Sento che questo è il posto giusto
dove tutti i miei sogni si avvereranno.
Questo è il posto.
Questo cambierà la mia vita.
La nostra vita.

Titolo originale: Maple Leaf Dreams
Diretto da: Benedict Mique
Sceneggiato da: Benedict Mique, Hannah Cruz
Cast: Kira Balinger, LA Santos, Snooky Serna, Ricky Davao, Joey Marquez, Malou Crisologo, Jef Gaitan
Genere: Drammatico
Filippine, 2024, film
Alcune storie iniziano con una speranza, un soffio di speranza, per un cambiamento, un miglioramento e continuano scontrandosi con le prove della vita, le difficoltà quotidiane, le amarezze nascoste nelle pieghe dell’esistenza che si incrociano con le attese e con i sogni, per fortuna che esistono la fede e la volontà di continuare a resistere.
“Maple Leaf Dreams” è un film che appartiene a questa tipologia di storie, dove il tema centrale è la resilienza e dove la costanza nel portare avanti i propri sogni non è solo un desiderio individuale, ma è anche l’aspettativa di migliorare la vita dei propri cari.
Il film diretto da Benedict Mique, dopo il successo del precedente “Lolo and the Kid”, mette in risalto alcune tematiche profonde e alcuni argomenti di riflessione, quali la solitudine, l’emigrazione, le difficoltà economiche, il supporto della famiglia.
Macky e Molly, i protagonisti del film, sono due ragazzi che si incontrano in uno dei loro ristoranti preferiti, il “Manang Dinakdakan” dove cenano insieme e capiscono di avere molte affinità.
Si frequentano per un anno e riflettono nel frattempo sulle loro vite, sul loro futuro, su come aiutare le proprie famiglie e sui loro sogni.
Molly (Kira Balinger, “Chances Are You and I”) è una ragazza con il sogno di terminare i propri studi universitari all’estero, ma soffre per la propria condizione familiare che costringe suo padre a lavorare presso i parenti e spesso ad umiliarsi e a dipendere dalle loro scelte economiche e lavorative, non potendo aprire una propria officina. Anche la stessa Molly lavora dagli zii, ma vorrebbe che la propria famiglia potesse prima o poi ritrovare una sicurezza e, con orgoglio, occupare un proprio posto nel mondo.
Macky (LA Santos, “In His Mother’s Eyes”), invece, ha una grande passione per la musica e vorrebbe molto approfondire questo suo interesse facendolo diventare un lavoro, ma non è possibile, per cui ha intrapreso una scelta professionale diversa.
Molly e Macky si ritrovano a condividere un progetto futuro. Molly confessa a Macky il suo desiderio di riprendere le pratiche per trasferirsi in Canada con un visto di studio per completare la sua formazione e cercare lavoro, Macky, che anche lui necessita di alimentare l’economia familiare, vede nel sogno di Molly una speranza di migliorare e ritrovare una propria indipendenza.
Ogni anno dalle Filippine emigrano centinaia di persone per trovare lavoro in altri paesi del mondo, in inglese il termine “Overseas Filipino Worker (OFW)” è usato per i lavoratori filippini d’oltremare che risiedono in un paese straniero per trovare lavoro per un periodo di tempo limitato.
In Canada, in particolare, l’emigrazione dalle Filippine è cresciuta molto dagli anni Settanta e Ottanta anche per via di alcuni programmi ministeriali dedicati all’assistenza familiare e alla cura delle persone fragili e ai bambini, i cosiddetti “Caregiver Programs” che storicamente hanno incentivato la percentuale degli immigrati filippini in Canada, soprattutto donne.
La comunità filippina in Canada è oggi molto rappresentativa e sostiene dei settori importanti e vitali del Paese.
Per Macky e Molly, protagonisti del film, emigrare in Canada significa cercare di migliorare le proprie condizioni come istruzione, formazione e inserimento professionale, per sostenere le proprie famiglie e magari riuscire a riunirsi con loro negli anni a venire.
