“Dottor Slump, io non capisco come ancora non so, chi mi ha dato il nome Arale e quanti anni ho”
So che l’avete letta cantando, ma non volete ammetterlo, perché è matematicamente certo che abbiate beccato almeno un episodio di questa serie anime, anche solo facendo zapping e, attratti un po’ dai disegni e un po’ dal tono brioso, abbiate lasciato su quel canale per vedere qualcosa che è talmente assurdo, talmente comico e talmente grottesco da diventare difficile la descrizione. Ed è per questo motivo che nessuno di noi ammette immediatamente di aver visto Dottor Slump e Arale.
Allora, sciolgo il ghiaccio e confesso per prima: ho visto diverse volte questa serie e ho pure cantato a squarciagola il duetto tra Cristina D’Avena e Giorgio Vanni che costituisce la sigla iniziale. Anzi, spesso me lo ricanto da sola proprio per mettermi di buonumore, come quando da bambina trovavo le puntate mandate in onda in TV quasi per caso e senza un filo logico e consequenziale. Solo molti anni più tardi, mi sono resa conto che, in effetti, non esiste proprio un filo logico e consequenziale in questa serie. Per cui tentiamo di ricavare una trama, che sia tale, e di presentare i personaggi, che sono come tante macchiette su un palcoscenico comico.
Il protagonista di questa storia è uno scienziato e inventore strampalato e strambo di nome Senbee Norimimaki, detto Dr. Slump (dal termine inglese per indicare un disastro o un pasticcio), che vive nel villaggio di Pinguino e che ha un talento tutto suo per inventare prodotti inutili, imbarazzanti, inquietanti o che, in qualche modo, si rivelano poco utili per l’umanità, se non nella gradazione della bizzarìa. Tra le sue invenzioni, spicca, in particolare, Arale, una bambina robot che potrebbe avere tutte le potenzialità della sua omologa Nana (protagonista di Nana Supergirl), ma che, invece, si è guadagnata il nome di “pericolo pubblico”. Arale è ingenua, piena di energia, miope come una talpa, dotata di incredibile forza e spensierata come non mai: ha la capacità di farsi amica con tutti gli esseri più bizzarri che esistano, sia che essi siano alieni, sia che siano altre invenzioni del laboratorio del Dr. Slump, sia che siano esseri umani (o esseri antropomorfi) che vivono nella pittoresca comunità di Pinguino. Perlopiù, Arale ha un alto senso dei propri escrementi (sì, avete letto bene) e li lascia un po’ ovunque, facendo vergognare il famigerato pazzoide inventore, che si spaccia per il fratello maggiore. In tutto questo, interviene la signorina Midori (in italiano, tradotta anche come la signorina Florinda), che è l’insegnante di Arale e dei suoi buffi amici, ma anche l’amore segreto del Dr. Slump, che la corteggia timidamente da anni, senza avere il coraggio di rivelarsi. Certo, fino a quando Arale, che non ha filtri né sovrastrutture, non racconta in giro l’amore del fratello, causandogli una brutta figura dietro l’altra.
Come avrete capito, nulla è normale in questa serie anime stralunata. Nemmeno il fatto che, in realtà, si tratta di due serie diverse: una, quella originale, datata 1981 e composta da 243 episodi, trasposizione dell’anime di Akira Toriyama del 1979-1984; l’altra, quella che guardavo io, il remake del 1997, composto da 74 episodi, trasmesso e ri-programmato più volte dai canali Mediaset con il titolo What a Mess, Slump e Arale. Tuttavia, in Italia, negli anni ’80 furono trasmessi doppiati solo i primi 50 episodi della serie originale, mentre i restanti vennero doppiati solamente nel 2001, in coda alla ri-trasmissione della serie remake. Per questo motivo, esistono pure due sigle diverse: quella citata all’inizio dell’articolo e cantata da Cristina D’Avena e Giorgio Vanni è solo la seconda sigla, quella del remake del 1997, che ha colpevolmente fatto dimenticare la sigla del 1983 – divertentissima e, quindi, da recuperare su YouTube – cantata dai Rocking Horse. Un’altra cosa poco normale di quest’anime/manga è il fatto che sia difficile da catalogare nelle classiche etichette shojo (manga per un pubblico femminile) e shonen (manga per un pubblico maschile), tanto che, nel 1982, vinse il premio Shogakukan per entrambe le categorie. Dottor Slump e Arale ha avuto anche 10 film e diversi spin off, mentre i suoi personaggi si sono talvolta trasferiti in altre serie, facendo delle vere e proprie guest star: ciò è accaduto, ad esempio, in Dragon Ball e in One Piece. D’altronde, Akira Toriyama, il manga-ka che ha creato questa serie comica, non è altro che il padre del famosissimo e interminabile Dragon Ball. Non vi pare un motivo in più per vederlo?
Consigliato: a chi l’ha guardato durante l’infanzia e/o durante altri momenti della propria vita, magari anche solo casualmente, con uno zapping veloce in TV, ma è riuscito a recuperare il sorriso; a chi ha bisogno di ridere, di tanto in tanto, perché ridere non fa mai male e, anzi, è la medicina migliore che possa esistere per curare qualsiasi ferita. Certo, sempre che non abbiate una piccola Arale in casa.
Captain-in-Freckles

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