Cos’è il Male? Perché siamo così terrorizzati se ne abbiamo spesso solo un concetto astratto? Che cos’è, quindi, il male? E’ l’assenza di bene, ma entrambi i concetti di bene e di male appartengono alla vita degli esseri umani dotati della capacità di scegliere di compiere determinate azioni e delle relative conseguenze.
Dopo la visione di “Behind Your Touch” mi sono posta tutti questi interrogativi. La cosa più incisiva, però, è il fatto che il drama, magistralmente, riesce a porci davanti scene di pura ironia, alle volte anche agli estremi del demenziale, in contemporanea a delle situazioni talmente verosimili e crudeli da farci accapponare la pelle.
Tutti i personaggi all’interno della storia giungono a delle scelte e decisioni che si ripercuotono sulla propria vita e su quella degli altri. Se nei primi due episodi siete riusciti a reggere e anche a ridere delle scene comiche e ironiche presentate, pian piano il drama scopre la vena del thriller cercando, però, di smorzare ogni tanto, quell’atmosfera che diventa oscura e orrida con dei siparietti simpatici anche grazie alla bravura dei protagonisti e di alcuni secondari che impreziosiscono l’andamento della storia.
Protagonista del drama è Bong Ye-boon (interpretata da una sempre bravissima Han Ji-min, “One Spring Night”, “Our Blues”, “A Year-End Medley”, “Two Lights: Relumino”), una veterinaria che vive nella pacifica e rurale città di Mujin e che, dopo una notte di pioggia di meteoriti, mentre è stata chiamata nella fattoria di un allevatore per curare la sua mucca, come per magia, diventa sensitiva e acquisisce un potere psicometrico: ogni volta che tocca il posteriore di persone e animali riesce a vedere avvenimenti del loro passato o ricordi, questo perché, nel momento in cui il cielo si era riempito di pioggia di meteoriti, lei stava visitando la mucca e aveva posato la mano proprio in quella parte del corpo dell’animale, prima di essere colpita da una scheggia di meteorite.
Dopo aver preso coscienza del suo potere, Ye-boon soffre molto visto che avrebbe fatto a meno di possedere questa capacità; all’inizio, cerca, quindi, di usarlo solo nella sua professione perché, toccando gli animali che le portano in ambulatorio, riesce a capire le loro difficoltà, i loro malesseri e ad aiutare i rispettivi proprietari, ma quando si accorge che, tramite i ricordi degli animali, può riuscire a vedere le azioni degli esseri umani registrate nella memoria degli animali stessi, la veterinaria va ancora più in apprensione per questo potere non richiesto. Ye-boon ha ereditato la clinica dal nonno, veterinario ormai in pensione che abita insieme alla figlia Jung Hyeon-o, zia di Ye-boon (interpretata da Park Sung-yeon, “Love Alarm”, “Never Give Up”, “Dodosolsollalasol” e “Bloody Heart”) divorziata e disillusa dell’amore, infermiera della clinica che sprona continuamente la nipote a guadagnare di più recandosi presso le fattorie del paese. Ye-boon vive con il nonno e la zia, ma non riesce ad avere una comunicazione diretta con il nonno ormai da quindici anni, da quando sua mamma è morta a causa di uno strano incidente, che è passato come suicidio; da allora il nonno, addolorato per la perdita della figlia e per le scelte che l’hanno portata alla morte, non parla più con la nipote che si sente sempre come un’estranea a casa dei familiari e non riesce a capire il comportamento ingiusto del nonno.
Un giorno, nella piccola stazione di polizia di Mujin arriva il detective Moon Jang-Yeol (interpretato da Lee Min-ki, “My Liberation Notes”; “Because this is My First Life”). Jang-Yeol, che apparteneva alla squadra investigativa sui crimini violenti a Seoul, è stato retrocesso a Mujin per via di alcuni fatti importanti e gravi avvenuti nell’ultimo anno di servizio che si collegano al suo comportamento sul lavoro. Il detective farà di tutto per tornare al suo dipartimento a Seoul, è abituato ad essere sempre in attività e, invece, a Mujin non succede mai niente, è tutto così monotono e tranquillo.