Per i due ragazzi, lasciare la propria famiglia e convincere i propri cari di poter riuscire a trovare qualcosa di meglio in un altro Paese è una scelta molto sofferta, lasciare la propria casa, ricominciare da capo, stabilire una nuova vita con nuovi ritmi non è una decisione facile.
Molly fatica a convincere la madre, mentre il padre comprende la sua determinazione e il suo sogno di migliorare, così, prima della partenza della figlia, le affida i suoi risparmi che aveva messo di lato nel caso prima o poi fosse riuscito ad aprire una sua officina. Molly, con le lacrime agli occhi, rifiuta, sapendo quanto quei soldi rappresentino una risorsa importante per il benessere della famiglia e per il sogno del padre, ma il padre vuole che sia il sogno canadese della figlia ad avere una propria luce, così la convince e Molly gli promette di restituirgli tutto appena trovato un lavoro.
L’arrivo in Canada è documentato dai due ragazzi con fotografie e videochiamate con i propri familiari per poterli aggiornare e cercare di restare vicini anche nella lontananza. Molly documenta anche attraverso un suo vlog i luoghi e i posti visitati nei fine settimana o nei momenti liberi, quasi a trovare una vicinanza, un senso di connessione che possa legare i due ragazzi al luogo, ma nel frattempo stringere a sé ogni emozione e condividerla con i propri cari.
La vita in Canada, a Toronto, non è facile per Molly e Macky, anche se cercano di non perdersi d’animo e non comunicare alle proprie famiglie quel senso di nostalgia che li attanaglia giorno per giorno e le difficoltà reali. Macky non riesce da subito a trovare lavoro e anche per Molly conciliare studio e lavoro in contemporanea è complesso. Spesso si abbattono moralmente e finiscono per avere dei diverbi tra loro, poi pian piano iniziano ad allargare le proprie conoscenze soprattutto all’interno della comunità filippina dove Macky riesce finalmente a trovare un’occupazione.
Molto importante il rapporto di amicizia che i due ragazzi stringono con Roselle e suo figlio, arrivati a Toronto molti anni prima di loro, così come una delle parti più emozionanti ed evocative del film è la notte di Natale, del primo Natale lontano dal loro Paese che Molly e Macky trascorrono a casa di altri immigrati filippini della comunità di Toronto che raccontano la propria storia, dalle prime difficoltà di adattamento, alle fatiche lavorative, alla nostalgia di casa. E’ questa una delle parti più belle del film, una piccola perla all’interno della trama che ci lascia un senso di malinconia, in quei racconti documentati dagli occhi dei presenti e da quelli dello spettatore. La maggior parte di coloro che raccontano le proprie esperienze di emigrazione sono donne trasferite in Canada per prendersi cura di bambini, anziani e malati e che, con costanza e resilienza, sono riuscite ad avanzare e ad affermarsi professionalmente, sacrificando molte cose della loro vita.
Nel frattempo, l’anno nuovo porta altrettante fatiche nella vita di Macky e Molly e purtroppo anche un lutto familiare butta nello sconforto e nella disperazione la ragazza che si sente in colpa per essere lontana e per non essere riuscita ad essere presente e a supportare la propria famiglia né economicamente né con la propria assistenza.
Tutta l’angoscia e l’abbattimento fisico e morale ricadono nell’equilibrio della coppia di ragazzi e lo smarrimento emotivo disorienta di conseguenza i sentimenti e la tenacia a perseguire i propri obiettivi, ma è forse la lontananza da casa, dal proprio Paese a riunire, seppur con fatica, ma con molta maturità, i cuori di Macky e Molly che pian pian capiscono di non potersi allontanare l’un l’altro, di essere una forza nella loro unione e che la loro resilienza è l’unica arma per affrontare le difficoltà e riorganizzare le proprie esistenze, così come la foglia d’acero canadese che è anche simbolo che Paese che hanno scelto dove ricominciare una nuova vita insieme.
Che cos’è quella?
Una foglia di acero.
Dicono che simboleggi amore, forza e resilienza.
Come noi, l’un l’altro, dall’inizio alla fine.
Grazia
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