Le leggende dei fiori e degli alberi

In questo clima torrido, umido e molto appiccicoso, ci godiamo ancora le foto dalla Corea con le bellissime strade o interi campi con colori primaverili accesissimi e di imparagonabile bellezza. Non che qui in Italia non ce ne siano, ma i colori dei fiori asiatici sono qualcosa da far perdere il fiato. Per i più avventurosi, o chi ha in progetto una gita fuoriporta, esistono addirittura siti ministeriali che prevedono la fioritura in tutta la Corea. I fiori più diffusi, dopo quelli delle piante di ciliegio, sono le peonie e le azalee. Ovviamente tra alberi, fiori e farfalle non mancano le leggende e gli aneddoti.

Uno degli aneddoti più antichi lo troviamo sul “Sillabongi” (registri risalenti al Regno di Silla) del “Samguksagi” (la storia dei Tre Regni). L’imperatore cinese Taizong of Tang, mandò un dipinto di Peonie alla Regina Seondeok, che non gradì molto. Infatti il quadro era dipinto molto bene, ma mancavano le farfalle, quindi i fiori non profumavano. Simbologicamente la mancanza delle farfalle, venne inteso come un oscuramento dello splendore della regina e del suo regno.

Troviamo molte leggende e poemi anche sulle Cheol jjuk, o azaleee reali. La leggenda più famosa, forse è quella che racconta della bellissima Lady Suro di Silla, da cui sono stati tratti anche due poemi: “Heonhwaga (Canzone dedicata ai fiori)” e “Haega (Canzone del Mare)”. Una bellissima statua di questa bellissima donna lo troviamo nel parco dei fiori a lei dedicato nella provincia marittima di Gangwon, sullla costa Est.

Nel Regno del Re Seongdeok (702-737), Lady Suro, moglie di un magistrato,  espresse il desiderio di avere dei fiori che si trovavano su di un ripidissimo dirupo. Nessuno si propose per questa impresa, tranne un anziano che con il suo bue andò verso i dirupo componendo il poema “Heonhwaga”, raccolse i fiori e glieli portò.

Un’altra leggenda risalente al Regno di Goryeo racconta del re Chungseon, che visitando la capitale Yuan Yanjing, intrattenne una relazione con una donna di corte. Al momento della partenza, il Re regalò un fiore di loto alla donna, come segno del suo amore. Ovviamente, la donna non la prese per nulla bene, tanto che dopo aver versato fiumi e fiumi di lacrime compose una poesia altrettanto triste che recita più o meno così: “Il fiore di loto che hai raccolto per me il giorno in cui te ne sei andato, era prima rosso ma presto cadde dallo stelo e ora l’ombra dei suoi petali appassiti è come quella di un uomo.

Tra le leggende sulle peonie, troviamo quella di “hamjibak (ciotola di zucca)” risalente al regno di Goryeo. Le peonie per i suoi grandi fiori era paragonata ai fiori della zucca.  Il re Chungryeol sposò la figlia dell’imperatore Shizu di Yuan China. Un giorno la regina stava passeggiando nei giardini di Hyanggak (Padiglione Profumato) nel Palazzo Sunyeong quando vide delle peonie in piena fioritura. Ordinò a una dama di compagnia di coglierne una per lei. Dopo aver colto la più bella, la dama la porse alla regina, che dopo averla tenuta un po’ tra le mani, scoppiò a piangere. La Regina piena di tristezza, presto si ammalò e morì. Aveva riconosciuto nel bel fiore di peonia la fuggevolezza della vita, che l’aveva portata alle lacrime.

Difficilmente le leggende sui fiori hanno un bel finale: i fiori vengono paragonati alla vita che viene rappresentata bellissima, ma anche breve. Non sono assolutamente d’accordo: nessuno dice che il fiore muore, ma la pianta no!

Lady K Trash

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