La leggenda di Momotarō è molto antica e risale al periodo Edo e, ancora oggi, è una delle più famose e conosciute leggende giapponesi.
Una coppia di anziani che non poteva avere figli ogni giorno pregava e si rivolgeva agli dei chiedendo un bambino che tenesse loro compagnia. Un giorno la donna, mentre stava camminando vicino ad un fiume, trovò una pesca gigante che galleggiava, la raccolse e la portò a casa per dividerla con il marito a cena.
Nel momento in cui i due coniugi aprirono la pesca, uscì un bambino che disse loro di essere stato inviato dal cielo: le preghiere dei due anziani erano state quindi ascoltate! Visto che il bambino era nato da una pesca, venne chiamato Momotarō (桃太郎, “ragazzo nato da una pesca”).
Ogni giorno Momotarō cresceva sempre più robusto e coraggioso e, con orgoglio e affetto, i due anziani genitori si dedicavano a lui. Il dono degli dei aveva riportato felicità in quella casa.
Una volta cresciuto, Momotarō, per ringraziare i genitori, decise di lasciare la casa e partire per combattere contro gli orchi Oni che affliggevano il villaggio. Lungo il cammino incontrò un cane, una scimmia e un fagiano che si unirono alla missione contro gli orchi. Il ragazzo con l’aiuto dei nuovi amici riuscì a sconfiggere gli orchi e a riportare il tesoro e il bottino che i mostri avevano rubato per tanti anni.
Si pensa che la storia di Momotarō sia originaria di Okayama, mentre l’isola dove si nascondevano gli orchi Oni sia Miyajima, un’sola del mare interno, dove sono state ritrovate delle grandi caverne artificiali.
Momotarō ha ispirato diversi racconti, lungometraggi e anime, ma quello che personalmente ricordo di più è ” Il magico mondo di Gigì” (Mahō no princess Minky Momo) dove la protagonista dell’anime deve il suo nome proprio a Momotarō e vi ricordate chi erano i suoi magici aiutanti? Shindobuk, Motcha e Pipil, un cane, una scimmia e un canarino.
Memoru Grace
