Dopo aver perso ben 2 ore della mia vita per vedere “Peppermint Candy”, un film coreano del 2000 di cui non ho coraggio di scrivere la recensione, mi sono detta: ma qualcosa di positivo ci deve pur essere! L’ho trovata: la location iniziale! Il film inizia con un gruppo di amici che fan festa lungo la riva sassosa di un fiume. Un luogo che ti fa venir voglia di accendere il fuoco, cantar canzoni accompagnati da una chitarra strimpellante aspettando il timido chiarore del giorno e, dopo qualche bicchiere di troppo, ritrovarsi a fare a gara su chi racconterà la storia più paurosa. Sì, perché se voi ci pensate bene, ogni storia ha un fondo di verità, e quando la realtà è inspiegabile, si trasforma in leggenda.
La leggenda di Auraji, che in coreano significa “mescolare in armonia”, parla della storia d’amore nata su di un molo dove due fiumi si incontrano a Yeoryang a Jeongseon, provincia di Gangwon. Si racconta che da questi versi sia nata la canzone popolare “Arari”.
Vicino al monte Goyang, due ruscelli si incontrano: Goljicheon, un fiume lento e dalle dolci acque, che sgorga dal monte Taebaek, e Songcheon, un fiume forte ed impetuoso che sgorga da monte Balwang. Ed è proprio qui, dove i fiumi confluiscono che la leggenda comincia.
Molti anni fa, una fanciulla del villaggio di Yangji, incontrò un ragazzo di Yearyang sul molo del fiume Auraji che divideva i due piccoli villaggi. I due cominciarono a frequentarsi e a raccogliere fiori di camelie nella fitta foresta di Ssarigol. Un giorno i due nel separarsi, si promisero di rivedersi il mattino seguente. Ma le forti piogge della notte, fecero gonfiare il fiume tanto da rendere impraticabile il molo. Il giovane cominciò ad intonare una canzone:
“Caro barcaiolo di Auraji, oh mi porteresti una barca
le camelie che sono fiorite presto stanno cadendo.”
E la fanciulla dalla parte opposta del fiume:
“Le camelie cadute saranno avvolte dalle foglie cadute
tutto l’anno mi manca tanto il mio amore, troppo per me da sopportare”.
Un’altra versione della leggenda racconta dell’annegamento del ragazzo nel tentativo di attraversare il fiume su di una zattera. Nella realtà, questo luogo è stato segnato dal suicidio di una giovane disperata dopo l’annegamento del fidanzato. Non fu l’unico gesto estremo consumato nelle acque di quel fiume, tanto che le persone del luogo eressero una statua con le sembianze di fanciulla, per consolare gli spiriti delle donne annegate. Nella credenza popolare, si racconta che i suicidi si siano fermati.
Ma ecco che arrivano draghi e combattimenti nella leggenda del fiume Baengma, un tempo chiamato Baengmagang, ovvero Fiume del Cavallo Bianco. L’antico regno di Barkje fu attaccato dalle truppe cinesi comandate dal Generale di Tang e dalle truppe alleate del Regno di Silla. Ma furono fermate dal Re di Baekje trasformato in Drago e messo a guardia del fiume Sabi. Il Generale Su Dingfang di Tang, informatosi su come il Drago si sfamasse, scoprì che la carne bianca di cavallo era il suo cibo preferito. Così le truppe alleate catturarono un cavallo bianco e tesero una trappola al Drago, il quale fu catturato sotto una roccia sul fondo del fiume Sabi. Da quel giorno il fiume prese il nome Baengmagang, o Fiume del Cavallo Bianco e, una roccia sporgente sulla quale ci sarebbero le impronte del Re fu chiamata Joryongdae, o Roccia che ha pescato il Drago. Anche di questa leggenda esistono molte versioni in base alla zona. In una versione, il Re viene identificato come il Re Uija, umano di giorno e drago di notte. Un’altra versione del Re Mu racconta che sempre il Re Uija venne catturato dal Generale cinese e portato a Tang come ostaggio. Il Re si infuriò talmente che scoppiò una tempesta. In quasi tutte le versioni, è sempre il generale Su Dingfang che combatte contro il Drago. Gli effetti della morte del drago in questo caso, si ebbero su tutta la zona di Gongju non solo sul fiume.
Da un altro punto di vista, il vero protagonista è il Generale Su che vince il drago con saggezza, intelligenza e coraggio. Secondo fonti storiche e diverse prove geografiche, Baekje era l’antica capitale di Buyeo.
Gli anni passano, la storia continua, ma le leggende rimarranno sempre, in tutte le loro variazioni!
Lady K Trash
