamma, che ha sempre avuto fiducia in lei e nel suo innato senso di giustizia, l’ha continuamente spronata a studiare e ad andare avanti, nonostante le mille difficoltà, come ad esempio l’espulsione ingiusta dal liceo che la figlia subisce dopo essere stata falsamente accusata per aver causato un incidente con fuochi d’artificio ai danni della figlia del datore di lavoro, una certa Seo Do-yeon (interpretata da Lee Da-hee), la vera e propria nemesi di Hye-sung.
Nello stesso periodo dell’espulsione, Hye-sung è stata anche testimone coraggiosa di un omicidio che la segnerà per sempre, un uomo è stato brutalmente ucciso e l’assassino viene disturbato da lei mentre è in procinto di uccidere anche il figlio di quest’uomo. Hye-sung, anche se giovane, non pensa due volte a recarsi a testimoniare e a far condannare l’assassino.
La vita di Hye-sung cambia quando incontra Park Soo-ha (interpretato da Lee Jong-suk, “Romance is a Bonus Book“, “The Hymn of Death” ), un ragazzo diciannovenne con l’abilità di leggere nel pensiero delle persone. Così, durante la storia, la stessa Hye-sung capirà che Soo-ha non è altro che il bambino salvato da lei durante l’omicidio del quale era stata testimone dieci anni prima. C’è da subito molta chimica tra i due ragazzi, nonostante Hye-sung abbia un carattere sospettoso e lunatico, ma Soo-ha, da quando la ragazza ha testimoniato facendo giustizia al padre, ha promesso a se stesso di cercarla e di esserle riconoscente a vita, proteggendola.
Insieme a Hye-sung lavora anche un ex poliziotto diventato avvocato Cha Gwan-woo (interpretato da Yoon Sang-hyun), idealista, fiducioso, alla ricerca continua di trovare la giustizia, entusiasta del suo lavoro, al contrario della collega.
I tre formano una squadra improbabile che utilizza metodi non convenzionali per risolvere i casi.
Un giorno, l’omicida del padre di Soo-ha torna in libertà e da lì un climax crescente di paura, di vendetta e di angoscia avvolgerà le vite dei protagonisti. In un momento molto commovente della storia, di fronte quasi all’impossibile da dimostrare, si fa riferimento (chicca preziosa per gli appassionati di musica classica e di opera come me) alla “Ouverture della gazza ladra”, ascoltata da uno dei personaggi prima di ogni evento importante in tribunale. Non vi svelo niente, ma andate a recuperare la trama dell’opera di Rossini e l’importanza della gazza ladra. Citazione importantissima e di estremo valore per questo legal drama.
I personaggi sono sviluppati molto bene dal punto di vista psicologico e possiamo emozionarci per la loro crescita durante i 18 episodi e tutti ricercheranno, con i propri mezzi e il proprio carattere, la giustizia, a volte cieca di fronte ad un fatto o ad una colpa, ma, nonostante tutto, i protagonisti riusciranno a sentire la voce di chi ne ha bisogno.
Memoru Grace