“Relumino” deriva dal latino e significa “mi illumino di nuovo” ed è il secondo titolo, non scelto a caso, per questo film dai tratti poetici e toccanti, un film corto che potrete benissimo recuperare in un momento di riflessione e di solitudine per poterne apprezzare i silenzi.
Quando vediamo il mondo attorno a noi, molte cose ci sembrano scontate, ma quando la luce si abbassa e le ombre scendono rivestendo i contorni di ogni cosa, se solo ci fermiamo un attimo dai nostri ritmi frenetici, ci rendiamo conto di non aver guardato abbastanza il mondo e attendiamo uno spiraglio di luce, la nostra solita seconda possibilità che ci illuminerà e ci farà apprezzare quel che abbiamo accantonato.
Dopo questo esperimento, guardiamo il mondo con gli occhi dei due protagonisti del film, due trentenni molto diversi tra loro, ma il cui tratto comune è l’ipovisione. Il mondo visto dagli occhi di questi due ragazzi è sfocato, intangibile, ogni cosa diventa una montagna da scalare dove le insidie e le difficoltà costellano ogni loro azione e la sopravvivenza è un lungo esercizio alla pazienza. Nonostante tutto, però, ogni prova li avvicina al superamento della disabilità.
Ahn So-young, interpretata da Han Ji-min, (“One spring Night”, “Our Blues”) è una ragazza che lavora in una erboristeria e ha sviluppato il senso dell’olfatto, infatti, attraverso gli odori e nella ricerca continua di nuove essenze e profumi, ritrova se stessa e riesce a percepire le bellezze del mondo che la circonda.
Seo In-Soo, interpretato da Park Hyung-sik, (“Hwarang”,” Strong Girl Bong-soon” “Soundtrack#1”), è un giovane accordatore dal carattere introverso, suscettibile e silenzioso che vive con profonda angoscia l’aggravarsi della sua malattia che lo sta conducendo rapidamente alla completa cecità.
E’ da sottolineare come la lettura di questa storia delicata ci viene delineata con molta semplicità, ma tanto pathos e per questo è da apprezzare la scelta del regista e degli sceneggiatori di far incontrare i due protagonisti all’interno di un meeting rivolto a persone ipovedenti, desiderose di intraprendere un corso di fotografia. Ebbene sì, tramite la fotografia, ogni persona iscritta al corso, cosciente della propria disabilità, impegnerà tutte le proprie capacità personali per superare le difficoltà e creare dei piccoli meravigliosi capolavori dove il mondo semplice e infinito viene mostrato attraverso una visione diversa, forse più completa, ma decisamente sentita e percepita.
I due protagonisti, che hanno un modo differente di affrontare la vita, riusciranno alla fine ad avvicinarsi durante la mostra organizzata al termine del corso dal club di fotografia e qui In-soo cercherà So-young per mostrarle le fotografie attraverso Relumino, un’app per ipovedenti creata da Samsung, che supporta la focalizzazione e la visione delle immagini. Questa condivisione comporta un superamento delle barriere emotive dello stesso protagonista e la possibilità ritrovata da entrambi di accantonare la paura dell’ignoto per farsi illuminare dalla luce della propria esistenza. Bravissimi i due protagonisti, in brevi istanti regalano momenti di poesia. Una storia che riesce a comunicare allo spettatore l’importanza delle piccole cose perché, come affermava Antoine de Saint-Exupéry: “Si vede bene solo con il cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
Memoru Grace

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