“Qualcosa di speciale ci aspetta, proprio oltre l’orizzonte.
Ci saranno momenti difficili, ci saranno momenti tristi,
ma non ci scoraggeremo mai.
Odiamo piangere, quindi ridiamo e andiamo avanti”.
Ho deciso di iniziare questo articolo dedicato ai luoghi che hanno ispirato i più grandi capolavori dello Studio Ghibli con questa frase tratta da uno dei miei film anime preferiti “Pioggia di ricordi – Only Yesterday” del 1991 diretto dal compianto Isao Takahata perché la protagonista della storia, Taeko Okajima, è una giovane donna che abita e lavora a Tokyo come impiegata presso un’azienda, ma per le sue vacanze estive si reca presso la famiglia del cognato, per impegnarsi nella raccolta del cartamo, così da staccare mentalmente con la routine cittadina e con i ritmi frenetici. Durante il viaggio la ragazza si immerge nei ricordi, soprattutto in quelli di infanzia, passato e presente si abbracciano così che la giovane medita sulle sue scelte future e inizia a scoprire se stessa.
Taeko si reca a Yamagata, cittadina dove il cuore si perde nella natura e nella vita agreste e dove il regista Isao Takahata si recò personalmente con il suo staff nelle campagne e si interessò alla raccolta dei cartami, parlò con i contadini in merito al lavoro e alle loro attività, il tutto per cercare di rendere il più credibile e realistico possibile il suo lungometraggio. I campi di cartamo o benibana sono una delle meraviglie della Prefettura di Yamagata, in Giappone, e il periodo migliore per ammirarli è luglio. Ogni anno l’omonimo festival Yamagata Safflower Festival celebra la bellezza della raccolta del cartamo.
Il luogo descritto nel film di Isao Takahata è un esempio perfetto dei luoghi dello Studio Ghibli che oltre ad essersi ispirati per la maggior parte a posti e città realmente esistenti sono diventati veri e propri “luoghi dell’anima”, posti che ci danno la sensazione di essere a casa, nel nostro rifugio, in sintonia con noi stessi e per questo lo Studio Ghibli è riuscito a dare un valore molto incisivo nella sua rappresentazione dei luoghi e spazi e a rendere questa sensazione, universale.
Taeko, attraverso il sorriso, supera la malinconia e i pensieri che la bloccano in una situazione di scarsa fiducia in se stessa, ma, spostandosi a Yamagata, in un luogo diverso, dove riscoprire quella parte di sé che si era smarrita, riesce a trovare, oltre l’orizzonte, la sua aspirazione.
Sono sempre quei luoghi dell’anima che hanno ispirato il regista Yoshifumi Kondo nel suo meraviglioso “I sospiri del mio cuore” a ricreare un posto dove i due protagonisti crescono e nutrono dei sogni che si fondono con una magia particolare che veglia in tutta l’atmosfera del film. Siamo a Seiseki Sakuragaoka, nella periferia di Tokyo, nella città conurbata e collinare di Tama ed è qui si svolgono gli eventi del film anime. La scelta di una cittadina collinare non è a caso, la collina metaforicamente simboleggia l’ascesa, il superamento di un ostacolo e, nel caso della storia narrata nel film, il passaggio dell’età dei due giovani protagonisti, delle sfide che dovranno affrontare per realizzarsi.
Alla stazione di Seiseki Sakuragaoka i treni riproducono in sottofondo la canzone “Country Road” suonata e cantata nel film Ghibli e vicino alla stazione è possibile reperire le cartine che guidano nei luoghi reali percorsi nel film.
Inoltre, per immergersi meglio nell’atmosfera, esiste anche la “cassetta delle lettere della giovinezza”, “Seishun no Posuto”, non lontana dalla stazione e si tratta di una riproduzione in miniatura dell’antico negozio Chikyu-ya del film, qui è possibile imbucare una lettera con i propri sogni e desideri.
Dal Parco Konpiragu, invece, vi è il punto panoramico con vista sulla città dove vi è la famosa scena amata dagli appassionati del film.
Per prendere ispirazione per il famoso film “Laputa – Il castello nel cielo”, Hayao Miyazaki si recò proprio in Italia, nella meravigliosa Civita di Bagnoregio, “la città che muore”, che si trova in provincia di Viterbo. La magia fiabesca di questa città è dovuta proprio alla sua conformazione, perché arroccata sul tufo e si raggiunge percorrendo un ponte pedonale. Nei giorni di nebbia il paese sembra staccarsi della terraferma e fluttuare nel cielo, un effetto che ha affascinato lo stesso Miyazaki e che lo ha ispirato per rendere iconica l’immagine del castello nel cielo del suo film.
