And the award goes to…
Tutti coloro che si interessano a pellicole, serie e produzioni sudcoreane, prima o poi, s’imbattono in una serie di premi che onorano interpreti e artisti e, di sicuro, i nomi più famosi tra queste premiazioni sono i Baeksang Arts Awards, i Blue Dragon Awards – entrambe impresse ormai nella memoria di tanti spettatori mondiali – e i Daejong International Film Awards – meno noti all’estero, ma premiazioni celebri per l’eccellenza del cinema in Corea del Sud (sebbene sospese negli ultimi anni per una serie di problemi economici).
Ma cosa sono i Baeksang Arts Awards? E perché possono essere paragonati quasi ai Golden Globes americani?
Per la verità, l’istituzione dei Baeksang è relativamente più recente rispetto alle altre manifestazioni citate prima e risale al 1965, quando Chang Key-young, che nel 1954 aveva acquisito il Korea Times (prima rivista coreana in lingua inglese) e aveva fondato la rivista Hankook Ilbo (한국일보), decise di organizzare una cerimonia che premiasse i migliori prodotti di fruizione per il pubblico, inglobando cinema e teatro e la stella nascente della televisione (nonostante quest’ultima verrà inglobata nelle premiazioni dei Baeksang solo a partire dagli anni ’70). E, giacché Chang Key-young era abituato a firmare i propri articoli con lo pseudonimo “Baeksang” o “Paeksang” (백상), che in coreano indica una veste bianca di seta, quella vestita da persone di particolare valore, fu proprio “Baeksang” il nome che venne assegnato a questi premi così innovativi.
La Seconda Repubblica sudcoreana e il suo esperimento democratico-parlamentare era già fallita, la Guerra di Corea con la drammatica divisione sembravano oramai lontane nella memoria e il potere aveva visto sorgere la figura autoritaria di Park Chung-hee, eletto presidente nel 1962 e, di fatto, detentore di tutti i poteri. La popolazione sudcoreana era stanca delle guerre e delle rivolte, pronta ad accettare la “ricetta” economica di Park Chung-hee per diventare un paese moderno e competitivo, allineato con gli Stati Uniti e il modello occidentale, e le arti drammatiche continuavano a svilupparsi e ad essere incrementate, dando l’immagine di un paese in crescita, anche culturale, e fornendo attività di svago e di diletto alla popolazione, mentre gli editori delle riviste iniziavano ad acquisire enorme potere nella gestione dei rapporti tra politica e società, fortemente connessi a quelle concentrazioni di potere economico dei conglomerati.
Incentivati dal municipio di Seoul, che, nel 1955, aveva istituito il Seoul Cultural Awards, e dal Ministero della Cultura e dell’Informazione che, nel 1962, aveva istituito il Daejong International Film Awards (noto “Grand Bell”), furono proprio questi editori che si trovarono spesso nelle posizioni di fondare, istituire e organizzare cerimonie di premiazione: così il Busan Daily News nel 1958 creò il Busan Film Festival, il Choson Ilbo nel 1963 creò il Blue Dragon Awards e, infine, l’Hankook Ilbo fu alle spalle del Baeksang Arts Awards solo due anni più tardi.
I Baeksang stabiliti già alla prima edizione nel 1965 prevedevano esclusivamente premi per il cinema e il teatro. Le pellicole potevano essere insignite del Daesang (o Grand Prize), dei premi per miglior film, migliore regia, migliori interpreti femminili e maschili e migliori nuovi interpreti, mentre il premio per la regia esordiente fu istituito solo alla fine degli anni ’90 e i riconoscimenti per sceneggiatura, tecnici e non protagonisti arrivarono molto più tardi negli anni 2010 (salvo qualche riconoscimento sparso ad personam nei decenni precedenti). La televisione iniziò ad essere presa in considerazione a partire dal 1974, quasi dieci anni dopo la creazione dei Baeksang, con il premio per miglior drama e il Daesang e, quindi, specularmente, la migliore regia e le migliori interpretazioni, mentre l’enorme incremento della popolarità dei personaggi televisivi portò negli anni ’80 la creazione dei Popularity Awards.
