«C’era una volta un re con cinque figli. Nelle sue ultime volontà affermò che alla sua morte il suo regno avrebbe dovuto essere diviso dai suoi figli in cinque regioni, in modo tale che ogni regione avesse un confine comune con le altre quattro. Possono essere soddisfatti i termini della sua volontà?»
August Ferdinand Möbius

Titolo originale: 不眠日; Bùmián Rì (lett. “Sleepless Days”, anche noto come “Mobius” e “Give Me Five”)
Regia: Liu Zhangmu
Sceneggiatura: Bi Qiang, Jiang Wuji
Cast: Bai Jingting, Janice Man, Song Yang, Liu Yijun, Zhang Bojia, Chutimon Chuengcharoensukying
Genere: sci-fi/ action/ mystery/ thriller/ crime/ supernatural/ time travel
Cina continentale, 2025 – 16 episodi
In matematica, il nastro di Moebius rappresenta una superficie geometrica straordinaria, bidimensionale e non orientabile che possiede una sola faccia e un solo bordo. Non esiste una distinzione reale tra un “sopra” e un “sotto”, tra un “esterno” e un “interno”. Il nastro ha una proprietà unica nella sua semplicità: se ipoteticamente si camminasse sulla sua superficie, si potrebbe percorrere tutto l’oggetto, ritornando al punto di partenza senza mai staccarsi, né senza oltrepassare il bordo. Per questo motivo, il nastro di Moebius rappresenta la continuità del flusso temporale, dove prima e dopo non si distinguono perché punti coincidenti dello stesso infinito percorso. Ed è così che ha influenzato diversi simboli dell’arte e della cultura, dalle incisioni di Erscher alle sculture di Max Bill, dalle citazioni nella letteratura di Isaac Asimov e Stephen King al suo utilizzo nel cinema sci-fi come espediente per riavvolgere il tempo o per tornare indietro in un punto preciso del passato (a partire da “2001: Odissea nello spazio” fino al più recente “Avengers: Endgame“) per arrivare al suo utilizzo metaforico nell’opera “Moebius” di Kim Ki-duk.
“Mobius” (noto anche come “Sleepless Days“) è pure il titolo di un drama cinese che si ispira al romanzo “Ni Shi Zhen Cha Zu” (letteralmente “Time Reversal Detective Squad“) di Zhang Xiaomao, e si dipana per 16 episodi in una detective story sospesa nel tempo, dove i giorni e le notti si ripetono in continuazione in un loop temporale di suspence. Loop temporale che può essere risolto solo venendo a capo del principio, ovvero tornando al punto di partenza di qualcosa che ha frammentato il continuum spazio-temporale e che ha sconvolto la vita del protagonista (e non solo).
Il continuum spazio-temporale, in effetti, si è rotto tanti anni prima, quando Ding Qi (interpretato da Bai Jingting di “The First Frost“) era all’università. Dopo un litigio con altri ragazzi più grandi, che avevano sottoposto lui e altre matricole del dormitorio studentesco ad atti di nonnismo, Ding Qi si ritrova gettato nelle acque di un bacino idrico vicino. E qui inizia a manifestarsi qualcosa di strano, perché, una volta riemerso dall’acqua, Qi si risveglia nella stessa giornata appena vissuta, come se, di fatto, fosse appena iniziata con gli eventi che tendono a ripetersi nuovamente nello stesso identico modo della prima volta. In modo inspiegabile Qi si ritrova a vivere quella stessa giornata cinque volte e, più il giorno si ripete, più inizia a comprendere che la sua volontà può determinare cosa accadrà durante quel giorno, agendo in modo tale da cambiare gli eventi.
Il fatto inspiegabile si ripete il mese successivo e così va avanti a condizionare la vita di Qi: nessuno, tranne Qi, ha memoria dei fatti, mentre Qi vive in continuazione il suo loop temporale come se fosse il superpotere di un eroe solitario. Inizialmente, è un potere piacevole, che fornisce una forza segreta invincibile, tanto che il giovane Qi cerca di usarlo a suo favore per favorirsi gli studi, il successo economico e la carriera, ma, più passano gli anni, più comincia a sentirsi fragile e impotente, incastrato da eventi che tendono a ripetersi senza potersi confidare con nessuno. Convinto che il suo potere sia quasi una colpa, cerca un modo per usarlo a fin di bene ed è con questa convinzione che entra in polizia e diventa detective.
Quando inizia la narrazione del drama, Ding Qi è già un ottimo detective dall’intuito quasi leggendario: nessuno sa che, ogni mese, si verificano i suoi cinque giorni di loop temporale e che Ding Qi ha imparato a programmarseli per bene, dedicando la ripetizione della sua giornata alla risoluzione dei casi più importanti e complessi.
