Tanto tempo fa in una galassia lontana lontana…
Due giovani padawan studiavano per comprendere la Forza. Il confine è sottile assai tra il lato chiaro e quello oscuro. Attratte dai Jedi e dai Sith loro erano.
Di che cosa si appassionavano?
Una, la più grande e saggia, aveva una passione per le armi e i cristalli Kyber. Custodiva questi ultimi in religioso silenzio, nel suo tempio su Zonama Sekot, mentre difendeva la giustizia con la sua spada viola sfolgorante.
L’altra, la più piccola e incosciente, aveva una passione per i testi sacri e le letture, che fossero Jedi o Sith. Riusciva a scovarle tutte, ovunque si trovassero nell’universo. Nutriva anche una passione per qualsiasi navicella che potesse alzarsi sopra il suolo.
Colei che armeggiava con la spada viveva talvolta in una dimensione tutta sua. “La Forza era con lei e lei era con la Forza”, amava ripetere ogni qual volta si trovava in difficoltà e si affidava ciecamente all’antica fede per superare qualsiasi ostacolo. Grande era la sua comprensione della Forza, di livello raramente raggiungibile, secondo molti, i quali si chiedevano ancora se la sua fosse saggezza, incoscienza o meri e casuali colpi di fortuna. Per diverso tempo l’avevano vista su Coruscant discutere sopra i massimi sistemi con gli esponenti di spicco della galassia. Poi, ad un certo punto, optò per la meditazione estrema e per l’eremitaggio, così da comprendere entrambi i lati della Forza. È così che iniziò a viaggiare, a guidare una rivolta di Wookie e a coordinare una colonia di profughi mandaloriani. Mantenne ottimi rapporti anche con gli Ewok e fu nominata più volte ambasciatore per un minuscolo e insignificante pianeta collocato nell’Orlo Esterno. Un giorno, persa nei suoi complessi ragionamenti e animata da un fervente senso di giustizia, mise fine a colpi di lama ad alcuni dei più importanti traffici di uno Hutt sedizioso. Da quel momento, fugge senza sosta in compagnia della sua socia.
Colei che cercava i testi e le scritture aveva sempre un mal di testa. Nella galassia dove vivevano, le scritture venivano a trovarsi in pianeti diversi a seconda del carattere dei loro regnanti. Ciò rendeva assai difficile trovarne una collocazione o un tempo giusti, a volte si rischiava di confondersi. Addirittura alcune non si trovavano nemmeno e doveva viaggiare per molto tempo in posti lontani per trovarli, ma erano in lingue così strane e sconosciute che ci metteva molto tempo per studiarle. Ma queste difficoltà non la facevano demordere; anzi, ne era ancora più affascinata.
Entrambe potevano star sicure che dovunque fossero andate il loro J-type 327 si sarebbe rialzato sempre. La cercatrice di letture aveva passato fin troppo tempo ad intrufolarsi in qualsiasi motore di navetta che le capitasse vicino. Aveva avuto anche qualche discussione con un contrabbandiere che sosteneva di aver fatto la rotta di Kessel in 12 parsec – ne era scettica.
C’è un seguito a questa storia. Un seguito che si svolge ogni giorno, un seguito che dovrà ancora svolgersi e che solo la Forza sa come potrà finire. Ma, per il resto, abbiamo detto.
Captain-in-Freckles & Commander Scully

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