ALF – Caduto dallo spazio

Ogni bambino degli anni Ottanta avrebbe desiderato incontrare un extraterrestre sul proprio cammino e intere generazioni siamo cresciute e invecchiate con questo desiderio recondito alimentato dalla storia fantastica di E.T. l’extra-terrestre dal 1982 in avanti. Ebbene, Alf è stata una sit-com che ha un po’ realizzato questo sogno d’infanzia e ha seguito il filone dei telefilm o situation comedy che presentavano elementi fantascientifici.

Gordon Shumway, chiamato poi amichevolmente, Alf ( acronimo di  Alien Life Form) è un alieno di 229 anni proveniente dal pianeta Melmac che si schianta sul garage della famiglia Tanner, nel tentativo di seguire un segnale radio.

I Tanner lo accolgono e lo nascondono tenendolo al sicuro dalla NASA e dai vicini curiosi, nell’attesa che possa riparare la sua astronave e ripartire.

Alf, alieno coperto di pelo marrone chiaro, è convinto di essere l’unico sopravvissuto della sua specie e pian piano diventa membro della famiglia Tanner, si trastulla nei suoi hobby terrestri preferiti, TV e cibo. D’altra parte, si dice che otto dei suoi dieci organi siano stomaci. Come dargli torto? Gli unici che stanno lontano da lui sono i gatti di cui Alf ne andrebbe ghiotto, ma che non riesce mai nel suo intento di catturarli.

I Tanner, la classica famiglia americana caratteristica delle migliori sit com degli anni Ottanta, è composta invece, dal capo famiglia Willie, impiegato per i servizi sociali, la moglie Kate, la figlia adolescente Lyn, il figlio minore Brian e nell’ultima stagione si aggiunge anche il piccolo Eric.

Accogliere un naufrago stellare e nasconderlo al mondo diventava negli anni Ottanta una delle esperienze più alternative che si potessero sognare e il creatore di Alf, Paul Fusco, ha saputo interpretare perfettamente l’esigenza del pubblico, regalandoci, in ben quattro stagioni, tante risate e piccole scenette diventate cult. Una fra tutte? Alf, dopo aver messo a soqquadro la casa, canta disinvolto in playback “Old Time Rock and Roll” di Bob Seger con un cetriolo in mano.

Insomma, serie irresistibile che, sono sicura, riuscirebbe a strappare sorrisi anche oggi!

Memoru Grace

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