Ed è per questo motivo che gli vengono assegnati i casi irrisolvibili, come una serie di omicidi, che sembrano degli incidenti isolati e che mirano a colpire ricercatori, scienziati e investitori legati alla MOMA Techologies, un’azienda farmaceutica e di ricerca che lavora sulla cura del cancro. Quando il CEO e scienziato capo della MOMA, Mo Yuanzhi (interpretato da Song Yang), riceve una minaccia di morte da parte di un misterioso killer che si fa chiamare Squid, sembra chiaro che tutti gli incidenti fatali avvenuti nei mesi precedenti avevano un determinato scopo e che il lavoro e l’intuito di Qi e della sua squadra diventano essenziali.
All’interno della MOMA, Qi incontra una sua vecchia conoscente, An Lan (interpretata da Janice Man di “Lost and Stars“), una biologa genetista, verso cui Qi si sente in colpa per non essere riuscito a prevenire l’incidente che ha portato in coma sua madre e che sembra essere destinata ad incastrarsi nella trama vendicativa di Squid, leva inconsapevole dei suoi piani e, al tempo stesso, sua più acerrima oppositrice, unica all’interno della MOMA in grado di capire che il disegno criminale di Squid è ben diverso rispetto a come sembra apparire.
Secondo le indagini di Qi, infatti, tutti gli incidenti sono avvenuti durante le sue giornate di loop temporale, così come il nuovo incidente minacciato sarà destinato a svolgersi in un altro periodo di loop temporale, come se Squid, di fatto, sapesse già le sue mosse precedenti e lo inseguisse da tempo nel continuum spazio-temporale e nelle sue fratture.
E se anche Squid fosse un viaggiatore nel tempo come Qi?
Ogni volta che arriva la mezzanotte e si resetta il tempo, Qi raccoglie nuove prove e si prepara per rivivere la giornata e per prevenire le mosse di un assassino senza volto, che sembra sapere molte più cose di quanto non possa immaginare e che nasconde un piano connesso al segreto che la MOMA custodisce da tempo e che sembra precluso anche ai suoi ricercatori.
Ma il viaggio nel tempo non è una cosa semplice da affrontare e il nastro di Mobius continua a far muovere i personaggi nel tempo come in un inseguimento continuo ed esasperato, mostrando la loro forza, la loro tenacia, ma anche le loro debolezze. Ogni viaggio è una nuova frattura nel continuum e frammenta sempre di più il fisico e la salute di chi rivive le giornate, compromettendone la stabilità della mente e degli organi e portandoli a vivere un’unica lunga giornata di 120 ore, come se il suo corpo fosse diviso in 5 regioni confinanti.
“Se dovessimo vivere un altro loop temporale, starai dalla mia parte?”
Le riprese di “Mobius” si sono svolte tra Guangdong, Hong Kong e Macao, che hanno fatto da sfondo alla fittizia cittadina di Hua’ao e, per rendere quella dimensione sospesa nel tempo e nello spazio del romanzo, si è scelto di adoperare un registro linguistico che mischiasse mandarino e cantonese, così come l’ambientazione dove stili architettonici diversi tra loro sono accostati nella stessa ricostruzione. Inoltre, la serie vanta un coordinamento perfetto di effetti speciali, stunt, fotografia e luci, il cui gioco di opacità e toni, ma anche di incremento e abbassamento, ha creato quell’effetto da loop temporale che fa da sfondo a tutto. Il successo del drama è andato ben oltre le aspettative, lodato sia dalla critica, per l’originalità della trama e la combinazione avvincente tra mystery, crime, sci-fi e caos, sia dal pubblico, superando i 300 milioni di spettatori in solo una settimana e collocandosi nella top 10 delle serie preferite nel 2025 in tutta l’Asia, dall’Estremo Oriente al Sud-Est asiatico. La serie ha vinto anche numerosi premi sia in patria (i Weibo TV e i Weibo Awards, gli iQIYI Scream Awards, gli SMG TV Drama Awards), sia all’estero (come i Seoul International Drama Awards).
La scelta di Bai Jinting nei panni del protagonista non è stata affatto casuale, visto che la sua popolarità in tutta l’Asia era salita grazie al drama sci-fi romantico “Reset“, dove interpretava un progettista di videogiochi bloccato in un loop temporale. Inoltre, lo stesso attore ha partecipato spesso al popolare variety show cinese “Who is the Murderer?“, un programma che si svolge come un grosso Cluedo con un delitto da risolvere, dove si era messo in luce per le sue doti investigative. Non a caso, lo showrunner di “Who is the Murderer?” è anche l’autore del romanzo da cui è tratto il c-drama “Mobius” e pare abbia caldeggiato fortemente l’interpretazione di Bai Jinting.
Ultima postilla: se qualcuno, leggendo questa recensione, ha pensato a Mobius R. Mobius dell’universo Marvel, potrebbe non essere del tutto fuori strada perché la radice dell’idea è piuttosto simile, così come i movimenti e le fratture nel continuum spazio-temporale. Ma, soprattutto, perché il multiverso, in fondo, esiste.
Laura
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