Alzi la mano chi, durante le Olimpiadi invernali, non si è fatto prendere la mano dalla visione compulsiva di tutti gli sport che la TV ci ha fatto conoscere. E poco importa se non avevamo mai visto quegli sport o se, dopo ore affannate di visione e di tifo sfrenato, non abbiamo ancora compreso le regole, una volta finite le competizioni passeremo tutti le prime giornate di nostalgia a crogiolarci nel ricordo delle medaglie, della felicità provata durante le gare, delle ricerche sui nomi degli atleti visti e, magari, anche del primo corso più vicino e più accessibile di una qualsiasi di quelle discipline (ben sapendo che, alla fine, non lo inizieremo mai).
Ebbene, se volete dare un senso a questo effetto nostalgia (o, addirittura, anche a quello di euforia, appresa in ogni gara e fomentata da ogni singola medaglia) e prolungarlo senza provare la prima scuola di sci di fondo, qui di seguito vi segnalo due sport invernali e due piccole miniserie da guardare in volata, come una competizione dei giochi invernali.
==SHORT==

Titolo originale: 쇼트 (Syoteu); “Short”, anche noto come “Love on Ice”
Regia: Kim Young-min
Sceneggiatura: Kim Young-min
Cast: Kang Tae-oh, Yeo Hoe-hyun, Kim Do-yeon, Noh Jong-hyun, Park So-eun, Park Joon-myun, Yoo Ha-bok
Genere: sport /slice-of-life /youth /romance
Corea del Sud, 2018 – k-drama, 4 episodi
Pyeongchang si trova nella provincia di Gangwon, in Corea del Sud, nella regione dei monti Taebaek, la catena montuosa che attraversa in lungo tutta la penisola coreana, dalla Corea del Nord alla Corea del Sud, 180 km ad est dalla capitale sudcoreana, in una zona al di sopra dei 700 metri sul livello del mare, dove, nei mesi invernali, la temperatura riesce a scendere anche oltre i venti gradi sotto lo zero e le giornate di neve sono frequenti. Da sempre comprendente un polo sportivo sciistico, anche noto per aver ospitato diversi campionati regionali e internazionali, la contea di Pyeongchang si era candidata già tre volte a diventare sede olimpica fino alla sua assegnazione per i giochi invernali nel 2018. Questa prima designazione per le Olimpiadi invernali per la Corea del Sud ha portato ad una campagna serrata di promozione degli sport invernali, anche per far conoscere di più al pubblico i protagonisti delle gare che si sarebbero svolte a febbraio 2018. E, come sempre, una delle promozioni migliori in Corea del Sud riguarda la produzione di materiale artistico – soprattutto, di drama – dedicati allo scopo.
Il piccolo k-drama (anche qualificabile come miniserie) “Short” è rientrato perfettamente nelle intenzioni dell’organizzazione: costituito da 4 episodi di un’ora l’uno, ben distribuito in televisione con due episodi serali a settimana e con una cadenza che andava a coprire totalmente le due settimane olimpiche (12, 13, 19 e 20 febbraio) e, infine, costruito con tutte le tematiche care alla narrativa dei k-drama (e con tutti i cliché che potevano attirare meglio il pubblico): una storia di rivalità sportiva, ricordi dolorosi del passato, difficile confronto generazionale, amicizia perenne e amicizia nascente, storia d’amore (o, meglio, storie d’amore intrecciate), affetti familiari, crescita e tradimento. E, soprattutto, i nuovissimi stadi per lo short track e il pattinaggio di velocità costruiti per i giochi olimpici.
Kang Ho-young (Kang Tae-oh di “Avvocata Woo“, “My First First Love“, “The Potato Lab” e “Run On“) è un giovane e particolarmente talentuoso skater di velocità, che si è preparato ogni giorno da autodidatta, mentre il nonno lavorava al palaghiaccio cittadino, per partecipare alla gara per i dilettanti, al margine di una competizione atletica più importante. Vincitore della sua gare, viene notato da una grossa squadra si short track che gli offre un contratto e una borsa di studio a Seoul, ma a patto di rimanere uno skater di supporto per la grande stella della squadra, Park Eun-ho (Yeo Hoe-hyun di “A Love So Beautiful“), che è anche il figlio del presidente.
Ho-young non riesce ad accettare che il proprio talento venga messo così in secondo piano e, nonostante il suo amico d’infanzia Maeng Man-bok (Noh Jong-hyun di “Because This is My First Life” e “Strangers from Hell“), che è gregario della squadra di short track e si è fatto carico di ospitare in casa Ho-young, cerchi di convincerlo del contrario, sul ghiaccio si accende la rivalità tra i due re, iniziando a far dubitare gli allenatori sulle proprie scelte, ma anche la dirigenza sulla strategia da seguire, anche perché Eun-ho, che soffre di una forma depressiva acuta da diversi mesi, sta meditando silenziosamente di ritirarsi dall’agonismo.
La situazione si complica quando Eun-ho litiga col padre e decide di andare a vivere come pigionante da Man-bok, dividendo la stanza con lui e Ho-young. Man-bok, infatti, vive con la madre, la sorella studiosa e poco sportiva Maeng Man-hee (Park So-eun), che vorrebbe diventare medico sportivo, e la cugina ex pattinatrice di figura Yoo Ji-na (Kim Do-yeon, Blue Dragon Awards come migliore nuova attrice per la sua interpretazione del film “Idiot Girls and School Ghost: School Anniversary“), che sogna di diventare idol. Mentre Man-hee è sempre stata innamorata – non corrisposta di Ho-young, quest’ultimo è sempre stato innamorato di Ji-na, di cui, però, si sente immediatamente attratto anche Eun-ho.
Il presente, però, spesso inganna, anche perché è in continua mutazione, a seconda delle decisioni e delle scelte che ognuno prende e, col tempo, i ragazzi iniziano a conoscersi e a comprendere le proprie fragilità, i propri timori e le proprie speranze, ma soprattutto a capire che non sono dissimili gli uni con gli altri e che i desideri di successo possono essere condivisi con umanità. Anche perché c’è qualcosa nel passato di Ho-young che lo lega indissolubilmente con Eun-ho e la rivalità può anche portare a crescere e a superare il buio interiore, se si trasforma in amicizia.
==THE UNSTOPPABLE CURLING TEAM==

