La Festa dei Crisantemi in Giappone

La giornata dei Crisantemi (Kiku no sekku 菊の節句) è una delle cinque più importanti festività in Giappone e viene celebrata il nono giorno del nono mese. E’ una festività di origine cinese, ma a partire dal XVII secolo fu celebrata nel Paese del Sol levante quando la corte imperiale allestì il primo spettacolo dei crisantemi. Da allora in poi il crisantemo diventò il simbolo della Casa imperiale giapponese, questo fiore infatti rappresenta lo stemma della famiglia imperiale e dà il nome al più alto Ordine giapponese, l’Ordine Supremo del Crisantemo.

Secondo la tradizione giapponese il 9 settembre inizia la stagione fredda che porta via la forza e il vigore del sole estivo, per questo è stato eletto il crisantemo come fiore che combatte il decadimento della luce solare, linfa di vita per gli esseri umani, per cui la festa del crisantemo non è altro che la celebrazione della forza e dell’aiuto che viene apportato da questo fiore alle persone. Il crisantemo, infatti, ha proprietà curative e medicinali ed è simbolo della longevità in quanto riesce a resistere a temperature basse e in luoghi freddi senza neanche perdere un petalo.

La festa del 9 settembre consiste nell’esposizione all’aperto, presso parchi o per strada, di crisantemi di diverse varietà e tipologie, le cui chiome sono modellate in diverse forme e le più artistiche assumono la forma di cascata, di vela o di coda di pavone. Questa usanza dalle radici antichissime era già diffusa fra i samurai, ai tempi i signori feudali istituivano queste esposizioni solo per una limitata cerchia di amici, ma pian piano anche il resto della cittadinanza fu introdotto a questa celebrazione e ad ammirare fino a notte tarda i colori e le tipologie di crisantemi che abbellivano parchi e giardini delle città.

Un’usanza che riguarda questa festività è quella di riporre, il giorno prima della celebrazione, un batuffolo di cotone sui crisantemi; la rugiada del mattino, infatti, bagnerà il batuffolo posto sul fiore che verrà utilizzato per la pulizia del viso e del corpo. Questo gesto simboleggia il voler aver cura dei fiori e in contemporanea l’uso della rugiada come metodo curativo, chiamato “cura da cotone del crisantemo”.

Sui crisantemi esistono diverse storie e leggende e la narrativa nipponica ne ricorda molte, ma per me il racconto di Ueda Akinari (1) è quello che maggiormente riesce a dare spazio al forte valore della tradizione giapponese.  Nella raccolta dell’autore “Racconti di pioggia e di luna”, il racconto “L’appuntamento dei crisantemi” narra di un uomo che si prende cura di un samurai gravemente ammalato, tra loro nasce una profonda amicizia fraterna e, una volta ristabilitosi, il samurai riparte promettendo di ritornare prima della fine dell’autunno, per la festa dei crisantemi:  

“Quando fioriranno i crisantemi verrò da te, qualunque cosa accada”

Questa la promessa del samurai che, però, lungo il suo cammino viene purtroppo catturato ed imprigionato. Una volta avvicinatosi al giorno dei crisantemi, il samurai, riconoscendo l’impossibilità di liberarsi per tenere fede alla promessa, decide di uccidersi tagliandosi il ventre così che il suo spirito potrà far visita all’amico e mantenere la promessa, perché la lealtà conta più della vita stessa.

Memoru Grace

(1) Ueda Akinari, (Osaka, 25 luglio 1734 – Kyoto, 8 agosto 1809) , scrittore giapponese. La sua opera più famosa è “Racconti di pioggia e di luna”, scritta nel 1808. Per l’edizione italiana segnaliamo “Racconti di pioggia e di luna” a cura di Maria Teresa Orsi, MarsilioEditori, 2001.

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