Per restare sempre in Italia, sulle coste del Mar Adriatico, gli idrovolanti di “Porco Rosso” di Hayao Miyazaki sono un omaggio ai luoghi amati dal regista. Inoltre, sembra che sia stata Baia di Stiniva, sull’ Isola di Vis, in Croazia che abbia dato ispirazione per ritrarre il nascondiglio del protagonista, così come tutta la costa dalmata.
La bellissima e pittoresca città di Colmar, in Francia, con le case a graticcio e i canali, ha ispirato la realizzazione dell’ambientazione dell’amatissimo “Il castello errante di Howl”. La famosa Casa Pfister, un caratteristico e storico edificio di Colmar, realizzata in pietra e legno viene ritratta nel film Ghibli.
La città medievale di Visby sull’isola di Gotland, in Svezia, insieme a Stoccolma, hanno ispirato i paesaggi della città raffigurata in “Kiki – Consegne a domicilio”. Hayao Miyazaki si recò per la prima volta a Visby agli inizi degli anni Settanta e scattò molte foto come ricordo, sognando un giorno di prenderne ispirazione per una delle sue opere ed in effetti nel 1989 realizzò “Kiki – Consegne a domicilio”.
Ritornando in Giappone, è sempre ambientato a Tama anche il film di Isao Takahata, “Pom Poko” dove i tanuki, piccoli cani procione, a causa della grande urbanizzazione, fanno fatica a riappropriarsi del loro territorio.
Nel film di Hiromasa Yonebayashi, “Arietty – Il mondo segreto sotto il pavimento”, il giardino ritratto nella storia è ispirato al giardino Seibi-en a Aomori, costruito agli inizi del Novecento e ha un misto di design giapponese e occidentale. Lo staff della produzione si recò in visita nel 2008 sul luogo per prendere ispirazione per la realizzazione del film. Seibi-en è uno dei tre più famosi giardini risalenti all’epoca Meiji.
Se pensiamo, poi, ad un universo parallelo, possiamo prendere d’esempio quello del Regno dei Gatti, all’interno del film “La ricompensa del gatto” diretto da Hiroyuki Morita nel 2002. Qui la protagonista Haru vive un’esperienza al di là del mondo reale nell’onirico regno dei Gatti, un luogo fiabesco dove il tempo scorre diversamente e le leggi della fisica non sono quelle che conosciamo.
Anche nel capolavoro di Hayao Miyazaki “La città Incantata – Spirited Away”, vincitore dell’Oscar per il miglior film d’animazione nel 2003, la dimensione temporale e spaziale si diversifica dalla realtà fino ad immergersi in un universo parallelo e magico in cui la protagonista Chihiro dovrà superare molte prove e salvare i genitori per riemergere nel suo mondo reale. Per “La città incantata”, però, Miyazaki si è anche ispirato a due luoghi reali, la cittadina collinare di Jiufen a Taiwan, luogo famoso per le scalinate e le caratteristiche lanterne rosse che ricorda la Città degli spiriti, e Shibu Onsen, cittadina nella prefettura di Nagano, famosa per le sorgenti termali, che ricorda quindi le terme Aburaya.
Per alcuni capolavori Ghibli ambientati in paesi e luoghi sul mare, ricordiamo Tomonoura, una serena cittadina portuale di Hiroshima che ha ispirato i luoghi ritratti in “Ponyo sulla scogliera” di Hayao Miyazaki o la città di Kochi, situata sull’isola di Shikoku dove è ambientato il film del 1993 di Tomomi Mochizuki, “Si sente il mare” e dove si svolgono le vicende a cui sono legati i ricordi dei protagonisti, ancora una volta luogo e ricordo si intrecciano per dare conforto all’anima.
Anche in “Quando c’era Marnie” diretto da Hiromasa Yonebayashi, film del 2014, l’ambientazione all’inizio della storia è Sapporo in Hokkaido, poi si sposta a Kissakibetsu, un immaginario villaggio di pescatori, la cui fonte di ispirazione sono state le città costiere reali di Kushiro e Abashiri, nella parte orientale di Hokkaido, che hanno dato l’idea di ricreare l’atmosfera malinconica e nostalgica della storia. Anche in questo film la dimensione reale e quella onirica si fondono.
“In questo mondo c’è un cerchio magico invisibile”.
