“Se questo è amore, allora l’amore è la cosa più complicata che esista”.
Nel 2019 è iniziato un fenomeno in Giappone che è riuscito a convogliare pubblico di drama e di anime, a mettere d’accordo lettori di manga e di romanzi, genere shojo e genere shonen, ma anche sottogeneri fantastico, storico, romantico e d’azione. Un fenomeno che si chiama “My Happy Marriage – Il mio matrimonio felice” (わたしの幸せな結婚, Watashi no Shiawase na Kekkon) e che è un bellissimo universo alternativo e ucronico, descritto con la delicatezza di un romanzo di formazione, con il tocco introspettivo di un diario personale e con la luminosità del realismo magico. Un fenomeno che è iniziato con una serie di light novel online scritti da Akumi Agitogi e pubblicati per la piattaforma web di self-publishing Shōsetsuka ni Narō, una piattaforma lanciata nel 2004 per diffondere romanzi, racconti e graphic novel senza costi di pubblicazione. Nel 2018, i lettori di “My Happy Marriage” erano diventati così tanti che la casa editrice Fujimi Shobo ne acquisì i diritti per finanziare la pubblicazione cartacea della serie e adattarla in un manga (con le illustrazioni di Rito Kohsaka e Tsukiho Tsukioka).
Tutto il Giappone, abituato a leggere manga in modo forsennato sui mezzi e in metropolitana, attendendo l’attesa di numero in numero delle storie serializzate, si è innamorato immediatamente di questa versione alternativa dell’epoca Taisho, di Miyo Saimori, la sua protagonista timida e riservata, condannata all’oscurità di una famiglia che l’ha sempre maltrattata e rifiutata, e di Kiyoka Kudou, il freddo e glaciale promesso sposo, che nasconde un’empatia incredibile, unico in grado di capire le sofferenze di Miyo. E, poi, siccome siamo sempre nel mondo dell’historical fantasy e la narrativa manga giapponese impazzisce per i poteri sovrannaturali, tutti si sono trovati immersi in questo mondo fatto di intrighi e di esseri umani dotati di enormi poteri, di tentativi di conquistare il trono imperiale e di gruppi segreti pronti all’operazione, che costellano l’incantevole storia d’amore tra Miyo e Kiyoka.
In quest’articolo, si vuole comparare la trama e le sensazioni trasmesse da due versioni di questa storia diffuse in Giappone e non solo: la pellicola live-action (termine tecnico per designare film tratti da manga e anime, ma interpretati da attori veri, in carne e ossa), conosciuta anche con il titolo “As Long As We Both Shall Live“, uscita al cinema nel 2023 per la regia di Ayuko Tsukahara (la stessa regista di lavori di grandi successo, come “La Grande Maison Tokyo“) e la sceneggiatura di Tomoe Kanno, interpretato da Ren Meguro (l’istrionico protagonista di “Trillion Game“, ma anche il sofferente protagonista di “Silent“) e da Mio Imada (anche lei nel cast di “Trillion Game“), che si è rivelato uno dei maggiori incassi cinematografici dell’anno, regalando a Ren Meguro anche la sua prima nomination ai Blue Ribbon Award; la serie d’animazione prodotta dallo Studio Kinema Citrus e trasmessa da Crunchyroll (ma anche da Netflix e in Cina da Bilibili), che ha avuto una prima stagione nel 2023, diretta da Takehiro Kubota, con la supervisione e gli storyboards di Takao Abo, la sceneggiatura di Ami Satō, Takahito Ōnishi e Momoka Toyoda, e il design dei personaggi di Shōko Yasuda, e una seconda stagione nel 2025, co-diretta da Maseyuki Kojima (lo stesso di “Made in Abyss“) e Takehiro Kubota e la sceneggiatura di Ami Satō, assistita da Minori Hashiba, Fūka Ishii, e Momoka Toyoda – ma continuerà con le prossime stagioni – e un’unica grandissima colonna sonora composta da Evan Call (lo stesso della OST di “Violet Evergarden“).