Il primo film ad essere premiato fu “Deaf Sam-yong“, basato sull’omonimo racconto di Na Do-hyang, che venne selezionato anche nella shortlist degli Oscar come miglior film in lingua originale e che si aggiudicò anche la migliore interpretazione maschile e il Daesang (entrambi per l’attore Kim Jin-kyu) e la migliore regia (per Shin Sang-ok), mentre le migliore interpretazione femminile venne assegnata solo alla seconda edizione, nel 1966, a Moon Jung-suk, premiata come protagonista per “Ode to My Father” e di nuovo l’anno successivo per “Late Autumn“.
Il primo drama ad essere premiato fu il famosissimo “Chief Inspector” nel 1975, anche se i primi premi televisivi vennero assegnati l’anno precedente a Yeo Woon-kay, protagonista di “Mother“, Choi Bool-am, protagonista di “Century“, e Yoo Hong-yeol, regista di “Century“. Caso curioso: il primo Daesang televisivo fu assegnato nel 1979 alle attrici Kim Young-ok, Jung Hye-sun e Kim Hye-ja, che, lo stesso anno, vinsero anche come migliore interpretazione femminile per il drama “I Sell Happiness“.
Lee Byung-hun detiene attualmente il record delle candidature (al 2025, sono 7) e dei premi (al 2025, sono 4) per la televisione ed è ad un buon livello di candidature (al 2025, sono 9) e di premi (al 2025, sono 3) anche per il cinema, nonostante in questa categoria il record assoluto sia detenuto da Ahn Sung-ki con 12 candidature e 8 premi. Per le donne, invece, il record cinematografico è detenuto da Jeon Do-yeon (al 2025, 12 candidature e ben 4 vittorie), mentre Kim Hee-ae, Kim Hye-ja e Kim Hye-soo si contendono il primato per la televisione (al 2025, tutte e tre hanno ricevuto 7 candidature, ma solo le prime due hanno vinto 4 volte, mentre Kim Hye-soo ha collezionato 2 premi), anche se la primatista assoluta è da considerare Jung Hye-sun: 5 candidature come migliore attrice protagonista di cui 4 vittorie, ma anche un Daesang e un premio popolarità nella sua lunghissima carriera iniziata come doppiatrice alla radio.
Tutte le produzioni cinematografiche, televisive e teatrali che possono essere premiate ai Baeksang devono includere diverse caratteristiche, tra cui la dimostrazione di una produzione totalmente coreana o, perlomeno, a maggioranza coreana (motivo per cui l’ultimo film di Bong Joon-ho, “Mickey 17“, è stato escluso dalle nominations) e devono essere stati pubblicati totalmente o parzialmente (nel caso di drama ancora in corso, ma dove la maggior parte degli episodi sia già stata trasmessa prima dell’annuncio delle candidature) tra il primo aprile dell’anno precedente e il 31 marzo dell’anno in cui avvengono le premiazioni (quasi sempre a maggio o, comunque, nel secondo quarto dell’anno).
Ad oggi i Baeksang Arts Awards rimangono l’unica cerimonia omnicomprensiva sudcoreana, visto che si rivolgono sia al mondo cinematografico, sia a quello televisivo, sia a quello teatrale. Tuttavia, c’è un appunto che convince ancora del tutto: nel 2014 è stato ritirato il premio alla migliore colonna sonora, che, tuttora, rimane una lacuna molto marcata in cerimonie che servono per premiare lo spettacolo, visto che la musica costituisce una parte essenziale di esso. Speriamo che possano riconsiderare questo ammanco e, prima o poi, integrare il premio. Non dispiacerebbe vedere sul palco anche qualche nome noto della musica.
Laura
