Nel cuore della città di Kōchi esiste un ponticello rosso molto caratteristico, luogo di una leggendaria e sfortunata storia d’amore del XIX secolo, lo Harimayabashi (はりまや橋).
Il giovane Junshin, monaco del Tempio di Chikurinji, sul monte Godai, si innamorò perdutamente di Ouma, figlia di uno stagnino e così infranse i suoi voti. I due ragazzi, inizialmente, riuscirono a nascondere la loro travagliata storia d’amore, ma un giorno, non lontano dal ponte Harimaya, il giovane Junshin venne sorpreso mentre acquistava una kanzashi, una forcina per capelli per la sua amata Ouma.
In quell’epoca, ai monaci era proibito avere relazioni d’amore, per cui i due poveri giovani vennero separati ed esiliati.
Il ricordo di questa storia rivive in molte poesie e canzoni popolari e ancora oggi rappresenta uno dei luoghi più ricercati dai turisti che visitano Kōchi. Nel 2009 è anche stato di ispirazione ad un film, “Harimaya Bridge”.
Il ponte si raggiunge a piedi a 15 minuti dalla stazione di Kōchi oppure prendendo il tram dalla stazione e scendendo alla terza fermata, Harimayabashi.
Fin dal periodo Edo, l’Harimayabashi, che è lungo circa 20 metri, veniva utilizzato dagli abitanti di Kōchi perché collegava i negozi di due potenti mercanti, Harimaya e Hitsuya.
Oggi, l’area intorno a questo famoso ponte color rosso scarlatto, si è trasformata in un parco per piacevoli passeggiate e, nei piccoli negozi vicini, si possono acquistare le forcine per capelli della leggendaria storia sfortunata dei due amanti, così come anche assaggiare piccoli dolcetti caratteristici in cui è impresso il disegno dei fermagli.
Memoru Grace
