I legal drama sono una delle mie passioni, mi piace conoscere casi e comprendere situazioni che non avrei l’opportunità di affrontare in altri drama e che mi permettono di capire ancora meglio l’animo delle persone, perché si dice che di fronte alla giustizia e alla morte ogni persona mostra davvero se stessa, le proprie paure e le proprie debolezze.
Quando mi sono imbattuta in “Witch at Court” ho capito subito che la trama mi avrebbe preso a tal punto da guardare un episodio dietro l’altro senza riuscire a smettere, perché il filo conduttore, di grande attualità, riguarda la tematica femminile e quella dei minori, si parla, infatti, di crimini e di violenze contro donne e bambini.
Ma Yi-deum, interpretata da una bravissima Jung Ryeo-won (“Wok of Love”) è una procuratrice schietta e determinata, dall’esperienza eccezionale che non si limita a usare tecniche e modi di agire drastici pur di vincere le cause, ricorrendo spesso a spergiuri, fabbricazione di prove e indagini particolari. E’ reputata da tutti come una persona preparata, ma dal carattere impossibile in quanto sarcastica, egoista, carrierista, ma nessuno sa che nel passato di Yi-deum c’è una tragedia che ha fatto indurire il suo animo: quando era adolescente la madre sparì, dopo aver fatto da testimone per degli abusi sul lavoro.
Da allora Yi-deum ha concentrato tutte le sue forze e le sue capacità nello studio, e, pur avendo umili origini e poco aiuto economico, è riuscita meritatamente a laurearsi e a fare carriera nel ramo della legge.
Un giorno, dopo una causa abbastanza travagliata, Yi-deum, viene trasferita in una divisione speciale che si occupa di casi delicati come quelli di violenza sessuale ai danni di donne e abusi su minori. La ragazza, che fino ad allora ha sempre dimostrato un comportamento distaccato nei confronti di ogni causa affrontata, dovrà, all’inizio in modo molto riluttante, fare i conti con delle situazioni che metteranno a dura prova sensibilità ed emotività.
A capo della divisione speciale, il procuratore Min Ji-sook (interpretata dalla sempre brava Kim Yeo-jin, “Vincenzo”, “Itaewon Class”) che ha creato lei stessa questa divisione speciale per aiutare sempre più vittime e che venti anni prima aveva indagato sul caso di violenze sul lavoro del sovrintendente Jo Gap-soo, ma che per mancanza di prove sufficienti non era riuscita a farlo condannare.
All’interno della divisione speciale Yi-deum dovrà interfacciarsi con nuovi colleghi, soprattutto con Yeo Jin-wook (interpretato da Yoon Hyun-min, “My Holo Love”, “Bo-ra! Deborah”), un ex psichiatra pediatrico che, dopo un’esperienza che lo ha sconvolto a livello umano, ha deciso di studiare giurisprudenza e intraprendere una nuova professione, per cui è ai suoi primi anni da procuratore. Yeo Jin-wook ha un atteggiamento diverso nei confronti dei casi, delle vittime e delle procedure rispetto a Yi-deum. Jin-wook si fa facilmente coinvolgere a livello emotivo e prova empatia nei confronti delle vittime, cercando di essere vicino loro in ogni momento di preparazione per affrontare il processo. Yi-deum e Ji-wook si scontreranno spesso, ma pian piano riusciranno a capirsi e da un rapporto di profonda stima crescerà anche un sentimento di fiducia e di comprensione, soprattutto dopo che Ji-wook verrà a conoscenza della storia drammatica nel passato della collega.
Quasi in ogni episodio una storia diversa in cui la tematica della violenza e degli abusi è affrontata in modo delicato, ma senza togliere la drammaticità e il dolore che ogni vittima deve affrontare fino in tribunale e le cicatrici che rimarranno a vita in ognuno di loro.
Il filo conduttore del drama, però, è quello legato alla protagonista, al suo passato, alla scomparsa della madre e a Jo Gap-soo (interpretato da Jun Kwang-ryul), personaggio spregevole a cui, a causa dell’attivismo del padre contrario al governo dell’epoca, è stato impedito di diventare pubblico ministero, così che, dopo la carriera in polizia e dopo anni di accuse e violenze ai danni di gente innocente senza prove e testimoni, viene eletto come membro dell’Assemblea nazionale e si candida alla carica di sindaco di Yeong-pa.
“Witch at Court” è un legal drama davvero spettacolare con delle interpretazioni meravigliose, dai protagonisti ai secondari, alcuni episodi sono davvero complessi, emotivamente devastanti e lasciano il magone, ma la coppia protagonista riesce anche a stemperare i momenti di profonda drammaticità e sofferenza che vengono presentati in molte situazioni affrontate, dove spesso violenza fisica e psicologica catalizzano l’attenzione dello spettatore che riflette e si addolora per le vittime. Personalmente sono stata molto turbata dall’episodio dove la protagonista è una minorenne, dai sadismi sul luogo di lavoro e dalla descrizione realistica del male e di una società pervasa da sentimenti di disillusione e distacco che anche noi possiamo tristemente vedere ogni giorno nelle cronache di femminicidi e di violenza.
Consigliato per sensibilizzare ancora di più su argomenti di grande attualità, ma anche per guardare un legal drama diretto bene e interpretato magistralmente.
Piccola nota, Jung Ryeo-won e Yoon Hyun-min sono stati premiati nel 2017 come migliore coppia dell’anno in un drama e, a mio parere, meritatamente.
Grazia
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