Quanto è importante il sogno? I sogni raccontano a noi stessi le emozioni, i desideri, le paure che viviamo durante la giornata oppure solamente ci permettono di fuggire dalla vita stancante e stressante.
I viaggi onirici diventano, però, una catarsi che ci regala l’opportunità di perderci in altre dimensioni, in altri mondi, per poi ritrovare noi stessi.
Ho scelto queste due opere che a loro modo ci presentano dei viaggi, ci abbracciano nei sogni dei protagonisti per camminare con loro in una dimensione sospesa, onirica e svegliarsi con quell’incanto che solo un sogno riesce a lasciare nel nostro inconscio.

Il Piccolo Vagabondo
(titolo originale: The Little Drifter)
Edito da Bao Publishing
di Crystal Kung
L’editore Bao Publishing ci propone questo gioiellino, “Il Piccolo Vagabondo”, un fumetto che mi è piaciuto moltissimo, consigliato per ogni età.
“Il Piccolo Vagabondo” è composto da una serie di storie ambientate in diverse città del mondo dove l’elemento in comune è la presenza di un bambino misterioso che ha il compito di aiutare chi si sente solo e smarrito. Ogni racconto viene introdotto da un ritratto e da una presentazione molto importante perché è necessaria a far intuire al lettore la tematica legata al personaggio protagonista di ogni storia. Durante la storia, poi, è il valore del disegno, la magia dei colori e della luce che hanno il potere di comunicare al lettore i sentimenti e le emozioni dei personaggi, le parole, infatti, spariscono, e ci si ritrova in un racconto dove ogni segno ed espressione regalano un incanto perfetto e sospeso, un linguaggio che diventa universale e che non ha bisogno di spiegazioni o parole.
Quando, infatti, il bambino, il piccolo vagabondo, appare nella storia, ci sembrerà di esserci persi in un mondo onirico e surreale dove, come una pennellata di colore e di luce che illumina il paesaggio, così anche il personaggio protagonista del racconto viene coperto dallo splendore del conforto che lo porterà a ritrovare quel cammino smarrito, quella strada nascosta che ha interrotto il proprio respiro. Un sogno ad occhi aperti, lo stupore del veloce passaggio del piccolo vagabondo nella vita e nell’esistenza dei personaggi dei racconti che lascerà un messaggio prezioso e profondo a tutti coloro che si avvicineranno al mondo descritto in quest’opera, lieve come un fruscio di vento e soffice come la neve.
La giovane autrice, Crystal Kung, è un’artista cinese che lavora anche come animatrice e character designer, vive a Taiwan, ma ha girato molte città del mondo e, da qui, il suo interesse per i viaggi.

Dobugawa – La superficie dell’acqua
(titolo originale: どぶがわ – Our Life is Connected)
Edito da Bao Publishing
di Aoi Ikebe
“Sulla riva di questo fiume maleodorante, che scorre ai piedi della collina…si trova il mio angolo di Paradiso”.
Tutti i giorni un’anziana si siede su una panchina in riva al fiume, un fiume inquinato e maleodorante, ma la signora si siede, come se nulla fosse e inizia a sognare, sogna dei suoi giorni di gioventù, sogna dell’infanzia con le sue sorelle così diverse tra loro, ma così preziose, sogna di magioni, di cavalieri e di tavole imbandite. Attorno a lei tutto scorre lento, come l’acqua stagnante del fiume, e noi lettori diventiamo inconsapevoli interpreti di sogni perché il tutto è raccontato con elegante flusso di ricordi e di sensazioni legate a odori, a sapori, a immagini lontane, disperse nella mente, al presente che cammina lento e ad un futuro lieve, appena accennato, ma immerso nella speranza.
Incantevole l’abilità dell’autrice, Aoi Ikebe, ad accompagnarci nel pensiero della protagonista, in una storia al femminile, dai tocchi delicati e onirici, in cui attraverso il sogno riempiamo le nostre emozioni dei ricordi dell’anziana, facendoci intuire momenti passati o non spiegati, ma liberandoci dalle emozioni negative così come potrebbe essere ripulito il corso d’acqua che renderebbe più piacevole alle persone l’ambiente cittadino.
Una storia malinconica, una lettura delicata e profonda, un fiume di ricordi che ci culla nel suo flusso lento e carezzevole, come un tempo indefinito, colto dalla memoria della protagonista o dagli occhi di un giovane ragazzo che disperde il suo sguardo tra le acque del fiume, ancora confuso per i suoi sogni e il suo futuro.
Un volume autoconclusivo che vi farà sognare e sospendere ogni pensiero per perdervi nella grazia e nella tenerezza di un racconto all’apparenza semplice, ma ricco di significati e consolatore come un abbraccio.
L’autrice, Aoi Ikebe, debutta con “Rakuyō” e poi successivamente lavora a “Tsukuroi Tatsu Hito”, da cui viene tratto un film, la storia di una giovane donna che lavora in una sartoria di abiti occidentali. Si fa conoscere ancora di più al pubblico internazionale con “Princess Maison”, la storia di una ragazza che desidera comprare un appartamento a Tokyo, ma è difficile poter risparmiare e acquistare una casa con le proprie forze e la propria tenacia. Aoi Ikebe sta diventando una delle autrici più brave nel raccontare storie femminili e nel ritrarre donne della nostra epoca con le difficoltà e i sogni che ognuno di noi custodisce nel cuore.
Grazia
