In tutto il mondo La Casa di Carta è stato un fenomeno che ha diviso e ha destabilizzato, da una parte, perché ha cambiato i canoni della serialità e, dall’altra, perché in una serie apparentemente action ha inserito la tematica sociale e politica, oltre che ha portato all’attenzione un universo seriale non USA-centrico. Così, èContinua a leggere “Money Heist: Korea – Joint Economic Area”
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Hellbound (ovvero della fine della civiltà umana)
“You are bound for Hell. / Sei stato condannato all’inferno”. Questa frase, esplicativa del titolo stesso del drama, è il vero adagio ripetuto all’ennesima potenza di tutta la storia, costituendone la domanda e la risposta stessa, il motivo e la ragione, ma anche la spiegazione di questa agghiacciante e disturbante ricostruzione fantasy/horror soprannaturale, che siContinua a leggere “Hellbound (ovvero della fine della civiltà umana)”
Alice in Borderland (ovvero stati mentali deliranti ai margini della società)
Nel nostro consueto appuntamento con le recensioni di serie televisive, abbandoniamo per un momento le sponde coreane dei K-drama per approdare in terra nipponica, che ha dato i natali ad alcuni degli esempi distopici più interessanti degli ultimi anni. Che il Giappone fosse la patria delle moderne distopie, in qualche modo, ne avevamo avuto diverseContinua a leggere “Alice in Borderland (ovvero stati mentali deliranti ai margini della società)”
I hear your voice – La voce della giustizia e l’ouverture della gazza ladra
Si tratta di un drama bellissimo del 2013 che ho recuperato pian piano perché mi sono trovata a riflettere per ogni puntata, le interpretazioni sono davvero ineccepibili e la colonna sonora fa emozionare ad ogni sequenza. Alcuni episodi ti svuotano completamente, lasciandoti pensare a cosa sia davvero giusto e cosa sia sbagliato e come laContinua a leggere “I hear your voice – La voce della giustizia e l’ouverture della gazza ladra”
Love Alarm (ovvero può un’app gestire i nostri sentimenti?)
Ammetto che sembra quasi un articolo del tipo “fatto male e recensito peggio”, visto che non riesco ancora a capire quali contingenze astrali mi abbiano spinta a recuperare questo drama. Ammetto pure che il doppiaggio italiano che Netflix ha deciso di affibbiare manca di sincrono tra voce e immagine e va a penalizzare ancora diContinua a leggere “Love Alarm (ovvero può un’app gestire i nostri sentimenti?)”
One Ordinary Day (ovvero delle declinazioni di giustizia, innocenza e colpevolezza)
Avviso subito: One Ordinary Day (anche nota con il titolo, a mio avviso più congeniale, That Night) non è un drama da guardare a cuor leggero e nemmeno da divorare in un’unica maratona, ma una lenta riflessione che scuote nelle più profonde convinzioni sul concetto di giustizia e di ingiustizia, sulle loro erronee travisazioni daContinua a leggere “One Ordinary Day (ovvero delle declinazioni di giustizia, innocenza e colpevolezza)”
Vagabond (ovvero l’eroismo dell’umanità)
Potrei scrivere tanti motivi per cui “Vagabond”, casualmente finito nella mia lista di Netflix, è diventato presto uno dei miei drama preferiti, ma raramente si riesce a calibrare dramma politico, scene d’azione, thriller di spionaggio e storia romantica in modo così delicato e mai banale. Tanto che l’unica vera pecca della serie è che 16Continua a leggere “Vagabond (ovvero l’eroismo dell’umanità)”
Designated Survivor – 60 days: ovvero “un uomo buono va alla guerra” (ma in versione sudcoreana)
L’articolo 71 della Costituzione della Repubblica della Corea del Sud stabilisce che, se il Presidente della Repubblica muore o è impossibilitato a svolgere le proprie mansioni, viene sostituito da un suo successore ad interim per un periodo di 60 giorni, in attesa di procedere a nuove elezioni. Il sostituto deve essere individuato all’interno del governo,Continua a leggere “Designated Survivor – 60 days: ovvero “un uomo buono va alla guerra” (ma in versione sudcoreana)”
It’s Okay To Not Be Okay (o lo splendore della fragilità)
“C’erano una volta tre bambini a cui una strega cattiva aveva rubato la faccia: un ragazzo che indossava una maschera falsa e sempre sorridente, una principessa rumorosa e vuota come una lattina e un uomo che aveva la testa imprigionata in una scatola di cartone“. Mi trovo davanti ad un’impresa ardua: far capire perché laContinua a leggere “It’s Okay To Not Be Okay (o lo splendore della fragilità)”
