Bubble – Una pioggia di bolle

Tra i nuovissimi lungometraggi di animazione, proposti ultimamente da Netflix, troviamo Bubble, diretto da Tetsuro Araki (tra i suoi lavori precedenti lo ricordiamo per “Death Note”) e scritto da Gen Urobuchi (conosciuto per “Puella Magi Madoka Magica”). La garanzia della produzione è siglata dalla WIT Studio, lo stesso de “L’Attacco dei Giganti”.

Cinque anni prima degli eventi narrati nell’anime, una pioggia di bolle è caduta sulla Terra, sconvolgendo la vita delle persone, il clima e l’habitat e sovvertendo ogni legge fisica. Gli scienziati non hanno ancora scoperto l’origine di questo cataclisma.

La storia è ambientata in una Tokyo quasi post apocalittica in cui la forza di gravità è stata scombussolata dalla pioggia di bolle, è isolata dal mondo e molte persone sono fuggite, lasciando una città desolata, vuota e spettrale.

Tra le rovine, palazzi abbandonati, strade infinite, deserte e sommerse dall’acqua, un gruppo di ragazzi, che hanno perso le proprie famiglie, giocano sfidandosi in gare di parkour.

La loro è una vera e propria sfida alla sopravvivenza, sono dei tracciatori che si spostano liberamente, come in un percorso di guerra, adattandosi velocemente al contesto urbano complesso, senza limiti, ma osservando e annotando ogni difficoltà.

Tra i giovani che praticano questa attività, uno dei fuoriclasse è Hibiki, un ragazzo che soffre di un disturbo all’udito, introverso, solitario che parla poco anche con i compagni, ma che un giorno rimane coinvolto in un incidente a causa di una mossa avventata. Hibiki precipita in mare, ma viene aiutato da una ragazza misteriosa di nome Uta. Proprio in quel preciso momento i due giovani sentono un suono particolare che è impercettibile agli altri, ma sembra che i loro destini si siano già incrociati e che Uta sia la chiave di rivelazione per capire ciò che è avvenuto e comprendere come cambiare e avere un’altra possibilità.

A metà visione dell’anime mi sono accorta che la storia adombrava la fiaba de “La Sirenetta”, la cui versione famosa di Andersen viene anche citata all’interno del film, ma non vi lascio alcuna anticipazione e non faccio spoiler. Sappiate solamente che Hibiki e Uta sono complementari e che il loro incontro è decisivo per la salvezza dell’umanità.

Un anime affascinante che riprende alcune tematiche esistenziali, dai problemi climatici, alla solitudine dell’uomo moderno, sottoponendo lo spettatore da momenti di alta adrenalina a momenti lirici.

Memoru Grace

Lascia un commento