Chi ci segue sa già che, ogni martedì, la rubrica anime si aggiorna con una nuova recensione in merito (chi non ci ha seguito finora e l’ha scoperto adesso, ora ha un motivo in più per seguirci). Tuttavia, un po’ per l’estate, un po’ perché la nostra TV, di recente, trasmette solo le Olimpiadi di Tokyo, abbiamo deciso di declinare il nostro #AnimeTuesday in un modo diverso dal solito. E i giochi olimpici in terra nipponica ci hanno dato una giusta spinta. Perché Tokyo 2020 è soprattutto una grande rassegna di anime.
La buona organizzazione giapponese, infatti, nonostante le varie limitazioni dovute alla pandemia in atto (con divieto di pubblico, mascherine, isolamento e tamponi), ha deciso di puntare sulla cultura pop per avvicinare il pubblico da casa. Solo che la cultura pop in Giappone è soprattutto anime e manga!
(voi non lo sentite, ma qui c’è un chiaro ed evidente gridolino di gioia da parte di chi scrive)
Iniziamo dal 2016, quando a ricevere la fiaccola olimpica dal braciere di Rio arrivarono Doraemon, Pac-Man, Holly&Benji e Super Mario (o, meglio, il premier giapponese Shinzo Abe, abbigliato come il piccolo idraulico baffuto). Continuiamo con la cerimonia di apertura di quest’anno, che ha visto l’apparizione delle colonne sonore di “Sonic” e di “Final Fantasy” (con tanto di scenografia a tema). Procediamo con i singoli giochi, che sono spesso introdotti dalle opening di alcuni anime amati sia in Giappone che all’estero: il debutto della nazionale giapponese di pallavolo contro il Venezuela è stato accompagnato dalla musica di “Haikyuu! L’asso del volley”, le cui opening seguono tutte le partite disputate dal Giappone, mentre la nazionale di Basket gioca sempre sulle note di “Slam Dunk”; la gara di tiro con l’arco si è svolta sulle note di una delle opening di “Attack on Titan”, forse per ricordare l’arciera Sasha, uno dei personaggi più amati della serie; il dressage di equitazione è stato seguito dalla colonna sonora di “Naruto”; la prima opening di “Demon Slayer” ha fatto da sottofondo musicale agli incontri di pugilato; la celeberrima “Cry Baby” di “Tokyo Revengers” accompagna tutte le esibizioni di ginnastica artistica agli attrezzi.
Quando non avanza l’idea l’organizzazione olimpica nipponica, ci si mettono gli stessi atleti: la ginnasta messicana Alexa Moreno, che a noi già piace tanto da parecchio tempo, quando, anni fa, decise di opporsi alla campagna di body shaming nei suoi confronti con il suo orgoglio, ha eseguito il suo corpo libero sulle note della opening di “Demon Slayer”. E, visto che è un’amante di anime giapponesi (e anche di K-pop), chissà cosa ancora potrà riservarci.
Credete che le colonne sonore degli anime bastino per fare comprendere l’unione tra lo spirito giapponese e i manga? Ovviamente, no. E l’organizzazione olimpica giapponese ci ha regalato un’altra piccola perla a sorpresa, proprio in apertura olimpica.
La cerimonia di apertura delle Olimpiadi di Tokyo è stata impreziosita, un’ora prima dell’inizio, dalla visione del corto animato firmato Studio Ponoc “Tomorrow’s Leaves”, dove già il titolo è pienamente significativo. Il corto, diretto da Yoshiyuki Momose, regista che ha collaborato con lo Studio Ghibli e Hayao Miyazaki, ci racconta la storia dell’arrivo annuale di una foglia messaggera. Un arrivo un po’ diverso perché i colori della foglia, solitamente vividi e lucenti, sono pallidi e sfumati, la foglia, infatti, pian piano appassisce. Cinque inviati, provenienti da cinque terre diverse vengono chiamati per scoprire cosa possa essere successo. I cinque inviati, durante il viaggio per raggiungere una terra lontana, accompagnati da minuscoli spiriti, si sosterranno e aiuteranno a vicenda proprio per superare prove ed insidie. Infine, attraverso sfide atletiche e il valore dell’unione sportiva, arriveranno a capire cosa possa essere successo alla foglia. La foglia è simbolo di vita. Riusciranno, quindi, a ridare vita ad un futuro in pericolo per le nuove generazioni?
Con il classico gusto malinconico-poetico tipico dello Studio Ponoc, il corto vuole lanciare un messaggio di speranza all’umanità e, soprattutto, dopo l’ultimo anno falcidiato dalla pandemia da Covid-19, è ancora più apprezzabile.
Le musiche di “Tomorrow’s Leaves” sono di Takatsugu Muramatsu, già famoso per le colonne sonore di “Mary e il fiore della strega”, “Quando c’era Marnie” e “Modest Heroes”, mentre quello che ci ha fatto apprezzare ancora di più il corto è il disegno a mano, oggi sempre più difficile da trovare.
Vogliamo cogliere anche noi il messaggio di questo corto di Yoshiyuki Momose per apprezzare lo spirito sportivo olimpico e per sperare che sia davvero una Olimpiade per tutti.
Captain-in-Freckles & Memoru Grace
Link del corto animato “Tomorrow’s Leaves”: https://www.youtube.com/watch?v=sooT56IKJoA
