Youth of May – In ricordo di una giovinezza perduta

Il 12 dicembre 1979 in Corea del Sud sale al potere, con un colpo di stato militare, il generale Chun Doo-hwan che è deciso a schiacciare i movimenti di rivolta e di opposizione contro il regime, arrivando a dichiarare in vigore la legge marziale dal 17 maggio 1980 su tutto il territorio nazionale, proibendo ogni attività politica e facendo chiudere tutte le università.

“Youth of May” è ambientato a Gwangju nei giorni precedenti e successivi alla rivolta del 18 maggio, quando cittadini e in maggior parte studenti scesero in piazza per manifestare e chiedere il ripristino dei diritti civili. Nella cornice drammatica di questo grande evento doloroso troviamo le vite comuni di quattro giovani.

Hwang Hee-tae (nella meravigliosa interpretazione di Lee Do-hyun, visto già in “Melancholìa”) è un ragazzo alle porte della laurea in medicina, ma che ha perso la sua passione proprio per la medicina dopo aver assistito a un incidente che ha coinvolto il suo amico Seok-chul. Hee-tae, che ha da sempre ottenuto degli ottimi risultati scolastici ed è riuscito ad entrare alla prestigiosa facoltà di medicina dell’università di Seoul, diventando quasi una leggenda per la realtà più piccola di Gwangju, si trova ad affrontare un momento sospeso tra il chiarire cosa voler fare del suo futuro e il cercare di superare le proprie insicurezze e incertezze. Proprio in questo frangente si ritrova a dover accettare il desiderio di suo padre di presentarsi ad un appuntamento al buio, il cui scopo sarebbe il matrimonio con una ragazza di nome Soo-ryeon.

Lee Soo-ryeon (interpretata da Keum Sae-rok) è una ragazza di famiglia ricca e benestante, che studia giurisprudenza all’università, ma è uno spirito libero, non vuole legarsi a nessuno e manifesta attivamente la sua passione politica per la conquista dei diritti civili. Proprio per questa ragione chiede alla sua migliore amica Myung-hee di presentarsi all’appuntamento al buio al posto suo.

Kim Myung-hee (interpretata magistralmente da Go Min-si, vista in “Love Alarm”) è una ragazza povera, ma determinata, lavora sodo ogni giorno come infermiera all’ospedale di Gwangju e affronta le difficolta quotidiane con costanza e fierezza. Nonostante sia una ragazza minuta ha una forza morale, un’integrità e una fede che la contraddistinguono da chiunque. Myung-hee è forte come un giunco, non si lascia spezzare e abbattere dagli eventi avversi, ma con la sua determinazione li affronta a testa alta.

Lee Soo-chan (interpretato da Lee Sang-yi, visto in “Hometown Cha Cha Cha”) è il fratello maggiore di Lee Soo-ryeon, è tornato da un periodo di studi all’estero e adesso lavora con il padre nella ditta di famiglia. Soo-chan prova un sentimento di stima e affetto per Myung-hee che ha da sempre conosciuto perché migliore amica della sorella.

In tutto questo contesto, come scritto dal destino, Myung-hee e Hee-tae si innamorano. Purtroppo, però, il padre di Hee-tae è anche responsabile dell’esercito, non è contento del figlio maggiore, è un uomo prepotente e cerca sempre di imporre il proprio volere a tutta la famiglia. Quando il padre di Hee-tae, Hwang Gi-nam, scoprirà che il figlio si è innamorato di Myung-hee farà di tutto per interrompere la loro relazione, portando all’esasperazione Hee-tae che allargherà la profonda frattura già esistente con il padre. Inoltre, Gi-nam conosce bene il padre di Myung-hee per via di alcuni segreti del passato e questo non farà altro che far aumentare gli ostacoli nella storia d’amore dei due ragazzi che, nonostante tutto, riusciranno a dirimere i vari contrasti e a vincere ogni difficoltà perché anime affini.

Insieme alle piccole lotte personali di questi giovani si prepara a scatenarsi qualcosa di più grande che sconvolgerà l’ordine e la vite di moltissime persone a Gwangju e che aprirà una pagina nera nella storia della Corea del Sud. Negli ultimi episodi della serie vivremo un climax di tensione e drammaticità che ci porrà davanti interrogativi esistenziali e intense immagini di dolore e tristezza, accompagnati dalla consapevolezza della crudeltà e della cattiveria umana o da piccoli gesti di altruismo e solidarietà di singoli. I nostri protagonisti saranno anche loro inghiottiti da questa girandola di eventi tragici.

Da quando ho terminato questa serie ho spesso ripensato a tante immagini, fotogrammi e momenti di questa storia e ogni volta continuo ad emozionarmi e a commuovermi e, di fazzoletti ne servono decisamente molti, ma i sentimenti trasmessi fino alla fine me lo hanno fatto salire al posto più alto della lista dei miei drama preferiti.

Dieci per la perfezione della trama, della storia e delle interpretazioni e un risultato eccellente anche nelle ricostruzioni storiche.

La visione di questo drama non è per nulla semplice, lo ammetto, ma ne vale la pena, ve lo assicuro, se non solo per ricordare un giorno di maggio nella vita di persone comuni, il cui cuore si è fermato per sempre oppure è rimasto incastrato come la puntina rotta di un giradischi. Infine, quelle ultime parole, quell’ultima preghiera che resta come speranza nella vita di chi è rimasto e che continua a rivivere una giovinezza perduta in pochi giorni di un maggio lontano, bagnato dalla pioggia della memoria e della sopravvivenza:

“Che il cuore torni a pensare a quel maggio, è normale. Quando perdi un ombrello che ti piaceva tanto, pensi a quell’ombrello ogni volta che piove. Figuriamoci quando torna la stagione in cui hai perso le persone a te care…è normale che il cuore riviva quei momenti. Come se fosse successo ieri.”

“Signore, se dovesse accadere qualcosa d’imprevisto e le nostre mani si separassero, ti prego non permettere che la vita di chi è rimasto venga sopraffatta dal dolore. Anche se le lacrime che versiamo in solitudine, scendessero copiose, per favore non farci annegare e donaci la forza e il coraggio di nuotare in sicurezza per tutta la vita”.

Memoru Grace

14 pensieri riguardo “Youth of May – In ricordo di una giovinezza perduta

Lascia un commento