Titolo originale: 못말리는 컬링부 (Monmallineun keollingbu); “The Curling Team”, anche noto come “The Unstoppable Curling Team“
Regia: Jang Dae-un
Sceneggiatura: Kay Pil
Cast: Heo Sung-tae, Lee Tae-ri, Jang Dong-joo, Ji Woong-Bae, Go Jin-soo
Genere: sport /slice-of-life /youth /comedy
Corea del Sud, 2019 – k-drama, 4 episodi
Alle Olimpiadi invernali del 2018 di Pyeongchang accaddero diverse cose. In quel febbraio con le temperature sotto zero, ad esempio, esordì la squadra di curling femminile dei padroni di casa. Le chiamavano le “Garlic Girls” per sottolineare la cucina coreana speziata e l’uso abbondante di aglio e, soprattutto, tutti sapevano che erano le sfavorite della competizione, partecipanti solo per caso, ma destinate ad uscire nel round robin. Eppure, quelle ragazze che tutti vedevano come disperate, andarono avanti testarde, una gara dietro l’altra, e fecero un piccolo capolavoro, arrivando in finale e portando nel medagliere un argento olimpico. Quello stesso anno, la KBS produsse in loro onore il Drama Special (lungometraggio di 60 minuti della serie antologica KBS Drama Special) intitolato “So Close, Yet So Far“, anche noto come “The Unstoppable Curling Team” o “Garlic Girls” e dedicato alla nazionale femminile di curling che aveva fatto gioire la Corea del Sud con le sue imprese olimpiche. E, in breve tempo, scoppiò la mania con il curling entrato di diritto come sport nelle scuole, diventato a tutti gli effetti, uno sport nazionale.
Solo che questa non è quella storia, ma è un’altra storia, che fonda sport, nuova ossessione coreana per il curling e quell’effetto underdog, tanto caro alle storie dei k-drama, soprattutto per quelli di carattere sportivo che si intreccia con lo slice-of-life. Perché sull’onda del successo nazionale, l’anno successivo, la piattaforma sudcoreana Naver produsse un piccolo drama di 4 brevi episodi dal titolo “The Curling Team” o “The Unstoppable Curling Team“, che alla tematica sportiva unisce quella di formazione giovanile, seguendo la crescita di quattro giovani e, soprattutto, improbabili campioni: Min Woo (Lee Tae-ri), Pil Goo (Jang Dong-joo), Han Bit (Ji Woong-bae) e Yang-yeom (Go Jin-soo). I quattro ragazzi frequentano una remota scuola di campagna, non sono particolarmente intelligenti, né particolarmente brillanti, non hanno possibilità economiche, né grandi conoscenze, ma sono uniti inspiegabilmente dalla passione per il curling. Il fatto è che sembrano poco portati per gareggiare a livello competitivo e da soli non hanno alcuna speranza di far sopravvivere la loro squadra, anche perché vincere una medaglia nelle competizioni contro le altre scolaresche sembra impossibile, fino a quando nella loro scuola non arriva come insegnante Dong-hyuk (Heo Sung-tae di “Squid Game“). Burbero, rude, poco avvicinabile da chiunque, Dong-hyuk viene trasferito in campagna per pura punizione, ma nasconde un passato da atleta di curling e, quando i quattro giovani sportivi lo scoprono, riescono a convincerlo ad allenarli per portarli alla vittoria.
L’impresa non sarà facile sia perché Dong-hyuk ha poca voglia di tornare in un ambiente con cui ha ancora conti in sospeso, sia perché i quattro giovani sportivi sono molto appassionati, ma davvero poco atletici e il loro allenamento talvolta sembra somigliare più ad un addestramento militare che altro, con Dong-hyuk scorbutico e severo che li costringe a corse per le scale e sollevamento di gerle o di cisterne d’acqua e i ragazzi che fingono malattie per trovare exit strategy.
Ma bisogna stare attenti a quello che si sogna, perché i sogni hanno la tendenza di avverarsi. E, così, l’improbabile e fatiscente squadra di curling che riusciva a commettere tutti gli errori esistente in pochi minuti di gioco si trasforma lentamente in una vera e propria squadra sportiva, destinata a giocarsi la credibilità nelle competizioni con la altre scuole.
Il mini drama è passato esclusivamente nel circuito web, ottenendo una buona visualizzazione in patria, ma di difficile reperibilità all’estero. Nel 2021, però, è stato pubblicato in DVD con un nuovo montaggio e un nuovo minutaggio, con gli episodi di seguito come un unico film, riuscendo a trovare una nuova distribuzione.
E, voi, conoscete altri piccoli drama da guardare durante la visione dei giochi olimpici invernali?
Laura

Molto carini questi mini-drama, da recuperare, soprattutto in clima Olimpiadi invernali! 🙂
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