“Dovresti andare in Finlandia un giorno, Miyuki. Dopotutto è il posto in cui io e tua madre ci siamo incontrati. E’ un posto bellissimo! Babbo Natale vive lì in una casa e poi in inverno si può vedere un’aurora dai sette colori. La più sorprendente è un’aurora rossa, anche quella verde è davvero fantastica, ma quella rossa è più rara. Poiché è così rara da vedere, quando la vedrai, ti porterà fortuna”.

Titolo originale: Snow Flower, Yuki no Hana, 雪の華
Regia: Kojiro Hashimoto
Sceneggiatura: Yoshikazu Okada
Cast: Ayami Nakajo, Hiroomi Tosaka, Saki Takaoka, Seiichi Tanabe, Kenta Hamano, Yumena Yanai, Masahiro Ezaki, So Yamanaka
Genere: Drammatico, Romance
Giappone, 2019 – film
Miyuki Hirai (Ayami Nakajo, “Love You as the World Ends”) fin da bambina ha avuto una salute molto cagionevole a causa di una malattia degenerativa, ha sempre cercato di andare avanti come meglio poteva, aggrappandosi all’affetto dei genitori e ai racconti della loro giovinezza quando si erano incontrati per la prima volta in Finlandia davanti ad un’aurora boreale. Per questo, Miyuki, ormai adulta, vorrebbe recarsi in Finlandia e catturare quell’aurora boreale rossa, tanto rara, quanto simbolo di una fortuna che nella vita della ragazza non è mai stata presente.
“Probabilmente non ho alcun dono in questa vita. Inoltre, non sono mai stata fortunata nella mia vita. Il mio corpo è sempre stato debole, era debole oltre ogni immaginazione”.
Dopo una ennesima analisi, nel corso di una terapia medica che va avanti da sempre, il dottor Wakamura che, con grande sensibilità e competenza, si è costantemente preso cura della salute della ragazza, è costretto a comunicare una prognosi non positiva: a Miyuki resta quasi solo un anno di vita. Wakamura la sostiene e le comunica che farà di tutto per capire se è possibile provare una nuova terapia, ma la notizia stordisce la giovane Miyuki che esce dall’ospedale annegando ogni pensiero nella propria disperazione, dovendo ammettere che la sua esistenza è sempre stata piena di intoppi e di tristezze, passando inosservata lungo una via di dolore dove in poche persone si sono accorte della sua presenza.
Così, in una Tokyo invernale, mentre il cielo è carico di nuvole e piccole gocce ghiacciate iniziano timidamente a farsi sempre più largo, Miyuki vaga senza guardarsi intorno, sola in una strada piena di gente, ma resta vittima di uno scippo. Le portano via anche la borsa e la ragazza, stanca e disarmata, si siede sul marciapiede, ormai vinta da quella giornata dove ogni cosa le è stata portata via.
Poco più avanti di lei, sullo stesso marciapiede, il giovane Yusuke Watahiki (Hiroomi Tosaka, “Hot Road”), che ha in braccio un abete appena acquistato, è testimone della scena e inizia ad inseguire il ladro, lo atterra e riprende la borsa della ragazza. Quando Yusuke si avvicina a Miyuki per riportarle la borsa appena recuperata, la ragazza è rimasta ancora seduta a terra, nella stessa posizione, come se fosse stata attraversata da una tormenta e non fosse riuscita a ridestarsi. Lo stesso Yusuke si meraviglia di quell’atteggiamento che gli sembra così passivo, troppo arrendevole e, rivolgendosi a Miyuki, cerca di farla ridestare da quel momento di catatonia che sembra sospeso e infinito, la ammonisce che deve riguardarsi, difendersi e soprattutto deve urlare, gridare, farsi sentire, perché tutti hanno il diritto di farsi sentire, a voce alta: “Quando devi dire qualcosa, dilla!”.
A quelle parole, Miyuki si sveglia da quel torpore, da quell’incantesimo che l’aveva costretta a ritirarsi, a subire passivamente ogni cosa, ogni azione degli altri e della vita, ringrazia quel ragazzo gentile che l’ha aiutata e guarda in alto il cielo, sta iniziando a nevicare, l’aria è gelida, ma è successo qualcosa nel suo cuore.
“Quelle parole mi hanno toccato come la neve che cade su di me. Doveva fare freddo, ma ho sentito come se il mio cuore si fosse scaldato un po’ di più”.