Titolo originale: わたしの幸せな結婚, Watashi no Shiawase na Kekkon
Regia: Takehiro Kubota e Maseyuki Kojima
Sceneggiatura: Ami Satō, Takahito Ōnishi, Momoka Toyoda, Minori Hashiba, Fūka Ishii
Disegni: Studio Kineda Citrus
Colonna sonora: Evan Call
Genere: fantasy, romance, historical fantasy, period drama
Serie anime, 26 episodi + OAV – in corso
Giappone, 2023 – in corso
Titolo originale: わたしの幸せな結婚, Watashi no Shiawase na Kekkon
Regia: Ayuko Tsukahara
Sceneggiatura: Akumi Agitogi, Tomoe Kanno, Tsukiho Tsukioka
Cast: Ren Meguro, Mio Imada, Sato Arata, Manabu Hamada, Shohei Hino, Yusuke Hirayama, Renji Ishibaschi, Ryoko Kobayashi, Oshiro Maeda, Shota Matsushima, Sho Nishigaki, Yuki Ogoe, Hiroto Takahashi, Ukon Onoe, Tsutomu Takahashi, Akari Takaishi, Ryo Tamaki, Tao Tsuchiya
Genere: fantasy, romance, period drama
Film – Giappone, 2023
La storia di fondo è la medesima per entrambi i prodotti e segue passo passo la linea storica tracciata nelle light novel. In un’epoca Taisho (che corrisponde al periodo dell’imperatore Yoshihito, detto Taisho, dal 30 luglio 1912 al 25 dicembre 1926) alternativa e anche un po’ steampunk, dove la maggior parte dei membri delle casate nobili possiede poteri paranormali, che fanno acquisire uno status d’importanza ulteriore nella vita sociale, vive la giovane Miyo Saimori, erede di due grandi famiglie nobili, quella dei Saimori e quella degli Usuba, ma priva di qualsiasi potere sovrannaturale.
Alla morte della madre, il padre Shinichi Saimori sposa l’amante ufficiale, Kanoko, da cui ha avuto la figlia Kaya, e inizia a rinnegare sempre di più Miyo, fino a renderla la serva di casa, condannata a pulire e a fare tutti i lavori più umili, mal vestita e relegata in una piccola stanzetta insieme ai servitori, sottoposta a tutte le angherie da parte della matrigna e della sorellastra. Visto che Shinichi pensa di far diventare Kaya l’erede ufficiale della casata Saimori, decide di fidanzarla ufficialmente con Kouji Tatsuishi, secondogenito della potente famiglia Tatsuishi, ma anche vicino di casa gentile e premuroso, di cui Miyo è sempre stata innamorata segretamente. Per favorire il matrimonio, però, è obbligato ad “impegnare” la figlia maggiore Miyo, così che nulla possa ostare i suoi progetti di unire le due famiglia Saimori e Tatsuishi. Decide, così, di arrangiare un fidanzamento tra Miyo e Kiyoka Kudou, un condottiero fiero e abile, braccio destro dell’imperatore e a capo del dicastero sui poteri sovrannaturali, ma anche un uomo dal carattere arcigno e impassibile, freddo e duro come la pietra, impossibile da amare, tanto che su di lui si è diffusa una leggenda: tutte le sue promesse fidanzate, dopo averlo conosciuto, hanno inaspettatamente desistito del matrimonio e sono fuggite o sono state ripudiate. Per Shinichi è la soluzione ottimale per togliersi momentaneamente la figlia maggiore, consentire il matrimonio della figlia minore e, poi, una volta che Miyo fosse tornata con l’ignominia di un fallito matrimonio, arrangiare un matrimonio senza spese e senza celebrazioni con Kazushi Tatsuishi, il maggiore della casata Tatsuishi, ottenendo con poco il suo sogno di unire le due famiglie e diventando un nobile potente alla corte di Taisho.
Miyo parte, così, verso il nord e arriva alla magione di Kiyoka Kudou, pronta per ricevere l’umiliazione che la sua famiglia ha pianificato, ma, nella realtà, parte anche con la consapevolezza di essere sola e di assaporare finalmente quella libertà e quella consapevolezza di sé che in famiglia le è sempre stata negata. Ed è con questo atteggiamento e con tutto il desiderio di mostrare quell’animo candido e riservato che in casa non hanno mai saputo capire che Miyo approda in quell’angolo sperduto del Giappone e conosce il futuro marito Kiyoka, la vecchia serva Yurie, che lo ha cresciuto come un figlio, e la battagliera sorella Hazuki.