Se per “I racconti di Terramare” di Goro Miyazaki l’ambientazione fantastica aiuta lo spettatore ad immergersi nella storia dalle tematiche profonde e oscure e Terramare è un’immensa distesa di isole circondate da oceani, nel meraviglioso film “La storia della Principessa Splendente” di Isao Takahata le ambientazioni scorrono dalla natura verde dei boschi di bambù e dei villaggi rurali alla residenza aristocratica nella capitale Heian-kyō, l’odierna Kyoto. Il film è ispirato ad una fiaba, per cui i tratti e i disegni riecheggiano i luoghi dove sono ambientate le scene.
Infine, nei due capolavori di Hayao Miyazaki “Il mio vicino Totoro” e “Principessa Mononoke” sono rappresentati dei luoghi che il regista ha da sempre nel cuore dove la Natura è la vera protagonista.
“Totoro” è ambientato tra le colline di Sayama, nella prefettura di Saitama, non molto lontano da Tokyo, dove, però, la natura boschiva e silvestre custodisce una storia che resta nel cuore, le due sorelline Satsuki e Mei diventano un tutt’uno con la Natura, ne percepiscono i suoni, i sentimenti e riescono a legare le loro emozioni agli spiriti della foresta, in un rapporto genuino e puro, visibile solo agli occhi incontaminati dei bambini.
Le vicende di “Principessa Mononoke“, invece, sono ambientate a Yakushima, un’isola che fa parte dell’arcipelago delle Isole Ōsumi, a sud del Kyūshū. Yakushima è un’isola ricca di foreste pluviali e alberi millenari che hanno ispirato la realizzazione della foresta del film di Miyazaki. La Natura è qui rimasta incontaminata, l’uomo non ha ancora distrutto i luoghi ed è, quindi, l’ambientazione migliore per le tematiche trattate nel film di Miyazaki.
Isao Takahata, invece, che da sempre ha amato portare sullo schermo storie di realistiche o verosimili ha ambientato il suo capolavoro “Una tomba per le lucciole” a Kobe, la città che ha subito tra i bombardamenti più terribili durante la Seconda Guerra Mondiale. La storia commovente e toccante dei due fratellini Seita e Setsuko, nei loro ultimi giorni di vita dilania il cuore.
Per restare nell’atmosfera realistica di una storia non struggente come quella del film di Takahata, ma in ogni modo profonda ed emozionante, ci spostiamo a Yokohama, dove è ambientato il film “La collina dei papaveri – From Up on Poppy Hill” di Goro Miyazaki. Yokohama è una città portuale e la storia è ambientata nel 1963, quasi alle porte delle Olimpiadi di Tokyo del 1964. Yokohama fa da sfondo ad una storia nostalgica e malinconica di alcuni giovani degli anni Sessanta tra la modernizzazione della società e il ricordo del passato come preservazione della memoria storica.
Nel film anime per realizzare le case in stile occidentale la produzione ha preso ispirazione da quelle del quartiere Naka a Yokohama.
In “Si alza il vento”, i protagonisti della storia si incontrano in un hotel nelle Alpi giapponesi, non viene citato il luogo, ma sembra che l’hotel a cui si siano ispirati sia il Kamikochi Imperial Hotel, che risale al 1933 e dista pochi minuti dalle sorgenti termali di Kamikōchi.
Infine, l’ultimo film del Maestro Hayao Miyazaki, “Il ragazzo e l’airone” è forse il film più onirico dello Studio Ghibli. Il giovane protagonista, dopo che il padre si risposa, si trasferisce con la famiglia nella tranquilla tenuta fuori città, tra natura e solitudine, mentre la sua crisi interiore lo scuote a tal punto da abbandonare la realtà e cercare, oltrepassando la torre abbandonata, una spiegazione all’esistenza dell’universo, un portale per l’altro mondo popolato da vivi e da morti, da passato e da presente, da ciò che è stato e da ciò che poteva essere. Il luogo di ispirazione de “Il ragazzo e l’airone” è l’inconscio, il luogo più impervio e vasto che esista, il più importante, il luogo della nostra vita e in quest’ultimo film il Maestro Miyazaki è riuscito a trasmetterci l’Altrove che è in ciascuno di noi.
I luoghi che hanno ispirato i film dello Studio Ghibli hanno permesso di emozionarci e di associare le scene ad un nostro luogo interiore, dove abbandonare le nostre fatiche, le nostre inquietudini per poterci ricaricare, non scoraggiarci e andare avanti, come dice la nostra citazione iniziale tratta dal film “Pioggia di ricordi” e, per questo, ringraziamo lo Studio di animazione fondato nel 1985 da Hayao Miyazaki, Isao Takahata e dal produttore Toshio Suzuki e grazie a voi lettori, sognatori come noi, con l’infanzia nel cuore, grazie per aver percorso con noi questo viaggio all’interno dei luoghi dell’anima Ghibli.
Grazia