Le strade di Ye-boon e Jang-yeol si incrociano quasi subito e, direi anche male, visto che nei primi episodi i loro incontri sono molto agitati e strambi e i loro caratteri e modi di fare sono così diversi, per di più Jang-yeol inizia ad avere dei preconcetti sulla veterinaria soprattutto dopo essersi accorto dei suoi strani comportamenti e azioni, come ad esempio toccare il posteriore degli animali, e inizia, quindi, a considerarla una “pervertita”. Da parte sua, Ye-boon, che vorrebbe confidare a qualcuno questo suo potere, si sente a disagio nei confronti del detective che la guarda male e la tiene d’occhio continuamente credendola una persona svitata.
Quando, però, i due, dopo una serie di malintesi, riescono in qualche modo a capirsi e a trovare fiducia l’uno nell’altra, soprattutto da parte del detective che inizialmente non riesce a credere al potere della ragazza, in città avvengono alcuni omicidi spietati e la paura di un ipotetico serial killer entra nel cuore e nella mente degli abitanti che fino ad allora si erano sempre sentiti al sicuro in una città dove l’unico problema poteva essere solo qualche animale fuggito da una fattoria.
A Mujin si inizia a sospettare di tutti, ma in modo particolare dei forestieri, come ad esempio del giovane Kim Sun-woo (Su-ho, cantante del gruppo EXO e interprete di “Rich Man, Poor Woman”) che ha un fascino e una dolcezza innati che colpiscono da subito Ye-boon, da quando il ragazzo, che si occupa di piccoli gattini randagi, li porta per le cure nella sua clinica. Ye-boon da subito nutre affetto per lui e per la sua generosità coperta da timidezza. Sun-woo lavora part time nel piccolo convenience-store vicino alla clinica veterinaria, è un ragazzo schivo e molto riservato che custodisce nel cuore un segreto che lo ha portato fino a Mujin e che lo renderà una delle prime persone sospettate da Jang-yeol e anche da altri abitanti del paese.
Quando gli omicidi aumentano e colpiscono personalmente anche la stessa Ye-boon, la ragazza insieme al detective iniziano a collaborare usando il suo potere psicometrico per cercare di battere in velocità la crudeltà della morte che sta infierendo nella piccola cittadina e per riportare quell’atmosfera serena che era tipica di Mujin. Riusciranno a trovare il colpevole tra tutti gli abitanti del paese oppure è una persona estranea che ha deciso di portare panico, paura e sofferenza?
Tanti i personaggi interpretati da attori che arricchiscono il cast di questa serie, la migliore amica di Ye-boon, Bae Ok-hee, interpretata da Joo Min-kyung (“Something in the Rain”, “One Spring Night”, “Jirisan”) che è capace di regalare alla storia i momenti più comici, ma anche quelli emozionanti quando cerca di capire e di aiutare l’amica a venire a capo della sua depressione; l’estroso sciamano Park Jong-bae (interpretato da Park Hyuk-kwon (“Something in the Rain”, “A Time Called You”), abbandonato dalla moglie che è scappata in Australia con il figlio; l’avido politico Cha Ju-man (interpretato da Lee Seung-joon, “Doom at Your Service”, “Strong Girl Nam-Soon”, “All that We Loved”); il capo squadra di polizia ed ex innamorato della zia di Ye-boon, Won Jong-mook (interpretato da Kim Hee-won, “Unlocked”); l’allevatore Jeong Gwang-sik interpretato da Park-No-sik che supporterà i due protagonisti nella loro ricerca del colpevole degli omicidi seriali.
“Behind Your Touch” è un drama che inizia come una serie comica, si trasforma in giallo per poi prendere le tinte del thriller e spaventa, proprio in quella schietta crudeltà che coinvolge lo spettatore nel non prendere mai per scontato nessuno o meglio la maschera esterna che tutte le persone vestono quando si interfacciano con la società. L’amarezza che lascia la soluzione finale consiste proprio in questo, nel rendersi conto del male che spesso è forse troppo vicino ad ognuno di noi, un male che è privazione del bene e di alcun barlume di coscienza, un male che può inghiottire qualsiasi luce dell’anima. Mai, come in questo drama, ho provato la sensazione di vuoto che esiste nel rendersi conto come spesso il nostro piccolo mondo possa essere calpestato e capovolto una volta che ci si rende conto di aver giudicato non correttamente qualcuno, di aver sospettato della persona sbagliata e di aver riposto fiducia nella persona che, invece, ha tradito la nostra speranza.
Memoru Grace
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