“Ci sono tre cose che una persona non può nascondere: la tosse, la povertà e l’amore. Più uno cerca di nasconderli e più sono evidenti, ma a volte ci ho provato lo stesso, e poi mi sono seduta e ho pianto, ho pianto fino allo sfinimento. L’amore è una sofferenza auto-inflitta. Spero che tu possa trovare la tua pace interiore, Sung-hyun. Il calore che ispira “Il Mare” proviene dall’amore di tuo padre verso di te. L’amore arriva a noi in diverse forme, ma credo che ci sia un solo vero amore”.

Titolo originale: 시월애 , Il Mare, Siwŏlae
Regia: Hyun-seung Lee
Sceneggiatura: Yeo Ji-na, Kim Eun-jung, Kim Mi-yeong & Won Tae-yeon
Cast: Jun Ji-hyun, Lee Jung-jae, Kim Moo-saeng, Jo Seung-yeon
Genere: Sci-fi, Romance
Corea del Sud, 2000 – film
Due cuori, due anime solitarie che navigano nei propri pensieri, ma che trovano una vicinanza sfidando il tempo.
“Il mare” è un film sudcoreano del 2000 e ha una originalità che travolge con delicatezza l’animo dello spettatore che ripercorre la storia dei due protagonisti riuscendo immediatamente a connettersi con i loro sentimenti e le loro emozioni, grazie anche ad una fotografia meravigliosa che sembra avvolgere ogni piccolo particolare in una luce e in una dimensione intimista e che lascia spazio non solo ai dialoghi, ma alla malinconia trasmessa dai protagonisti, dal mare e dall’ambientazione.
Proprio l’ambientazione ha un ruolo importantissimo nel film, i due protagonisti vivono la loro sfera emotiva nello scorrere delle giornate, la vita come un riflesso sull’acqua, la casa dove abitano in due momenti diversi è “Il Mare”, titolo in italiano e nome della casa sul mare che lega il filo rosso dei due giovani, contrapponendoli a due tempi diversi, ma ad una stessa dimensione intima in cui ognuno di loro si distacca dal mondo esterno per rivolgersi verso il proprio mondo interiore. Nel silenzio della casa sul mare, passato e futuro si incontrano, si sfiorano in un presente al di là della dimensione spazio-temporale per perdersi nello sguardo malinconico dei due giovani.
1999. Eun-joo (Jun Ji-hyun, “Kingdom”, “Jirisan”) abita in una meravigliosa casa chiamata “Il Mare” che sembra adagiata sull’acqua. Prima di andarsene via dalla casa lascia una cartolina di Natale nella cassetta della posta annotando un messaggio scritto al residente successivo per inoltrarla.
1997. Sung-hyun (Lee Jung-jae, “Squid Game 1,2,3”, “Hunt”), che studia architettura, ma che lavora anche nei cantieri per darsi da vivere, riceve la lettera di Eun-joo e ne rimane perplesso e stupito perché è lui il primo residente della casa “Il Mare” e la lettera è datata due anni nel futuro.
Sung-hyun ed Eun-joo iniziano così uno scambio di corrispondenza e si rendono conto pian piano che per qualche strana ragione la cassetta delle lettere è un portale del tempo, perché i due ragazzi vivono a due anni di distanza. Attraverso la cassetta delle lettere, inoltre, riescono anche a far passare oggetti così che la stessa Eun-joo chiede a Sung-hyun di recuperare un registratore che aveva smarrito due anni prima.
La loro corrispondenza e le loro missive diventano un appuntamento, una compagnia e un sostenersi l’un l’altro, riescono a confidarsi, a parlare delle proprie difficoltà, delle amarezze e di amori passati o non corrisposti come l’ex fidanzato di Eun-joo, partito per lavoro all’estero dove si è anche sposato o il rapporto conflittuale tra Sung-hyun e suo padre ed è proprio questa una delle parti più intense ed emozionanti del film.
“Eun-joo, tutte le persone che ho amato sono state sempre irraggiungibili e per questo mi sono mancate ancora di più”.
“E’ come se i ricordi mi tendessero un’imboscata. Anche tu hai ricordi simili?”
Il rapporto tra Sung-hyun ed Eun-joo diventa pian piano un’esperienza solitaria dove poter dedicare una parola come una carezza e la vicinanza ad un sentimento universale che attraversa il tempo e supera le tensioni esplorando una tematica che supera la fantascienza, ma anche la realtà e che si distacca dalle regole convenzionali della narrazione per mostrare una sperimentazione e una innovazione narrativa che credo non fosse così scelta nel 2000, anno di uscita del film.
Credo che dovrei innanzitutto imparare ad aprire il mio cuore.
Pensavo che l’amore significasse felicità eterna. E’ meglio aver amato e perso che non aver amato mai.
Mi piacerebbe incontrarti, se tu volessi.
Cosa significa innamorarsi di una persona che esiste in un tempo diverso, in uno spazio lontano? Il sentimento, l’amore riescono a unire le distanze fisiche sfiorando l’eternità.
“Il Mare”, per questo motivo ha anche il titolo “Siworae”, che significa “amore che trascende il tempo”.
Il regista Lee Hyun-seung firma una bellissima storia romantica diversa dai soliti canoni, ma che ci lascia molte riflessioni sulla vita, il destino e le scelte.
Colonna sonora bellissima, sofisticata che fa immergere lo spettatore nelle atmosfere soffuse, delicate e sospese del film.
Questo film ha avuto due remake, il più famoso è quello americano del 2006, “La casa sul lago del tempo, con Sandra Bullock e Keanu Reeves, mentre il remake indiano è del 2015 e s’intitola “Minchagi Nee Baralu”.
Grazia
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