“Ella parla pur senza dire parola. Com’è mai possibile? Sono i suoi occhi a parlare, e io risponderò loro”
(“Romeo e Giulietta” atto secondo – William Shakespeare)

Titolo originale: きみの瞳(め)が問いかけている – Kimino mega toikaketeiru
Regia: Takahiro Mihi
Scritto da: Yuichi Toyone
Cast: Ryusei Yokohama, Yuriko Yoshitaka, Keita Machida, Ryōsei Tayama, Kyosuke Yabe, Yoshinori Okada, Chika Uchida, Jun Fubuki
Genere: Drammatico, melodramma
Giappone, 2020, film
I vetri di mare sono delle “gemme” che il mare restituisce, non sono altro che vetri comuni, spesso spezzati in piccoli pezzi, levigati dalla sabbia, dalle onde, dalle pietre, fino ad assumere un aspetto arrotondato, opaco, liscio. I vetri di mare possono avere decine d’anni o anche secoli e sembrano dei piccoli e misteriosi tesori, affascinanti come i diamanti, solo che ne sono l’opposto. Il diamante è prodotto dalla natura e lavorato dall’uomo, il vetro di mare è prodotto dall’uomo, ma levigato dalla natura.
I due protagonisti di questa storia sono come due vetri di mare, sbattuti dalle onde, levigati dalla sabbia, due gemme che non sono considerate tali, ma che la natura o meglio la società li ha posti davanti a delle prove immense, nonostante la loro giovane età.
“Your Eyes Tell” è il remake giapponese del bellissimo film coreano “Always” con So Ji-sub e Han Hyo-joo, non si discosta per niente dalla storia, dalle scene e dai dialoghi dell’originale, tuttavia l’interpretazione dei due protagonisti, una regia attenta e sensibile e qualche variazione, lo rendono un film che è una piccola perla da recuperare e apprezzare.
Rui Shinozaki (Ryusei Yokohama, “The Parades”, “Faceless”, “The Journalist”) è un ragazzo più che ventenne, schivo, taciturno, introverso, che ha trascorso del tempo in carcere per aver scontato una pena dopo aver causato del male a qualcuno e con un passato nelle lotte clandestine. Rui, orfano fin da piccolo, è stato cresciuto in un orfanotrofio diretto da suore che lo hanno battezzato con il nome di Antonio. Ancora oggi quando non sa dove andare e dove trovare una consolazione si reca della suora che lo ha cresciuto, una delle poche persone che si preoccupa per lui.
Akari Kashiwagi (Yuriko Yoshitaka, “On a Starry Night”) è una ragazza ipovedente che è sopravvissuta ad un incidente stradale dove qualche anno prima i genitori hanno perso la vita. Akari è una ragazza gentile, espansiva, dal sorriso disarmante. La sua anima emana una luce particolare che regala grazia, stupore e meraviglia e di questo si accorgerà lo stesso Rui.
Il loro incontro nasce da un fraintendimento, uno scambio di persona, perché Rui prende il posto di un guardiano di un parcheggio d’auto con il quale Akari era solita trascorrere delle serate a guardare un drama romance dalla tv della guardiola. L’arrivo della ragazza è così rapido che Rui non riesce a dirle immediatamente di non essere il vecchio guardiano, ma se ne accorge lei stessa dopo qualche minuto. Akari riconosce che la voce appartiene ad un’altra persona e così il ragazzo si presenta a monosillabi, come è solito fare, e dice che l’anziano non lavora più lì, ma è lui che lo sostituisce.
Dopo un piccolo momento di smarrimento, Akari sorprende Rui chiedendogli se può continuare la tradizione di guardare il romance come faceva prima. Rui, un po’ stupito dalla richiesta, acconsente e così si trova a dover spiegare alla ragazza i colori degli abiti, le espressioni dei protagonisti del drama, le immagini, ma presto questa abitudine diventa qualcosa di atteso, una piccola dolcezza quotidiana per entrambi. (Piccola curiosità, il drama che i due protagonisti guardano in tv è “A Story to Read When You First Fall in Love”, un jdrama interpretato da Ryusei Yokohama e che lo ha fatto conoscere al pubblico).
