“Tutti gli strumenti sono facili da suonare. Tutto sta nel pigiare il tasto giusto al momento giusto e lo strumento suonerà da solo.” (J.S. Bach)
In un centro commerciale, una donna, in piedi, su un palco, suona con il suo violino la famosa “Aria sulla quarta corda “di Bach. La donna si chiama Mao ed è un’insegnante di una scuola di musica che promuove al centro commerciale lezioni speciali per adulti, per chi per la prima volta ha voglia di intraprendere lo studio di uno strumento musicale.
Intorno al palco molti curiosi passeggiano e ascoltano la musica, ma Mao è ignara che quel suo brano musicale possa aver colpito il cuore di tre persone che non si conoscono tra loro, ma che, in quel frangente, stanno attraversando un momento particolarmente difficile della vita e quella dolce musica non ha fatto altro che svegliare in loro la voglia di conoscere quella parte di se stessi che coincide con la curiosità di immergersi in un mondo diverso, lontano dai ritmi frenetici e dalla banale quotidianità.
I tre personaggi, incantanti dalle note di Bach e illuminati dal chiarore della musica, restano fino alla chiusura, poi, per accontentare quella parte di sé che grida necessità di fare qualcosa di nuovo per non soffocare, decidono di voler imparare a suonare quell’aria, iscrivendosi ai corsi di musica destinati agli adulti.
Yaeko Kogure (Haru, “Turn to me Mukai-kun”) è un’impiegata di ventisette anni che vaga sola per il centro commerciale, dopo essere stata lasciata dal fidanzato poco prima delle nozze e dopo essersi dimessa dal lavoro, sicura di rifarsi una vita migliore dopo il matrimonio. Yaeko, quindi, è rimasta sola, senza più un impiego, né un fidanzato, con in mano un bouquet di fiori che le hanno regalato a lavoro nel suo ultimo giorno, non sa se il destino si sia preso gioco di lei o se meritava davvero tutto questo, poi, improvvisamente quel richiamo musicale…
Rihito Kase (Taishi Nakagawa, “Burn the House down”) è un giovane ragazzo universitario che si trova al centro commerciale insieme a degli amici, ma che, in un momento di distrazione, riconosce nella violinista, Mao, l’ex fidanzata di suo fratello, di cui egli è sempre stato segretamente innamorato. Il fratello ha lasciato tempo fa Mao per sposarsi con un’altra ragazza da cui ha avuto un figlio. Rihito si è sempre sentito in colpa nei confronti di Mao perché l’ha vista soffrire dopo la fine della relazione. Quel richiamo musicale è forse una seconda possibilità? Un modo per farsi riconoscere dalla stessa Mao e così poterle stare vicino?
Yukie Kitagawa (la bravissima Matsushita Yuki) è una casalinga che ha superato i cinquant’anni, è sposata e ha una bambina di undici anni a cui dedica le sue giornate e il suo tempo, è, però, infelice della sua vita, della suocera che vive con loro e che non perde mai l’occasione di trattenere alcuna cattiveria nei suoi confronti ed è delusa da un marito che la tradisce quotidianamente facendola sentire una nullità. Quel richiamo musicale fa nascere in lei un’estrema voglia di rivalsa, di riscoprire le proprie capacità, di mettere ordine alla propria esistenza, decide, quindi, di iscriversi al corso di violino per imparare quell’aria di Bach e poterla suonare in duetto con la figlia che sta imparando il pianoforte.
Yaeko, Rihito e Yukie si iscrivono al corso di violino per adulti principianti, si trovano nella stessa classe, la cui insegnante è Mao, ma i tre decidono presto di esercitarsi insieme e di incontrarsi in un luogo acusticamente isolato, la scelta, infatti, ricade su una saletta di karaoke, dove i nostri tre protagonisti inizieranno a strimpellare il violino, pian piano faranno piccoli progressi e infine riusciranno a creare un trio musicale. I tre si confideranno tra loro, cercheranno l’appoggio l’uno dell’altro e ognuno di loro si affezionerà all’ora di violino e alla presenza degli atri due, perché insieme condivideranno la crescita musicale, le emozioni, i fallimenti, ma anche le gioie e la cura delle proprie ferite dell’anima, si confideranno nei loro silenzi, nelle incomprensioni e nascerà un sentimento di stima e di amicizia.
Yaeko lavorerà sulla propria autostima, Rihito cercherà di ricucire il rapporto con il fratello, mentre Yukie scoprirà inaspettatamente nella suocera un’alleata dopo che quest’ultima capirà le esigenze della nuora e la crisi familiare in atto. Una scena meravigliosa è quella in cui il trio si esibisce per la prima volta in pubblico, un pubblico formato dalle proprie famiglie e dai compagni di università di Rihito, una esibizione non perfetta, ma importante per la loro crescita e per il coraggio di mettersi in gioco e di esserci, nonostante le difficoltà di ogni giorno.
Il trio dell’”Aria sulla quarta corda di Bach” è unito dalla passione per il violino e da un’amicizia che non conosce età, ma solo voglia di comprendere l’altro per capire meglio se stessi. Spesso persone che non hanno nulla in comune, che sono lontane, ma che si trovano a condividere la stessa passione possono solamente farsi del bene e trovare la motivazione giusta per andare avanti, migliorare e provare quello stupore necessario che gratifica la nostra esistenza.
La musica aiuta a non sentire dentro il silenzio che c’è fuori. (J. S. Bach)
Gli adulti, spesso, creano un posto in cui tornare e il luogo in cui i tre personaggi di questa serie amano tornare è proprio la musica.
La musica è qualcosa che incontri in quel momento, nel momento giusto, quando si ha necessità, per coprire quel silenzio assordante da cui siamo circondati nella nostra giornata, per nasconderci e proteggerci.
Quel filo che unisce le vite dei tre protagonisti è come la corda di un violino che nell’oscillazione produce energia acustica che si propaga nell’aria, così come l’energia emotiva che viene creata attraverso la musica stessa e che guarisce i tre dallo stress e dai dispiaceri personali.
“You, Me and Bach”, ispirato all’omonimo manga, è una serie che stupisce, che regala molte emozioni, sorrisi e anche qualche lacrima di commozione, una serie dedicata alla musica e al suo grande potere di guarigione che oltrepassa le barriere del tempo, le conflittualità generazionali e le difficoltà dell’età, perché la musica è armonia, è tendenza all’infinito e, secondo Bach, vero ristoro dell’anima.
Memoru Grace

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