Le leggende sul brutto carattere di Kiyoka non corrispondono a realtà o, perlomeno, non corrispondono alla realtà che Miyo incontra nel freddo nord, visto che Kiyoka rimane immediatamente incantato da Miyo, dalla sua gentilezza e dalla sua empatia, da quegli occhi che nascondono sofferenza, dalla timidezza di chi è sempre stato abituato a soffrire e, soprattutto, da quella forza costante e resiliente, capace di resistere silenziosa e caparbia a qualsiasi avversità, riuscendo a coprire e a proteggere le persone amate. Lentamente Kiyoka si innamora di quella fidanzata che sembrano avergli imposto per scherno e si lascia avvicinare dalla sua dolcezza, capace di scongelare la sua apparenza algida e tenebrosa. Lentamente anche Miyo si innamora di quel fidanzato che sembra esserle stato affibbiato come punizione e inizia ad aprirsi e a far percepire tutto quel dolore che gli abusi domestici le hanno lasciato impresso nel suo animo. Mentre Kiyoka comprende che può essere se stesso anche nella compassione e nella dolcezza, Miyo comprende di essere qualcuno, non un volto nascosto e una figlia rinnegata, e acquisisce la stima in se stessa, nonostante la carenza di poteri l’avesse sempre fatta apparire come una reietta.
“La felicità era percepita come una crudeltà sempre troppo lontana e impossibile da raggiungere. Qualsiasi breve speranza svaniva davanti ai miei occhi”.
Solo che Miyo non è priva di poteri, ma semplicemente possiede poteri che il padre non è mai riuscito a percepire, nascosti e sottili, eppure terribili e potenti. Come vera erede da parte materna della famiglia Usuba, famosa per possedere poteri che il governo ha sempre voluto sigillare, pericolosi per la stabilità politica dello Stato, in grado di far tremare il trono imperiale (e non solo). La famiglia Usuba, infatti, è in grado di intervenire sulla mente delle persone, alterandone le percezioni, lo stato d’animo e la comprensione e influenzandone le decisioni. Miyo possiede la rara capacità di controllare i sogni, entrando in quelli altrui, ma anche creandone di nuovi, modificandoli e alterandoli, comunicando con altri attraverso i sogni, o percependo le intenzioni altrui tramite sogni premonitori o, addirittura, rinchiudendo i propri avversari in cerchi onirici in cui combatterli. Ed è con questa capacità che, col tempo, inizia anche a rivelarsi un aiuto potente e salvifico per il lavoro del Kiyoka nel dicastero sui poteri sovrannaturali, in grado di infiltrarsi nelle menti di una cospirazione pericolosa – con una dimensione fanta-politica che entra prepotentemente in quella romantica, aggiungendo mistero durante la lenta percezione di Miyo di se stessa e delle proprie potenzialità.
I personaggi della storia sono molti e le loro azioni – talvolta, inaspettate e terribili – generano un continuo svolgersi di eventi in una serie di causa-effetto senza sosta, che riesce a creare suspence, facendo rimanere intatta la delicatezza con cui è stata concepita la storia d’amore. La scoperta del potere degli Usuba, il contatto attraverso i sogni con la madre morta, le congiure continue nei confronti dell’imperatore – in piena coerenza con le rivolte degli shogun e dei nobili a causa della restaurazione Meiji, ma anche in perfetta linea con la nascita di una classe oligarchica e autoritaria giapponese, che adombra ciò che si è creato nel periodo tra le due guerre mondiali – l’incontro con nemici storici di Kiyoka si inseriscono pure nella sottotrama degli abusi familiari subiti da Miyo, culminanti nel suo rapimento da parte della sorellastra.
“My Happy Marriage – Il mio matrimonio felice” è costruito come una fiaba lenta e dall’incedere elegante, che, come “La Bella e la Bestia” narra l’incontro, casto e delicato, tra due anime che il mondo ha sempre posto ai limiti, vestite di maschere forzatamente affibbiate dalla società, costrette a ruoli stereotipati e rinnegati, che, però, riescono a vedere l’una l’altra il risplendere reciproco della proprio bellezza interiore e a sentire il rumore che i loro cuori fanno all’unisono, riuscendo a silenziare il mondo. Ed per questo fascino perfetto di una fiaba intramontabile che la storia di Miyo e Kiyoka rimane unica e intatta, come sotto le stelle luminose di una notte di Tanabata.
Laura
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