Quando ho visto per la prima volta Tokyo Magnitude 8.0 pensavo si trattasse solo di una storia catastrofica con tanta azione ed invece, con mia grande meraviglia, ho dovuto constatare che l’anime è diverso dal solito clichè, è una storia di formazione, di forti emozioni, è il risalire dal dolore e dalla perdita di tutto, il terremoto ne è il simbolo, ma non è il vero protagonista. La catastrofe fa da ambientazione all’anime, poi, però, si lascia spazio ai sentimenti, alle persone, alla loro voglia di reagire e lancia un profondo messaggio di speranza finale. Non posso fare spoiler, vi racconterò il minimo indispensabile della storia, ma se avete deciso di intraprendere la visione di Tokyo Magnitude 8.0 preparate dei fazzoletti vicino a voi, ma proprio una scorta di fazzoletti perché per me non sono stati abbastanza. L’anime è ambientato a Tokyo, all’inizio delle vacanze estive, Mirai, una ragazzina di tredici anni è stufa della solita vita monotona e di sentire litigare per ogni cosa i genitori, per cui decide che è meglio sprofondare la propria noia nel cellulare di cui è molto patita; suo fratello minore, Yuki, invece, chiede in continuazione che qualcuno lo possa accompagnare alla mostra di robot ad Odaiba , un’isola artificiale nella Baia di Tokyo . La scelta dei genitori ricade su Mirai che le impongono di accompagnare Yuki visto che è in vacanza mentre loro sono impegnati con i rispettivi lavori. Mirai, quindi, è costretta a mettersi in viaggio con Yuki, destinazione mostra di robot. Proprio alla fine della visita alla mostra, mentre Yuki va alla toilette e Mirai lo attende fuori dall’edificio, si verifica un terremoto devastante di magnitudo 8.0 sulla scala Richter che distrugge molti degli edifici intorno. Nonostante Mirai si spaventi moltissimo riesce a rientrare nell’edificio per cercare il fratellino e qui viene aiutata da Mari, una giovane donna fattorino che guida la moto, i due fratelli così riescono a ritrovarsi e ad intraprendere il viaggio verso casa insieme a Mari che dovrà anche lei raggiungere sua madre e sua figlia di quattro anni. Durante il viaggio, a causa di una forte scossa di assestamento la Tokyo Tower crolla e alcune macerie colpiscono Yūki alla testa che riesce comunque a rialzarsi, assicurando tutti di stare bene. Dopo un giorno di cammino, Mirai è stremata e Yuki perde i sensi e viene portato in ospedale; quando, però, Mirai si risveglia da un crollo di stanchezza ritrova il fratellino che è uscito dall’ospedale e così riprendono il viaggio verso cas a. Quando raggiungono l’abitazione di Mari vedono che tutto è andato distrutto, ma fortunatamente la figlia di Mari è illesa mentre la madre ha riportato poche lievi ferite. Mirai e Yuki lasciano Mari e decidono di proseguire per raggiungere casa grazie all’aiuto di un militare che offre loro un passaggio su un camion che trasporta feriti.
Non vi svelo altro della trama, come vi ho annunciato poco fa, ma vi consiglio molto questo anime, indicato a chi vuole riscoprire l’importanza delle piccole cose, dei sentimenti e l’affetto delle persone care che purtroppo spesso prendiamo per scontato, ma che nei momenti in cui il modo ci sembra letteralmente crollare addosso cerchiamo disperatamente. Tokyo Magnitude 8.0 è una serie anime di 11 episodi, diretta da Masaki Tachibana ( “ King of Fighters – Another Day” ) e scritta da Natsuko Takahashi ( “ Fullmetal Alchemist ” ) ed è prodotta dagli studi Bones e Kinema Citrus .
Memoru Grace