Sei mesi dopo, Miyuki incrocia per strada lo stesso ragazzo, lo segue e scopre che gestisce una caffetteria, poco frequentata, perché in un angolo abbastanza sperduto della città. Ascolta involontariamente la conversazione del ragazzo con un altro collega e capisce che la caffetteria ha un disperato bisogno di un aiuto finanziario, un prestito, per non chiudere definitivamente. Yusuke è disperato e non sa dove trovare i soldi per pagare le spese dell’attività, per di più i suoi due fratelli più piccoli contano su di lui, sulla sua assistenza. E’ in quel preciso momento che Miyuki trova il coraggio di farsi avanti, di presentarsi a Yusuke e di proporre un accordo: essere il suo fidanzato per un mese in cambio di un milione di yen per coprire le spese del bar.
Yusuke è un po’ intimorito dall’offerta, all’inizio non riconosce nemmeno la ragazza che aveva aiutato sei mesi prima, ed esita perché non gli sembra una proposta normale, poi, però, ripensando ai suoi fratellini e al lavoro, accetta la proposta di Miyuki.
Inizia così la loro finta storia d’amore, dove sono ricostruiti tutti i momenti più caratteristici di una giovane coppia innamorata, il primo appuntamento, i messaggi della buonanotte e del buongiorno, il pranzo al sacco, la gita in battello, con quelle accortezze a cui Miyuki tiene tanto perché non ha mai vissuto una vera storia d’amore, mentre Yusuke, inizialmente sconcertato dalla finzione in cui si è immersa completamente la ragazza, cerca pian piano di impegnarsi per rendere credibile e il più possibile realistica quella finta storia.
Ogni momento, però, per Miyuki diventa un ricordo importante, prezioso, fa tesoro delle parole del medico: “Non avere rimpianti e goditi il tempo che ti resta!”.
La storia inizia a Tokyo, ma va avanti in Finlandia dove la ragazza vuole andare perché il suo ultimo desiderio o la sua ultima speranza è quella di vedere l’aurora boreale rossa.
In quel procedere della storia, all’inizio quasi insensata, poi misteriosa, fragile, riflessiva e dolorosa, Yusuke scopre, per caso, della malattia di Miyuki, ma il suo animo sensibile si è già legato alla ragazza e scopre di non poter ormai fare a meno di lei.
Le sequenze finali dell’aurora boreale rossa sono meravigliose e lasciano allo spettatore quella magia e quell’attesa di un cambiamento grazie anche ad un finale aperto che potrebbe ancora arroccarsi ad una speranza, visto che l’aurora rossa, per la sua rarità, è simbolo di fortuna, quella che Miyuki nella sua vita non ha mai trovato.
“Snow Flower” è un film intenso, intimista, ma anche un omaggio alla canzone omonima di Mika Nakashima, canzone del 2003 che fa da colonna sonora al film, ma molto famosa in tutto il mondo.
“Yuki no Hana” o “Snow Flower”, la canzone che ha dato ispirazione al film, ha un testo molto poetico e fa riferimento ai fiori di neve come momenti felici, ricordi preziosi condivisi tra innamorati nel periodo più freddo dell’anno. La canzone, tradotta in molte lingue e cantata da diversi interpreti, tra cui Park Hyo-shin, è stata inserita nel drama coreano del 2004, “I’m Sorry, I Love You” con So Ji-sub e Im So-jung.
Della stessa canzone esiste una versione in mandarino, in cantonese, in vietnamita e in inglese, cantata per la prima volta da Eric Martin. Il 24 dicembre 2018, Jisoo delle Blackpink ha cantato una versione solista di “Yuki no Hana – Snow Flower” nell’ultima serata di tour al Kyocera Dome di Osaka.
Piccola curiosità sul film: le scene in Finlandia sono state girate dal regista Kojiro Hashimoto (“A Forest of Sheep and Steel”) e dalla sua troupe ad Helsinki, ma soprattutto nella Lapponia Artica per catturare la bellezza dei paesaggi e delle aurore boreali invernali, le scene sono state girate in diversi momenti della giornata con temperature fino ai meno 15 gradi, a Levi, nella Finlandia settentrionale, situato nel comune di Kittilä in Lapponia. La scena in cui Miyuki da sola aspetta l’aurora è stata girata nell’Helves Hideaway Village.
Inoltre, Yusuke è anche un artista del vetro e all’interno del film in alcune scene vengono fatte vedere molte delle sue creazioni, non per caso in Finlandia la tradizione vetraria ha oltre trecento anni di storia e anche questa è una caratteristica molto incisiva nella trama della storia.
“Snow Flower” è un film del 2019, sceneggiato da Yoshikazu Okada, che conosciamo per “Beyond Goodbye” e “Romantici anonimi”.
“Vedere un’aurora rossa era l’unica cosa che desideravo davvero fin da bambina. Questa è stata la scommessa più grande che abbia mai fatto nella mia vita”.
Grazia
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