“Non puoi salire su questa barca. Hai teso la mano agli altri. Sono venuti tutti qui per ricambiare il calore che hai dimostrato loro. Quel calore è ciò che ti ha impedito di attraversare. E più di ogni altra cosa, ci sono coloro che non lasceranno mai la tua mano, a prescindere da tutto. Coloro che desiderano più di ogni altra cosa il tuo ritorno. Ti circondano con il loro calore.”

Titolo originale: 오싹한 연애, Ossakhan yeon-ae (lett. “Una storia d’amore da brividi”)
Regia: Lee Min-soo
Sceneggiatura: Choi Jung-mi
Cast: Park Eun-bin, Yang Se-jong, Ong Seong-wu, Jo Hye-joo, Kim Do-wan, Cha Mi-kyung, Kim Min-chul, Ye Su-jeong
Genere: romance / mystery / horror
Corea del Sud, 2026 – kdrama
Non tutto può essere spiegato, ci sono dei misteri a cui non è possibile dare un significato reale, spiegare l’esistenza di un Aldilà resta uno dei misteri più affascinanti e più complessi che esistano e la protagonista di questa storia lo sa molto bene perché è costretta a convivere con questo segreto da moltissimi anni.
Cheon Yeo-ri, interpretata dalla bravissima Park Eun-bin (“Avvocata Woo”, “Choco Bank”) è una ereditiera ed è amministratore delegato di un gruppo alberghiero di resort di lusso in tutto il Paese, solo che Yeo-ri riesce anche a vedere e a sentire i fantasmi in qualsiasi luogo possa spostarsi, una capacità che ha acquisito dopo un incidente di molti anni prima quando era caduta dallo yacht e il suo amico d’infanzia aveva perso la vita.
Yeo-ri, dopo aver vissuto un’esperienza pre-morte e un grave trauma che le ha stravolto la vita, convive con i ricordi, con la paura e con una capacità che non aveva mai avuto: la percezione dell’Aldilà, il contatto diretto con i fantasmi, soprattutto con quegli spiriti di persone che hanno subito una morte violenta o che non hanno avuto giustizia o il proprio cadavere non è mai stato ritrovato.
Agli inizi, per la giovane Yeo-ri, questa nuova capacità era sembrata una maledizione che pendesse sopra di lei. Sopravvissuta all’amico nell’incidente in mare, pian piano la ragazza ha cercato di trovare un equilibrio che potesse farle vivere la sua vita reale da donna di affari, dove non destare sospetti cercando di nascondere ogni suo comportamento che potesse essere scambiato per strambo e viste le minacce dei suoi parenti ossessionati dalla sua posizione professionale e dalla sua eredità.
Inoltre, se solo la povera Yeo-ri tocca la mano di una persona trasmette per un mese la capacità di vedere i fantasmi e, quindi, di esserne perseguitato.
Pian piano, però, la maledizione si è trasformata in dono perché Yeo-ri ha iniziato ad aiutare i fantasmi, quasi ogni notte. Anno dopo anno ha temuto sempre meno la loro presenza ingombrante in una vita di solitudine come la sua che non ha contatti con nessuno, non può nemmeno abbracciare la sua cara nonna che da sempre la sostiene.
“Davanti a me apparivano fantasmi che gli altri non potevano vedere. E chiunque toccasse le mie mani cominciava a vederli. Da allora vivo da sola, come un fantasma vivente”.
In una delle missioni notturne per aiutare uno spirito irrequieto, Yeo-ri si scontra con Ma Kang-wook (Yang Se-jong di “Doona!”), un procuratore intransigente e inflessibile che spesso si occupa di casi irrisolti. L’incontro tra i due accade altre volte in altre situazioni inverosimili, ma entrambi entreranno presto in alleanza, una volta che il procuratore scoprirà il segreto di Yeo-ri.
Kang-wook e Yeo-ri sembrano diversi, eppure così simili, nel loro desiderio di aiutare, condividono un senso di giustizia che riconoscono l’un l’altro pian piano durante la storia e riescono a comunicare tra loro in modo così personale da tenere il segreto come uno scrigno da proteggere, ma ancora una volta curare come dono. Kang-wook è il primo che comprende la solitudine e la sofferenza di Yeo-ri, la quale non può parlarne con nessuno.
“Rispetto alla tua, la mia sofferenza è una goccia nell’oceano”
Il rapporto tra Yeo-ri e Kang-wook diventa una sintonia perfetta, una affinità silenziosa, gentile, empatica, un rapporto che supera l’ostacolo maggiore, non i fantasmi, ma la paura. Dalla paura, però, nasce la forza, l’equilibrio: rendere giustizia ad uno spirito e dedicare del tempo alla sua storia significa superare la paura dell’ingiustizia terrena per cercare una serenità e un’armonia tra le due dimensioni terrena e spirituale.
Di contorno molti personaggi importanti che delineano bene la storia del drama, tra tutti Kang Min-hwan (Ong Seong-wu, “Strong Girl Nam-soon”, “Would You Like a Cup of Coffee”), amico d’infanzia di Yeo-ri, anche lui direttore generale del prestigioso CL Raymond Hotel, un ragazzo educato, affidabile, ma che nasconde dei lati oscuri legati ad insicurezze e incomprensioni familiari.
Ispirato al film del 2011 di Hwang Inho, “Spellbound”, “Spooky in Love” è un k-drama che nella sua atmosfera tra horror, fantastico e romance riesce a toccare le corde del cuore con delle tematiche delicate, la comunicazione con l’Aldilà e con i morti, in alcuni episodi gli incontri sono davvero commoventi e ti senti coinvolta emotivamente nel risolvere i casi insieme a Yeo-ri e Kang-wook.
La coppia protagonista è diventata una delle mie preferite di quest’anno, sensibili, altruisti e molto umani anche nel ruolo che ricoprono, nonostante Yeo-ri sia classificata come una donna gelida e senza un sorriso e Kang-wook un procuratore tutto d’un pezzo e impassibile, la loro comprensione dei sentimenti altrui, sia nella realtà che nella dimensione spirituale, è percezione emotiva. Non persone migliori di loro avrebbero potuto impegnarsi nella risoluzione di casi che sarebbero rimasti irrisolti e senza giustizia.
Ho guardato due volte questo k-drama e mi sono accorta che il suo punto forte è il messaggio che si percepisce in tutta la narrazione e quel senso di conforto che arricchisce la storia.
Grazia
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