“Se Lady Macbeth o Ofelia fossero riportate in vita, sarebbe difficile immaginare il tipo di vita che vivrebbero. Tuttavia, se Elizabeth Bennet fosse riportata in vita, sarebbe facile immaginarla camminare allegramente per le strade della Londra di oggi”.
Yaeko Nogami (pseudonimo di Kotegawa Yae) nacque a Usuki il 6 maggio 1885 in una famiglia benestante, il padre era un ricco produttore di sakè. Già da bambina la sua curiosità intellettuale la spinse a studiare lingue, letteratura cinese e giapponese e a imparare l’arte della poesia tanka.
Entrò presto alla Meiji-Jogakko, una scuola femminile di orientamento cristiano a Tokyo che frequentò fino al 1906 e in questo periodo conobbe anche Natsume Soseki e si appassionò ancora di più di letteratura. Mentre frequentava la scuola femminile si avvicinò a posizioni sociali molto moderne come l’attivismo e l’impegno civico e l’uguaglianza di genere, credendo che la letteratura avesse questo importantissimo scopo nei confronti dell’umanità.
Qualche anno più tardi, intorno al 1910, Yaeko Nogami partecipò con racconti e poesie alla rivista letteraria femminista “Seito” (di cui abbiamo parlato QUI).
Mentre studiava a Tokyo incontrò Nogami Toyoichiro, studente di teatro No e di letteratura inglese con la passione per la traduzione della letteratura occidentale. I due giovani si sposarono e il marito la stimolò a scrivere e a tradurre con lui romanzi di letteratura. Nel 1922, Yaeko Nogami pubblicò “Kaijin maru”, la storia di quattro uomini di un peschereccio naufragato che lottano tra la fame e il cannibalismo. Nel 1962 questa storia ispirò il film “Ningen” diretto da Kaneto Shindo,
Proprio negli anni ’20 del Novecento si avvicinò anche alla narrativa storica e pubblicò nel 1926 “Oishi Yoshio”, la storia di uno dei quarantasette Ronin.
Sempre nel 1926 lei e il marito si appassionarono alla letteratura di Jane Austen e si impegnarono nella traduzione di “Orgoglio e Pregiudizio”, la primissima traduzione in giapponese di un’opera di Jane Austen.
Yaeko Nogami si appassionò talmente tanto alle opere della Austen che nel 1928 pubblicò “Machiko”, un’opera che si ispirava a “Orgoglio e Pregiudizio”, riproponendo la storia, ambientandola nell’era Taisho, con l’eroina Machiko che somigliava a Elizabeth Bennet e Mr. Kawai che tanto si ispirava a Mr Darcy.
Yaeko Nogami prese come riferimento la Austen per la rappresentazione delle dinamiche sociali e la figura della donna adattandola al contesto giapponese.
Da qui in poi Yaeko Nogami iniziò a tradurre diverse opere della letteratura inglese in lingua giapponese, scegliendo sempre delle storie che ponevano l’attenzione sull’analisi psicologica e le trasformazioni sociali.
Nel 1938 si trasferì con il marito a Londra per un progetto di scambio tra professori universitari, viaggiò in tutta Europa e fu testimone dello scoppio della guerra civile spagnola e dei primi venti di guerra.
Tornò in Giappone prima dello scoppio della Seconda Guerra Mondiale e qui si concentrò sulla scrittura, nel dopoguerra si unì alla Shin Nihon Bungakukai, influente organizzazione letteraria postbellica giapponese, attiva dal 1945 al 2005.
Nel 1957 scrisse e pubblicò il romanzo “Meiro” (in italiano conosciuto con il titolo “Il labirinto”) che vinse il Premio Yomiuri, mentre nel 1963 fu pubblicato “Hideyoshi e Rikyũ”, il cui titolo italiano è “Il signore della guerra e il maestro del Tè”, forse la sua opera più importante. Quest’opera ha ispirato il film del 1989 “Rikyū” di Hiroshi Teshigahara, presentato nel 1990 al Festival di Berlino.
Tra le traduzioni famose di Yaeko Nogami anche il romanzo di Johanna Spyri, “Heidi”, che ispirò l’anime di Isao Takahata e Hayao Miyazaki (di cui abbiamo parlato QUI).
Grazia
