Alla fine del periodo Meiji, in particolar modo dal 1889 al 1904, nasce in Giappone la corrente letteraria del Romanticismo il cui più grande e illustre esponente fu Kitamura Tokoku.
Kitamura Tokoku fu poeta, scrittore e critico letterario, proveniente da una famiglia della classe samuraica, fin dalla giovanissima età prese parte al “Movimento per la libertà e per i diritti del popolo”, per poi discostarsene forse perché deluso. Diventò uno scrittore e, come altri letterati del suo periodo, si interessò di letteratura occidentale, traducendo opere e introducendo nella letteratura giapponese tematiche riguardanti la visione del mondo e della società, adattandoli alle tematiche di tradizione nipponica.
Nel 1889 fondò con altri l’Associazione pacifista giapponese ( Nihon heiwa kai), collaborò alla rivista Bungakukai del 1893 insieme a Shimazaki Toson e altri letterati, iniziando a dar vita alla corrente del Romanticismo. Personalmente, Kitamura Tokoku fu influenzato dagli autori Byron e Ralph Waldo Emerson e dai concetti di individuo e libertà, fino ad allora abbastanza ignorati in patria.
Del Romanticismo occidentale fu importato il concetto di amore e attenzione all’ “io interiore” e alla propria interiorità.
Attraverso l’attenzione alla propria interiorità, infatti, si arrivava ad un concetto più completo e profondo di libertà. Kitamura Tokoku affrontò nei suoi scritti le tematiche care al Romanticismo quali natura e io interiore in contrasto con la visione tradizionale del rispetto delle apparenze e della forma. Da sottolineare anche il fatto che, dopo anni di isolamento del Paese dal punto di vista politico e culturale, Tokoku e altri esponenti del Romanticismo si trovarono a relazionarsi con uno sviluppo e un cambiamento tali che facilitavano i contatti con l’Occidente e lo studio delle opere letterarie e delle correnti filosofiche, così come anche l’ avvicinarsi al Cristianesimo (lo stesso Kitamura Tokoku si fece battezzare nel 1888). Nacquero in questo periodo anche diversi neologismi che potessero indicare dei concetti importati dall’estero e soggetti a studio.
La crescita spirituale dell’individuo e la vicinanza alla Natura, discostandosi dalla società e dalla vita materiale, sono le tematiche care al Romanticismo giapponese così come l’estrema importanza dell’interiorità, il rapporto con se stessi in quanto individui e il concetto di amore, il cui termine cambia anche dal punto di vista lessicale. L’amore, secondo la visione romantica, è una esperienza che dona salvezza e ricchezza all’animo umano, è un’elevazione spirituale, una fonte di Bellezza.
Ispirandosi a Byron, Kitamura Tokoku scrisse ad esempio “Il canto del monte Horai” (Hōrai kyoku) sotto forma di opera teatrale, dove poesia tipica giapponese si fonde con visioni letterarie e ispirazioni occidentali.
Kitamura Tokoku morì suicida ancora giovanissimo all’età di venticinque anni, l’anno prima aveva pubblicato il trattato “Saggio sulla vita interiore” ( Naibu seimen ron), un vero e proprio manifesto per il Romanticismo nipponico.
Memoru Grace
