Oh My Baby – La vita a quarant’anni

Oh My Baby” è una serie a cui sono decisamente affezionata e che merita davvero molta attenzione da parte del pubblico. L’aspetto più interessante di questa serie è il coraggio di affrontare delle tematiche molto complesse, non discostandosi mai dal genere della commedia, scelto proprio per l’andamento della storia. Questa è l’arma vincente della serie! La tematica principale è infatti l’infertilità (e vi avevo avvisato che non era per niente una tematica leggera),  l’infertilità è qui una tematica coraggiosamente proposta nella storia, ma è  da apprezzare anche il modo di proporla perché la vedremo sia dal punto di vista femminile che da quello maschile, senza mai scadere nella banalità e nella volgarità, anzi riuscendo a coinvolgere lo spettatore grazie ai geniali tocchi da commedia e a farlo riflettere in molti punti per merito di attori bravissimi e di una sceneggiatura eccellente.

La storia è ambientata nel 2020, Jang Ha-ri (interpretata dalla bravissima Jang Nara, vista in “Fated to Love You“) è una giovane donna che sta per compiere 40 anni e che si accorge di avere trascorso gli ultimi dieci anni della sua vita solo immersa nel lavoro. E’ la vice direttrice della rivista “My Baby”, un periodico dedicato ai bambini, alle mamme e ai papà, soprattutto nei primi anni di vita dei loro figli, ha visto crescere moltissimi bambini ed è stata testimone di tante belle storie raccontate dalla rivista, ma, a parte la soddisfazione professionale, Ha-ri si accorge di aver raccontato le storie degli altri, ma di non essere mai stata protagonista della sua vita e ora, che si trova a compiere quarant’anni, si sente incompleta e con un vivo desiderio di maternità che non può realizzare facilmente non avendo alcuna relazione da tanti anni e avendo appena scoperto di soffrire di endometriosi.

Intenta a fare qualcosa e a dover sbloccare nell’arco di sei mesi questa situazione, decide di guardarsi intorno e vedere chi potrebbe essere eventualmente un probabile padre di suo figlio, medita anche la fecondazione in vitro, l’inseminazione, ma tutto impossibile per una donna single, cade per poco nella trappola di un tizio che vende il proprio seme on line e per questo finisce quasi “in disgrazia” perché le mamme che seguono la rivista iniziano contro di lei una lotta per ostracizzarla, facendole pesare la sua situazione disperata e evidenziandone il comportamento imbarazzante.

A soffrire per lei, la madre (interpretata da Kim Hye- ok) che comprende il malessere interiore della figlia, spinta ad essere tentata anche da soluzioni contestabili e impossibili o ad andare in depressione per aver visto la sua vita sempre dietro ad un vetro ed essere attaccata dalla moralità ipocrita della società. La madre soffre con la figlia perché non vuole lasciarla sola e sa di non poter fare miracoli e di non essere eterna.

Entrano poi in scena, improvvisamente, tre personaggi. Choi Kang-Eu-ddeum (interpretato da Jung Gun-joo, visto in “Extraordinary You”), impiegato della casa editrice della rivista in cui lavora la protagonista, è un giovane sotto i trent’anni alle sue prime esperienze lavorative che in un modo o nell’altro, per stima o affetto, si affezionerà ad Ha-ri.  E’ sempre sorridente e pieno di entusiasmo, anche se spesso dice la cosa sbagliata nel momento sbagliato, ma alla fine è un semplice adorabile ragazzo.

Yoon Jae-young (interpretato da Park Byung-eun e visto in “Eve” e “Kingdom” ), compagno d’infanzia della protagonista che, dopo essere stato abbandonato dalla moglie insieme alla figlia piccola, chiede ospitalità alla madre della protagonista per poter aver tempo di intraprendere una sua attività: aprire una clinica privata di pediatria, essendo medico pediatra, e poter lasciare la sua bambina all’asilo nido vicino. Rivede Ha-ri con occhi diversi dopo che i due si erano allontanati molti anni prima. E’ possibile che potrà nascere qualcosa tra loro?

Han Yi-sang (interpretato da Go Joon), un fotografo libero professionista e collaboratore della rivista, già conosciuto qualche anno prima dalla protagonista e all’inizio mal tollerato da lei proprio per delle incomprensioni relative al primo incontro. Oltre al lavoro si riempie la giornata di mille attività e hobby, sempre alla ricerca di imparare nuove cose e di liberare la propria mente da pensieri di troppo. Ha più di un segreto da custodire e il suo modo di fare tra il tenebroso e il sarcastico nasconde molta solitudine.

Uno dei tre riuscirà a colpire l’attenzione della protagonista o non faranno altro che farla ricadere nella amarezza e nella consapevolezza degli anni che passano senza lasciare impronta?

Come ho premesso, i toni da commedia stemperano molte situazioni complesse, ma evidenziano coraggiosamente diverse tematiche: la protagonista che si sente quasi una donna a metà non realizzata e che subisce le angherie proprio delle altre donne (alla faccia della solidarietà femminile!) che le fanno pesare il fatto che, pur scrivendo in una rivista specializzata, una donna che non è diventata mai madre non potrà mai capire al cento per cento le difficoltà della maternità e dell’essere madre. La direttrice della rivista, collega della protagonista, costretta a ritornare presto a lavoro dalla maternità per non perdere il posto, con il tiralatte in ufficio. Un padre lasciato da solo in balìa della diffidenza o del giudizio degli altri. L’infertilità maschile ancora meno trattata rispetto a quella femminile e così molti altri spunti critici.

Alla fine, la mia ultima riflessione va alla protagonista, interpretata da Jang Nara, perché tra tutti spicca lei, un’attrice completa in grado di “empatizzare” con lo spettatore in ogni scena e in ogni espressione; il suo personaggio passa da uno stato di euforia ingenua, quando crede di aver trovato la soluzione al suo problema e quasi a  farsi arrestare per una incomprensione, all’incanto nei suoi occhi per aver visto un bambino nei suoi primi mesi di vita o per essere testimone della complessa lotta di una coppia non giovanissima alle prese con una gestazione difficile, si sorprende quando capisce di essere stata notata da qualcuno, prova timore di risvegliarsi da un sogno o titubanza quando qualcosa può andare bene anche per lei nella vita.

Ha-ri, interpretata da Jang Nara, è un po’ tutte noi, ammettiamolo.

Memoru Grace