Hanami, haiku e una pioggia di fiori di ciliegio

Diciamo la verità, quante volte abbiamo sognato di essere in Giappone, magari passeggiando lungo un viale di ciliegi ed essere avvolti da una meravigliosa pioggia rosa che ci trasporta in una dimensione onirica?

Vi do due minuti per riprendervi da questa piacevole sensazione, per riaprire gli occhi e, ahimè, ritrovarci dove eravamo. Per lo meno, però, ripercorriamo mentalmente uno dei periodi più magici in Giappone!

I ciliegi in giapponese si chiamano “sakura” e sbocciano in periodi diversi a seconda anche della varietà delle piante. I ciliegi rappresentano un vero e proprio culto in tutto il Paese ed in effetti il termine “hanami” (はなみ, lett. “osservare i fiori”) è applicato per contemplare la bellezza dei fiori, soprattutto i fiori di ciliegio. L’hanami è osservare i fiori e perdersi nell’armonia della natura e ogni anno è una festa all’aperto che richiama migliaia di persone. Da metà gennaio ad inizio maggio i sakura fioriscono in tutto il Paese, a Tokyo, in particolare, il periodo più propizio è tra la fine di marzo e l’inizio di aprile.

Per tutto il periodo, l’Agenzia Metereologica Giapponese studia il clima e la fioritura, dalle prime gemme in avanti, e fornisce informazioni in merito al periodo più appropriato per prepararsi all’evento, come per esempio organizzare delle serate all’aperto, le cosiddette Yozakura (よざくら, sakura serale) o i picnic la mattina nei parchi o nei weekend.

Storicamente l’hanami è un evento che affonda le sue radici in epoca Nara (710-794) molti secoli fa, sotto l’influenza della Dinastia cinese Tang. Inizialmente i fiori celebrati erano quelli di pruno, poi, soprattutto nel periodo Heian, i sakura presero posto nel cuore delle persone e diventarono i fiori prediletti.

L’imperatore Saga, studioso dei classici cinesi e appassionato di arte e letteratura, fu il primo ad avvicinarsi alla pratica dell’hanami, fece piantare alberi di ciliegio nel giardino del palazzo della Corte Imperiale a Kyoto e vi fece organizzare feste e balli, ma all’epoca gli eventi erano riservati solo a nobili, samurai e poeti che avevano l’abilità di elogiare il fascino e la bellezza dei petali di ciliegio. Con il periodo Edo, invece, la ricorrenza venne aperta a tutti e, ancora oggi, la tradizione viene portata avanti ed è conosciuta in tutto il mondo. Camminare e inondarsi della bellezza della natura, ammirando i fiori è un’esperienza unica e anche le passeggiate serali diventano suggestive con il bagliore della luna e le lanterne di carta.

Molte poesie e haiku giapponesi, celebrano la meraviglia della fioritura in tutte le sue caratteristiche.

Un haiku molto famoso è quello del poeta Bashō Matsuo (1644 – 1694) che affida i propri ricordi ai fiori di ciliegio:

Questi fiori di ciliegio

hanno riportato al pensiero

tante memorie

Sempre Bashō Matsuo contempla in questo haiku la natura nelle diverse fasi della giornata e della notte, come per celebrare l’esistenza:

La notte di primavera è finita.
Sui ciliegi
sorge l’alba.

Il poeta Yasuhara Teishitsu (1610 – 1673) si meraviglia della bellezza dei fiori di ciliegio appena sbocciati e non esistono altre parole che possano descrivere meglio quello spettacolo che vediamo attraverso i suoi occhi:

Oh, guarda!
e null’altro da proferire,
dinanzi ai ciliegi in fiore
del monte Yoshino

Infine, uno dei miei haiku preferiti del poeta Kobayashi Issa (1763 – 1828), in cui esprime tutta la sua malinconia:

Questo mondo perduto

ricoperto

di fiori

Memoru Grace

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