Akari, che nel frattempo crede di parlare con un guardiano di mezza età, per nulla affascinante, ma dal cuore buono, si reca la sera a recuperare gli episodi del drama, mentre per Rui, invece, ascoltare il bastone di Akari che colpisce il pavimento mentre procede verso la guardiola, è musica, lo rassicura e gli regala uno dei doni più preziosi della vita, la continuità.
I due giovani iniziano a sentire la necessità di trascorrere del tempo insieme e pian piano di affezionarsi e così inizia anche la loro timida e delicata storia d’amore.
Rui e Akari, due persone dimenticate dal mondo. Rui, dalle mani ruvide che lavora come guardiano di un parcheggio, ma che avrebbe avuto un futuro radioso nel mondo degli incontri legali di kickboxing; Akari, una ragazza ipovedente, centralinista in un call center, dalle mani delicate come i ceramisti e che avrebbe avuto un futuro nell’arte.
Akari racconta di sé, della sua vita passata e del cambio repentino che ha avuto la sua esistenza dopo il grave incidente dove ha perso i suoi genitori:
“Le cose che vedevo ogni giorno sembravano svanire. Come i fiori che sbocciavano davanti a casa mia o come era il viso sorridente di mia madre o come mio padre beveva il suo sakè. Venivo spesso in questo ristorante con i miei genitori. Davo per scontato il nostro tempo insieme. Non pensavo che fossero ricordi preziosi da conservare. Non pensavo che ci fosse bisogno di ricordarmelo”.
Rui, invece, fatica a parlare di sé anche con la stessa Akari:
“Cosa farai se saprai del mio passato? Non sono bravo a parlare di me stesso”.
Eppure, nel suo cuore c’è tanta tristezza e un senso di abbandono e di colpa che lo sfiniscono quotidianamente e la stessa Akari se ne accorge un giorno mentre si recano in un posto sul mare, quando finalmente Rui si perde nei suoi racconti sfumati di dolore:
“Questo posto è il luogo dei miei ricordi più vecchi. Non ricordo il volto di mia madre, ma mi ricordo che stavamo insieme. Abbiamo camminato su questa spiaggia, lei si aggrappava e lentamente entrava nell’oceano. Credo che volesse ucciderci, ma sono stato l’unico a sopravvivere. A volte penso: Perché non sono morto con lei allora?”.
La storia di Rui e Akari è una storia di espiazione per cercare di riparare qualcosa di cui si sentono responsabili. Rui cerca di scontare quelle scelte di vita che lo hanno portato in passato a commettere delle cose imperdonabili, in un baratro di perdizione, tradendo persino la fiducia che il suo allenatore nutriva per lui.
Akari, invece, si sente responsabile dell’incidente che anni prima le ha portato via entrambi i genitori e lei, unica sopravvissuta, ha perso la vista e quasi vorrebbe non recuperarla mai, perché solo così può scontare il suo senso di colpa.
Rui e Akari due giovani che non si sono mai perdonati, ma la vita, con i suoi ribaltamenti li pone di fronte ad altre prove e dolori e che li porterà a separarsi per cercarsi nuovamente perché Rui non può dimenticare lo sguardo di lei che ha illuminato la sua vita dal primo momento che l’ha incontrata:
“Che cosa c’è scritto nel braille del tuo portatile?”. “E’ la mia battuta preferita di Romeo e Giulietta: I suoi occhi parlano per lei e il mio cuore ha risposto”.
“Your Eyes Tell” è una storia che parla al cuore dello spettatore, Yuriko Yoshitaka e Ryusei Yokohama sono due interpreti di una bravura incredibile che riescono a far vivere ogni emozione e ogni sensazione con una intensità che diventa poesia.
Colonna sonora molto bella con il brano “Your Eyes Tell” dei BTS che dà il titolo al film e che spicca a metà della storia.
Alcuni film sono come delle canzoni che parlano di un posto dove tornare, come il profumo di una pianta di osmanto, come un sorriso lontano e “Your Eyes Tell” ha tutte queste caratteristiche.
“Cerca il vetro di mare. E’ una pietra colorata che ha crepe e angoli arrotondati. Se il vetro di mare viene raschiato qui nel centro nessuno si farà male. Le persone che sono state ferite diventano gentili. Ecco perché sono sicura che una cosa così dolorosa ha un significato. Questo vetro di mare è il talismano che ci tiene uniti”.
Grazia
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