“Le persone scompaiono molto facilmente, e una volta che non sono più visibili la nostra voce non li raggiunge più”.

Titolo originale: この世界の片隅に; Kono sekai no katasumi ni; In this Corner of the World
Diretto da: Sunao Katabuchi
Ispirato al manga di: Fumiyo Kono
Film Anime (Giappone, 2016)
Prodotto da Studio Mappa
Genere: drammatico, storico
La storia inizia negli anni Trenta a Hiroshima dove la famiglia Urano trascorre la propria vita ordinaria e serena, i venti di guerra sembrano lontani, ma in realtà la società sta cambiando e il mondo si avvia ad intraprendere un percorso di morte. La giovane Suzu, però, è una bambina sognatrice che vive nel proprio mondo colorato, spalanca gli occhi meravigliandosi delle bellezze della natura, di un cielo limpido, delle bianche e soffici nuvole, di foglie d’erba bagnate dalla pioggia e poi le ritrae, nei suoi disegni, nel suo mondo immaginifico che racchiude una vasta e immensa fantasia.
“Anche se ci sono alti e bassi, essere una bambina non è poi così male. Ho la sensazione di riuscire a vedere molte cose”.
Suzu ha la capacità di affrontare le giornate, cercando di focalizzarsi su ciò che va bene, abbandonando i pensieri negativi, ma esercitando ogni giorno la propria tenacia e resilienza, il suo è un dono e le sarà utile per il resto della propria esistenza, quel candore che la contraddistinguerà durante gli eventi più tragici.
A soli diciotto anni si ritrova sposata con Shusaku Hojo, impiegato del Ministero della Difesa, e la sua vita inizia a cambiare, si ritrova sradicata dalla famiglia perché secondo le convenzioni sociali è il momento di crescere e di andare via, così cerca di abituarsi e di adattarsi alla nuova vita a Kure, cittadina sulla costa della prefettura di Hiroshima, alla famiglia del marito e alle nuove dinamiche sociali da affrontare con perseveranza e costanza, dotata sempre di gentilezza e di sensibilità, ma rivolgendosi spesso, come piccolo momento di fuga, alla fantasia e al disegno.
E’ il 1944, il mondo è già in guerra da qualche anno e anche i bombardamenti iniziano ad essere sempre più incessanti, sembra un’onda che fluttua, ma che può anche non arrivare a riva, così prova a immaginare Suzu nella sua innocente speranza.
“Anche se siamo in guerra le cicale friniscono e le farfalle volano. Dopo l’incursione aerea di giugno pensavamo che la guerra stesse ormai per mostrarsi ai nostri occhi: ma dove la combattono, e quando arriverà?”.
Poi i bombardamenti diventano realtà sempre più drammatica, le bombe colpiscono anche i luoghi preferiti da Suzu, le persone conosciute. Spariscono case, esseri umani, affetti, natura e la nostra giovane protagonista cerca di reinventare la realtà attorno a sé, affondando il tutto in una tavolozza di acquerelli. Le esplosioni nel cielo sfumano in una notte stellata, la sostanza di ogni cosa viene rielaborata e invece di sparire ogni cosa diventa colore.
Suzu trascende la realtà e si rifugia nel proprio angolo di mondo per riprendere il coraggio e affrontare la tragedia che diventa sempre più drammatica, i bombardamenti, le case distrutte, le famiglie che spariscono sotto le macerie e anche la sua vita che cambia sempre di più condizionata dalle scelte degli altri, ma Suzu ha una luce speciale, un dono che le permette di andare avanti, nonostante tutto e che la libera dalle tenebre, un filtro di colori con i quali combattere la cupezza del mondo.
L’abilità del regista, Sunao Katabuchi, già assistente alla regia di Miyazaki, è quella di riuscire a scardinare i cliché di un racconto di guerra, avvalendosi di una tecnica e di una scelta stilistica particolari, il disegno tradizionale è ancora una volta protagonista, ma l’uso dell’acquerello nei fondali e i disegni limpidi, delicati, equilibrano la crudezza della storia e della tragedia umana visti attraverso lo sguardo candido di Suzo.
Sunao Katabuchi riprende la drammaticità di Isao Takahata, soprattutto nel suo capolavoro “Una tomba per le lucciole” e la fantasia del maestro Miyazaki per completare un’opera tutta sua originale che nel 2016 ha vinto il prestigioso premio “Film d’animazione dell’anno” alla quarantesima edizione del Japan Academy Prizes.
L’anime “In questo angolo di mondo” è ispirato al manga omonimo di Fumiyo Kono, scrittrice e illustratrice, nata a Hiroshima nel 1968 e già vincitrice di molti premi, oltre al suo meraviglioso “Hiroshima – Nel paese dei fiori di ciliegio”, pubblicato in Italia da Kappalab edizioni.
“In questo angolo di mondo” è un film che non si dimentica facilmente così come Suzu che è uno dei personaggi che riesce a cogliere meglio la meraviglia, pur vivendo gli orrori e i drammi, pur venendo a contatto con la disperazione, sa che, oltre a tutto questo, esiste un piccolo angolo di mondo incontaminato dalla cattiveria umana, un angolo in cui tutto potrebbe andare meglio, forse dove la fantasia potrebbe regnare e fare da scudo al mondo di fuori.
Grazia
Come suona la recensione?
